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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


Progetto ferroviario nei Balcani


Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

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9 febbraio 2010

Avatar: l'establishment vuole bloccare lo sviluppo

 

Avatar è il colossal che ha già fatto tutti i record d'incassi, con sale sempre piene e turnazioni speciali per la trasmissione del nuovo messaggio che, attraverso Hoolywood, l'establishment lancia a tutti noi.

Di fatto sponsorizzato da Barack Obama, che portando i figli minori di 14 anni ha finito col rinforzare la propaganda per questo film, esso è l'ennesimo inno ambientalista che ogni anno vede costosissime pellicole di fantascienza, cartoon o documentari, affacciarsi sul panorama cinematografico (Day after tomorrow, Madagascar, L'era glaciale, Una scomoda verità, ecc.).

La versione in 3D – Cameron l'ha pensato appositamente in questa forma – rende il film emotivamente coinvolgente e porta lo spettatore a schierarsi senza possibilità di errore a favore degli abitanti indigeni dell'incontaminato pianeta di Pandora (con tanto di storia d'amore tra i protagonisti), oggetto delle mire colonizzatrici del barbaro alieno (l'uomo), esemplificato da uno spietato colonnello e da un manager che deve rispondere a chi ha finanziato l'operazione di ricerca scientifica, strumentale alla scoperta di un potente cristallo ferroso (l'unobtanium) utile alla produzione di energia.

L'effetto 3D, così come l'invasiva qualità del sonoro surround, eleva la partecipazione emotiva passante per la vista e l'udito, ma abbassa il livello di coscienza razionale dello spettatore, il quale si trova come narcotizzato dal livello emozionale. Siamo alla fase embrionale del “cinema odoroso” e sentimental-emotivo teorizzato da Aldous Huxley, usato per tenere a bada le masse di lavoratori nel cosiddetto “tempo libero”. Non più filmati o documentari, o film che facciano ragionare, ma immersioni in ambienti percettivi, in cui la coscienza si perde.


 

Gli abitanti di Pandora sono guerrieri che vivono allo stato di sussistenza, in costante empatia con la divinità del pianeta (un grande albero), grazie a cui tutto sarebbe tenuto in perfetto equilibrio. Questi indigeni sono in comunicazione cerebrale (grazie alle code della capigliatura) con ogni forma vegetale ed animale del pianeta.

Il barbaro umano, invece, col pretesto di portare lo sviluppo, dà esclusivamente sfogo ai suoi più bassi istinti: quello dell'avidità e della forza bruta.

Ross Douthat del New York Times ha così definito il film: «La lunga apologia di Cameron per il panteismo - una fede che equipara Dio alla Natura, e richiama l'umanità ad una comunione religiosa con il mondo naturale … è la scelta religiosa di Hollywood ormai da una generazione».

Il messaggio che dunque perviene allo spettatore è quello tipicamente hobbesiano: una visione pessimista dell'uomo, dove la stessa scienza, invece che essere la manifestazione della capacità dell'uomo di conoscere e creare, portandolo ad essere platonicamente parte attiva del Creato, è, alla fin dei conti (nonostante qualche eccezione umana, rappresentata dalla dottoressa Augustine) maschera della nicciana volontà di potenza che animerebbe l'essenza di ogni uomo.

Siamo dunque di fronte, all'interno di una storica fase di crisi economico-finanziaria, all'ennesimo tentativo di lavaggio del cervello di massa attraverso l'apologia ambientalista, che possiamo considerare insieme al liberismo finanziarista, uno dei due pilastri che dalla fine degli anni '60 ha portato alla distruzione della società centrata sull'idea dell'homo homini fratres, dove l'uomo cerca di emanciparsi dai limiti imposti dall'arbitrio della natura, sostituita con quella attuale dell'homo homini lupus dove i presunti invalicabili limiti di un uomo anti-progresso ed anti-scienza, lo portano inevitabilmente ad una lotta contro i propri simili, ad una nuova era malthusiana.


 

Claudio Giudici


 

16 maggio 2008

Gore e Pecoraro con la pelliccia, ma interi popoli sono senza pane.

L'ambientalismo di Pecoraro Scanio ha ricevuto qui in Italia il "no" di stomaco degli elettori. Ma ha ricevuto il "no" pure dalla stessa realtà climatica (il problema è che i media non enfatizzano il freddo con la stessa forza con cui enfatizzano il caldo). Ma un "no" deciso dovrà provenire da una seria riflessione sul global warming, su cosa esso sia realmente e sugli interessi geo-strategici che vi sono dietro.
Quanto il politico democratico americano Lyndon LaRouche va denunciando da qualche decennio, trova oggi tragica prova nelle politiche ipernflazionistiche delle banche centrali, le quali, nel silenzio di media e politici, stanno originando rivolte per la "guerra del cibo" nei paesi più poveri. La soluzione a tutto ciò non passa per il "rientro dolce" della sovrappopolazione (cosa vuol dire in concreto, se non sminuire ancor più il valore della vita?) quanto per la ripresa di politiche di sviluppo che passano per la distruzione del sistema finanziario speculativo in corso da circa trentacinque anni e la sua sostituzione con una Nuova Bretton Woods, ed il lancio di progetti infrastrutturali (energia, strade, fonti idriche, scuole, ospedali) coordinati da accordi tra gli Stati.

Claudio Giudici

Il testo che segue sotto è tratto da: http://disinformazione.it/riscaldamento_globale.htm

E' operativo negli Stati Uniti un piano per piazzare il neo-malthusiano Albert Arnold Gore junior (vice presidente di William Jefferson Clinton e Premio Nobel per la Pace, sic!) alla Casa Bianca. 
Al Gore (uomo di punta dell'establishment, finanziato da multinazionali del petrolio), è un forte sostenitore di Paul e Anne Ehrlich, autori nel 1968 del libro: "La bomba demografica", che vuole attribuire alla sovrappopolazione tutti i problemi ambientali del mondo. Come vice presidente minacciò di tagliare ogni aiuto economico al Sud Africa se il paese non abbandonava i piani per produrre in proprio medicinali generici contro l'AIDS...
Oggi il signor Al Gore, con la scusa del riscaldamento globale è diventato il paladino, universalmente riconosciuto, dell'ambientalismo. I suoi scopi invece sono quelli di portare avanti le più becere teorie malthusiane sulla sovrappopolazione: cioè lasciar morire o aiutarli a morire, milioni di persone nei paesi in via di sviluppo!
Redazione

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- Pagina controllo climatico
- I Nobel dell'ipocrisia e della Propaganda

E' gelo sul riscaldamento globale
Di William Engdahl - Global Research
Tratto da http://www.comedonchisciotte.org 

La bufala del riscaldamento globale smascherata da un freddo da record mondiale
Il battage pubblicitario governativo e mediatico sul pericolo del riscaldamento globale che starebbe già causando lo scioglimento delle calotte polari e minacciando una catastrofe climatica planetaria, assume sempre di più i connotati di propaganda politica. Finora le nevicate di quest’anno in Nord America, Siberia, Mongolia e Cina sono state le più abbondanti dal 1966.
Per il Centro Climatico Nazionale dei Dati degli USA (NCDC), a gennaio e inizio febbraio molte città americane hanno sofferto un freddo record. Secondo il NCDC, la temperatura media di gennaio “è stata di 0.3 gradi Fahrenheit inferiore alla media riscontrata nel periodo 1901-2000”.
La Cina sta subendo l’inverno più rigido da un secolo a questa parte. Nel sud del Paese, dove in genere le temperature sono più miti, il freddo è stato così intenso, e così a lungo, che alcune città medio-piccole hanno dovuto fare a meno dell’elettricità per settimane, perché era impossibile riparare i guasti per il troppo freddo o per il ghiaccio.
Nell’Ontario e nel Quebec i due mesi scorsi ci sono state così tante bufere di neve e ghiaccio che persino il mercato immobiliare ne ha sofferto dato che le persone preferivano starsene tappate in casa. Soltanto nelle prime due settimane di febbraio a Toronto sono caduti 70 cm di neve, battendo il record del 1950 di 66.6 cm per l’intero mese.

I ghiacciai si ricompattano
Tra i più drammatici risultati del freddo polare su gran parte del pianeta è il capovolgimento di quella che era la notizia più frequentemente ripetuta: lo scioglimento dei ghiacci delle calotte polari. L’autunno scorso il mondo fu scioccato dalle dichiarazioni di alcuni climatologi, secondo cui lo strato di ghiaccio ai poli aveva raggiunto il “livello più basso mai registrato”. Avevano però cautamente omesso di dire che il controllo dello spessore dei ghiacciai era iniziato soltanto nel 1972, e che ci sono prove geologiche di scioglimenti ben più importanti nel passato.
Adesso, a risultato della rigidità delle recenti temperature, il ghiaccio è tornato. Secondo Gilles Langis, membro del servizio canadese delle previsioni del tempo ad Ottawa, l’inverno polare è stato così gelido che il ghiaccio non solo è stato recuperato, anzi, in molte zone è più spesso dello scorso anno di 10-20 centimetri.
Pochi sanno, e i sostenitori del Riscaldamento Globale sembrano volerlo nascondere a tutti i costi, che ci sono notevoli variazioni stagionali sulla quantità di ghiaccio presente sull’oceano artico. Inoltre, gran parte del ghiaccio è coperto di neve per circa 10 mesi all’anno, e i mesi di marzo e aprile sono quelli con più neve, con variazioni dai 20 ai 50 centimetri. Lo spessore non è sempre costante, non lo è mai stato.

Anomalie del Modello Climatico
Molti tra i climatologi culturalmente onesti ammettono che le loro previsioni contengono irregolarità. Robert Toggweiler, del Laboratorio di Dinamica dei Fluidi dell’Università di Princeton e Joellen Russell, vice professore di Dinamiche Biogeochimiche all’Università dell’Arizona, due importanti fautori del Modello Climatico in discussione, di recente hanno ammesso che le previsioni basate su test computerizzati che mostrano come lo scioglimento dei ghiacciai raffreddi gli oceani, fermando la circolazione dell’acqua calda equatoriale a latitudini nordiche con il possibile innesco di un’altra Era Glaciale (come nel film del 2004 “L’alba del giorno dopo”) sono sbagliate. In un’intervista rilasciata di recente, Russell ha detto: “Non è lo sciogliersi del ghiaccio che porta le correnti oceaniche verso nord dai tropici, ma piuttosto la circolazione dei venti. I modelli climatici finora studiati non hanno tenuto ben conto degli effetti del vento sulle correnti oceaniche, per cui i ricercatori hanno pareggiato i conti riversando sull’uomo la responsabilità dell’aumento delle temperature e dello scioglimento dei ghiacciai.” Beh, questo è molto interessante.
Quando i professori Toggweiler e Russell riprogrammarono il loro modello includendo il ciclo quarantennale dei venti da e verso l’equatore, notarono che le correnti oceaniche che portano acqua calda dal sud al nord avevano un ovvio ruolo nel recente riscaldamento del circolo polare artico.
Climatologi russi ritengono che i recenti cambiamenti climatici riscontrati a livello globale siano il risultato dell’attività solare, e non di emissioni causate dall’uomo. Un membro dell’Accademia Russa di Scienze Naturali, Oleg Sorokhtin, definisce l’incidenza dell’uomo sul riscaldamento globale come “una goccia nel mare”. Le sue ricerche dimostrano che la recente attività solare è entrata in una fase di inerzia, per cui ha suggerito alla gente di “munirsi di cappotti”.
Kenneth Tapping, del Consiglio Nazionale della Ricerca canadese, che supervisiona un gigantesco radiotelescopio puntato sul sole, è convinto che se l’attività delle macchie solari non riprende presto, entreremo in un lungo periodo di clima freddissimo. L’ultima volta che il sole è stato così inerte, infatti, la terra subì una Piccola Era Glaciale che durò all’incirca cinque secoli, finendo nel 1850. I raccolti vennero meno per colpa di gravi gelate e siccità. Carestie, pesti e guerre si moltiplicarono. I porti gelarono, come anche i fiumi, per cui i commerci cessarono.

Geopolitica del riscaldamento globale
L’isterismo circa il surriscaldarsi della terra è essenzialmente una trovata geopolitica delle élite planetarie, per far sì che i popoli accettino di buon grado drastici tagli al loro stile di vita che, se fossero pretesi dai politici senza un buon motivo, potrebbero innescare scioperi e proteste. Il resoconto dell’IPCC commissionato dalle Nazioni Unite sul riscaldamento globale raccomanda che un enorme 12% del Prodotto Interno Lordo mondiale sia indirizzato a “prevenire gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici”, e stima che la spesa per la riduzione di certe emissioni arriverebbe a 2.750 dollari all’anno per famiglia, sotto forma di costo energetico.
Esistono oggi due principali opzioni politiche che il potere dell’establishment anglo-americano può adottare per continuare a controllare un mondo che gli sta sfuggendo rapidamente di mano. Le chiameremo Piano A e Piano B.

Piano A è quella del duo Bush-Cheney e delle grandi compagnie petrolifere e militari da loro rappresentate. Cheney e il suo grande amico, Matt Simmons, divulgarono il mito del Picco del Petrolio per far sì che la gente accettasse l’inevitabilità dell’aumento del prezzo al barile a 100 dollari e oltre. Nel frattempo il potere delle grandi compagnie petrolifere e delle forze militari ad esse correlate cresceva con l’incremento del prezzo del greggio.
La Guerra Globale al Terrorismo fornì un pretesto per giustificare il controllo militare sulle maggiori riserve di petrolio e suoi transiti nel mondo. Dall’Iraq all’Afghanistan, al Kossovo, il piano degli USA e della NATO era il controllo futuro degli straordinari poteri emergenti, dalla Russia alla Cina, all’India, al Brasile al Venezuela e oltre. L’efficace lavoro diplomatico della Cina in Africa ha fatto sì che molti Paesi africani siano sul punto di allontanarsi dal controllo USA o britannico per affidare le loro risorse petrolifere ai cinesi oppure a gestirsele da soli.
Se John McCain sarà scelto come presidente dalle élite di potere americane, significherà che quel programma militare e petrolifero si accentuerà, specialmente ora che gli USA stanno per affrontare una grave depressione economica.

La seconda opzione per mantenere il controllo su gran parte dell’economia mondiale, il Piano B, vede nel Riscaldamento Globale e nei “poteri deboli” delle Nazioni Unite, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, un veicolo più adatto per convincere la gente ad accettare di buon grado cambiamenti drastici al loro stile di vita.
Barack Obama, che sembra essere la scelta delle stesse élite, la loro “ventata d’aria fresca” per rimettersi in sesto dopo il fallimento degli anni del duo Bush-Cheney, tenderebbe ad adottare l’opzione del Riscaldamento Globale dell’establishment anglo-americano, il “Piano B”, per abbassare il tenore di vita. In un suo intervento durante la campagna presidenziale a Wallingford in Pennsylvania, Obama rispose ad una domanda circa Al Gore, l’eroe del Riscaldamento Globale. Come presidente, Obama disse che avrebbe valutato l’opportunità di assegnare ad Al Gore una posizione ministeriale – o più rilevante, dicendo: “Mi premurerò di avere Al Gore seduto al tavolo di discussione, con un ruolo centrale per risolvere questo problema. Gli parlo spesso e già mi sto consultando con lui circa il da farsi, ma il cambiamento climatico esiste.”

Due grandi fazioni
Sono due i raggruppamenti principali all’interno dei poteri politici dell’establishment occidentale, e a grandi linee condividono gli stessi fini elitari, pur divergendo sul come raggiungerli. Il loro scopo principale è quello di controllare la crescita economica e demografica del pianeta.
Il primo gruppo è definito come il gruppo di Rockefeller. Ha una base di potere estesa su tutto il globo ed oggi è ben rappresentato dalla famiglia Bush, che ha iniziato proprio come braccio destro della potente macchina di Rockefeller, la cui fazione da più di un secolo basa il suo potere e prestigio sul controllo del petrolio usando interventi militari per ottenerlo. La fazione è personificata dall’uomo che dal 2001 è in effetti il presidente per quanto riguarda le decisioni da prendersi, Dick Cheney. Cheney è stato direttore generale della Halliburton Corp., che è sia la più grande società al mondo di assistenza per i giacimenti petroliferi, sia il maggior costruttore di basi militari.

Il secondo gruppo si potrebbe chiamare “la fazione dei poteri deboli”, la cui filosofia può essere riassunta in una frase: “si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto”. La strada che hanno scelto di percorrere per contenere il processo demografico e per abbassare il tasso delle nascite in Cina e altrove è quella di promuovere l’inganno del riscaldamento globale e di un’imminente catastrofe climatica. Al Gore appartiene a questa fazione, come la sostiene il Primo Ministro inglese Gordon Brown, i due vedono nelle istituzioni come le Nazioni Unite un buon veicolo per propagandare il periodo di vacche magre.
L’IPCC (Pannello Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) è stato ideato dalle Nazioni Unite nel suo Programma per l’Ambiente. Nonostante sia dimostrato che la metodologia scientifica usata per stilare i suoi dossier sul clima è alquanto imprecisa, essi sono sbandierati come verità sacrosante dai potenti mezzi di comunicazione che hanno alle spalle. Fanno parte di questa fazione anche il faccendiere miliardario George Soros, alcuni membri della famiglia reale inglese e diverse vecchie famiglie di ereditieri europei.
La prova ambientale del riscaldamento globale sta rapidamente sciogliendosi come ghiaccio al sole, per cui non ci sorprenda che notizie sul raffreddamento delle calotte polari ed altre contrarie a quanto asseriscono i profeti del malaugurio non siano trasmesse dai media internazionali.

F. William Engdahl è autore del libro di prossima pubblicazione, “Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation” (”I semi della distruzione, l’agenda segreta della manipolazione genetica”), Global Research Publishing, e autore di “ A Century of War: Anglo-American Oil Politics and the New World Order” (“Un secolo di Guerra: la politica petrolifera anglo-americana”), Pluto Press. Può essere contattato presso il suo sito web, www.engdahl.oilgeopolitics.net

Titolo originale: " Global Warming gets the Cold Freeze "
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da Gianni Ellena

1 ottobre 2007

Il programma politico di Grillo è stato “dettato” dal principe Filippo d’Edimburgo

Il programma politico del simpatizzante nazista Filippo d’Edimburgo[1] è il programma del reverendo anglicano Thomas Malthus, di Bertrand Russell, di Henry Kissinger e di George Soros[2]. Grillo, che ne sia cosciente o meno, lo ha prodotto (scopiazzato?) dimostrando la più completa inconsistenza di fondo dal punto di vista epistemologico.

Le 22 pagine di quel programma presentano fin da subito tutte le lacune tipiche dell’odierna classe dirigente, abbagliata dal dettaglio, incapace di vedere l’interconnessione complessa tra le varie singolarità.

Un programma come quello di Grillo, che ha la pretesa di segnare un punto di svolta nella storia politica italiana, trascura completamente questioni fondamentali in materia di politica economica e di politica estera. In esso non si parla di economia produttiva – perché Grillo è seguace delle teorie genocide sulla decrescita del Latouche – né di lotta a quei fenomeni speculativi che rappresentano il vero cancro del mondo. Ed in esso non si parla neanche dell’idea della cooperazione tra Stati sovrani, come manifestazione prima in campo politico della concezione dell’uomo in termini di homo homini fratres da cui si è venuto scostando il diritto internazionale – per la gioia di Bush, Blair, Padoa Schioppa[3] - ad esplicita onta del Trattato di Westfalia del 1648.

Parte integrante del programma politico di Grillo è infine il contenuto di una lettera che Marco Pannella[4] gli ha mandato. In essa si parla di riduzione della popolazione mondiale di almeno della metà rispetto ai quasi 7 miliardi di persone.

Non è la prima volta che mi imbatto in un’ambientalista la cui soluzione di fondo sfocia nel malthusianesimo[5]. Il principe Filippo d’Edimburgo, da un punto di vista strategico il più noto ambientalista del mondo, nonché fondatore del Wwf, è altresì noto per affermazioni del tipo: “Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione[6].

Marco Pannella nella lettera che Beppe Grillo fa propria, riportandola per intero nel suo programma, afferma:“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista …”.

Questa è la filosofia dei ricchi codardi abituati a credere di essere i padroni del mondo. Senza alcuna base scientifica – nella migliore delle ipotesi ogni dato a cui hanno provato a dare una parvenza di scientificità è stato contraddetto dall’intrinseca capacità umana di aumentare la propria capacità relazionale con l’universo – sciorinano cifre, impongono limiti, ma sempre agli altri, sempre ai più deboli (i posteri che non potranno esserci, i paesi del terzo mondo che non possono progredire perché altrimenti ci fregano la possibilità di mantenere il nostro tenore di vita).

Tutto è riconducibile alla tradizione malthusiana che con il National Security Study Memorandum 200[7] prodotto dell’ufficio di Henry Kissinger (il documento segreto, datato 1974, viene declassificato nei primi anni ’90) diviene strategia politica ufficiale dell’Impero britannico[8], prima che degli Stati Uniti. Al paragrafo 29 di questo studio, infatti, si parla di “programmi demografici” che portino al raggiungimento dell’obiettivo dei “3 miliardi [di persone] in meno nel 2050”.

Beppe Grillo entra in gioco mentre un po’ tutta la sinarchia ha deciso di staccarsi di dosso il peso della politica. Questa, infatti, esegue troppo lentamente i disegni che l’oligarchia vorrebbe attuare, e che sempre più velocemente si impongono visto l’accelerarsi della crisi finanziaria in corso.

Infatti, il contesto di fondo in cui l’incompetente classe politica è stata messa nel mezzo è il seguente: trasmissioni di satira che hanno funzionato da apripista per il lancio di inchieste che denunciano la “cattiveria” dei politici (peccato che non ci svelino mai per quali interessi agiscano); l’establishment economico (Montezemolo, ndr) che dal pulpito sferra attacchi alla classe politica; la Lega Nord considerata ancora dai propri aderenti una forza popolare, invoca la discesa nelle piazze. Queste, sono tutte forze che fanno nominalmente capo alla destra italiana. Ed a sinistra? Ecco che arriva Grillo. Ora anche il popolo di sinistra – dopo i fallimenti di Moretti e degli altermondialisti – ha il suo capo popolo per distruggere la “cattiva” classe politica.

Proprio come nel Don Giovanni di Mozart, i villani scambieranno il lacchè di turno, Leporello, per il ben più pericoloso Don Giovanni. Fare fuori Leporello (la classe politica) non servirà a niente se Don Giovanni (l’oligarchia finanziaria) resterà in piedi. E pensare che a consentire un fraintendimento di questo tipo, nell’opera di Mozart fu un villano offeso, il buon Masetto (Beppe Grillo)!

Nel dettaglio, il programma di Grillo propone inevitabilmente qualche soluzione meritevole di essere presa in considerazione, ma a queste affianca altre proposte totalmente inconsistenti. Grillo suggerisce l’incentivo di mezzi di trasporto pubblici, ma a ciò affianca l’“incentivazione alla produzione di automezzi con motori alimentati da biocombustibili”.

Il movimento di LaRouche denunciò circa due anni fa in tutto il mondo come la scelta dei biocombustibili, in particolare l’etanolo, fosse una scelta sciagurata sia perché scientificamente incompetente (visto che il processo produttivo fa sì che si bruci più petrolio rispetto al combustibile prodotto), sia perché da un punto di vista strategico – ciò che più conta – questa nuova moda dell’ambientalismo avrebbe ridotto le scorte alimentari mondiali comportando fenomeni speculativi a danni delle popolazioni più deboli[9]. L’aumento dei prezzi dei prodotti cerealicoli di questi giorni è tutto lì a dimostrare l’esattezza di quella previsione.

Il programma di Grillo critica meritoriamente l’approccio aziendalista alla sanità, ma non crede alla possibilità di una sanità completamente gratuita (“ticket per integrare il finanziamento pubblico”). Non crede a ciò perché di fatto in ambito economico aderisce anche alle teorie monetariste. Crede, proprio come un po’ tutto l’establishment politico-economico, che l’economia sia imperniata sul denaro e sui bilanci e non sul credito nazionale e l’economia fisica (per lui essa andrebbe ridotta).

In ambito economico accenna a poche cose, senza toccare la questione di fondo, quella del credito, quella che è elemento discriminante tra il modo di intendere il ruolo dello Stato nell’economia nella prima fase post-bellica e quella odierna tutta centrata sulle banche centrali e dunque sulle banche private.

Suggerisce tout court di vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale – senza distinguere dunque tra finanziamento delle attività produttive e finanziamento delle attività speculative – e in ambito economico-fisico dice aprioristicamente no all’economia delle grandi opere e dei trasporti su scala mondiale. Grillo dovrebbe riflettere sul fatto che i popoli si sono uniti proprio passando per la creazione di vie di comunicazione comuni che unissero tra di loro i vari principati, le varie signorie, le varie terre. La vicinanza, la facilità di raggiungimento consentita da vie di comunicazione su scala translocale, ha agevolato il dialogo tra i popoli e la loro successiva unità. Tutto ciò non è mai piaciuto all’impero britannico.

Grillo parla poi di allineare le tariffe energetiche a quelle degli altri paesi europei. Come è fattibile ciò se non tagliando il costo del lavoro, e dunque incidendo sui tenori di vita reale dei lavoratori? Grillo sa che l’Italia è un paese senza materie prime? Sa che l’unica produzione energetica con densità di flusso tale da reggere una moderna economia, di cui ogni paese del mondo può dotarsi, è il nucleare? Ha riflettuto sul concetto di free energy, cioè energia libera dall’impiego per usi civili e produttivi, da destinare invece alla sperimentazione ed alla ricerca?

Sull’indipendenza, evidentemente anticostituzionale, di authority e Banca d’Italia, anche qui nessun accenno. Anzi, alle prime suggerisce di riconoscere ancor più potere.

La riduzione del debito poi, per Grillo, deriverebbe dal taglio degli sprechi. Niente di nuovo sotto il sole. La solita solfa rigorista alla Padoa-Schioppa. Con Hamilton, Lincoln, Roosevelt è bene dire che l’unico modo per ridurre costantemente il debito di una nazione è aumentare la sua produttività grazie all’evoluzione tecnologico-scientifica. Dopo un ventennio di tagli alla spesa pubblica, da tagliare restano solo briciole (il debito pubblico italiano è qualcosa di più rispetto alle briciole!).

Ma in merito al sistema a cambi fluttuanti, filo-speculativo e di fatto condizionante la sovranità economico-politica dei popoli, su cui è imperniato l’intero sistema monetario internazionale, non dice niente. In merito all’idrovora speculativa degli hedge funds di cui è divenuta schiava tutta l’economia produttiva mondiale (a parte la Russia) non dice niente.

Grillo non va dunque al centro della questione, ma naviga su un livello di superficie così come tutta la classe politica da lui criticata.

Come accennato all’inizio, la degna conclusione di questo evanescente programma è la lettera di Pannella. Il problema di fondo per Grillo sarebbe che siamo in troppi. Pannella e Grillo sanno quali siano le politiche di “rientro dolce” della popolazione perché si riduca dai quasi 7 miliardi ai 3 miliardi richiesti (non si sa su che base scientifica)?

Grillo e Pannella ben capiranno che se le risorse naturali tendono ad esaurirsi – ma in realtà la natura è caratterizzata da processi viventi che sono tutt’altro che entropici – il problema della relazione tra l’uomo e la natura – che non è solo relativo alla produzione di energia – tornerà a porsi. A quel punto ci riduciamo ad un miliardo e mezzo?

In ogni caso, per serietà politica, Grillo e Pannella devono avere il coraggio di dire quali siano questi metodi di “rientro dolce”. Forse la sterilizzazione coatta, i disincentivi fiscali a chi procrea “troppo”, oppure la guerra batteriologica come suggerito da Bertrand Russell ne L’impatto della scienza sulla società.

Negli anni ’60, tanto era il valore della vita umana, gli approcci di un Kennedy o di un La Pira erano diametralmente opposti: una grande alleanza planetaria per rendere vivibili gli altri pianeti dello spazio.

La visione di un Grillo o di un Pannella è viziata da una concezione pessimistica, hobbesiana, della natura umana; quella di un Kennedy o di un La Pira era invece illuminata da una concezione ottimistica della natura umana. L’uomo, se fa l’Uomo, ha tutto il potenziale per opporsi all’entropia del regno inorganico. L’anti-entropia universale è tutta lì pronta ad agevolare il suo compito. Se l’uomo crede di risolvere i propri problemi riducendo la sua capacità d’azione, dunque le sue capacità cognitivo-creative, non ha compreso nella gerarchia universale quale sia il proprio ruolo. Ridurre la presenza umana così come la produzione energetica vuol dire condannare l’umanità alla progressiva distruzione. La visione epistemologica di Grillo ci riporterebbe dritti dritti al medioevo: persone ridotte alla sussistenza, inconsapevoli del fatto di essere chiamate a dialogare con l’universo e non a subirne l’arbitrio. Il Rinascimento che seguì l’epoca buia medioevale ebbe il merito di far riscoprire all’uomo questa sua missione; è in quel momento che la scienza e l’arte divengono strumento per manifestare la capacità ontologica dell’uomo: un progressivo cammino di conoscenza di sé stesso e di ciò che ha intorno a sé.

Rivolgo dunque questo appello a Grillo: Grillo abbandona Latouche (e Filippo) e scopri LaRouche, darai un’autentica via d’uscita all’umanità!

Claudio Giudici



[1] http://www.movisol.org/znews063.htm, 27 settembre 2007. Forse le simpatie nazistoidi del principino Harry non devono essere viste come semplici marachelle di gioventù!

[2] Col suo Quantum Fund Soros gestiva anche i capitali della Corona inglese.

[3] Il Mulino, 1/2006, numero 423, pag, 199.

[4] Pannella accusa anche il nazismo di essere un’ideologia rea di contribuire allo “tsunami natalista”. Pannella dimentica forse che l’intento di Hitler era di ridurre le popolazioni non germaniche per fare posto a quella germanica. La fallace radice epistemologica era dunque la stessa che lui propugna: “Abbiamo bisogno di spazio e per crearcene dobbiamo eliminare l’altro che ce lo occupa, non cercarne di nuovo!”. Dunque per Hitler come per Pannella, la lungimiranza è resa cieca dal fallace primus epistemologico: credere che l’uomo sia essere meramente confinato allo spazio terrestre e della cui vita si possa disporre alla stessa stregua di qualsiasi altro elemento della biosfera.

[5] Nel marzo 2006 assistetti ad un incontro di scienza organizzato dal Comune di Scandicci, dal titolo “Il Benevolo disordine della vita” in cui relatore era il prof. Marcello Buiatti dell’università di Firenze. L’interesse a partecipare a quell’incontro mi fu suscitato dal presentimento che l’oggetto trattato, solo in apparenza ristretto al campo scientifico, avrebbe avuto delle inevitabili ripercussioni in campo socio-politico. Così fu: il prof. Buiatti dopo aver debuttato con l’elogio di Darwin, concludeva con l’apologia maltusiana della riduzione della popolazione mondiale. Da tale incontro ne scaturì una riflessione che inviai al prof. Buiatti – senza riceverne riscontro – il cui titolo era “Critica "benevola" a Il Benevolo Disordine della Vita ovvero il falso problema della sovrappopolazione”. Il testo della lettera è riportato al link http://claudiogiudici.ilcannocchiale.it/?YY=2007&mm=9&dd=26, 26 settembre 2007.

[6] Deutche Presse Agentur”, agosto 1988. Altre affermazioni in tal senso sono rintracciabili al link http://www.movisol.org/genocidi.htm, 24 settembre 2007.

[7] http://www.movisol.org/nuc1.htm, 24 settembre 2007. Per ulteriore materiale una velocissima ricerca sul web soddisferà le esigenze dei più interessati all’argomento.

[8] Kissinger stesso si è autodefinito agente della Corona inglese.

28 luglio 2007

Vademècum per una veloce carriera politica

Grazie a queste seguenti semplici regole anche il più incompetente e privo di leadership potrà fare carriera politica.

1. L'uomo è un animale
2. La verità non esiste
3. Non parlare mai di moralità
4. Non attaccare mai il sistema bancario
5. La Banca Centrale deve essere un organo indipendente
6. Il sistema valutario internazionale deve essere a cambi fluttuanti
7. Bretton Woods è roba del passato
8. La scienza e la tecnologia sono pericolose
9. Esiste un impero americano
10. L'impero britannico è roba del passato
11. Il liberismo è un amico
12. Il dirigismo è un nemico
13. La Chiesa è un nemico
14. L'Islam è un nemico
15. La guerra preventiva è umanitaria
16. Sono dovute all'11 settembre le attuali instabilità geo-politiche
17. Locke non Leibniz
18. Newton non Leibniz
19. Non parlare mai di Franklin Roosevelt
20. Churchill ci ha salvati dal nazismo
21. La popolazione mondiale non può più crescere
22. Lo sviluppo deve essere sostenibile
23. Il cittadino-consumatore deve essere tutelato
24. Il cittadino-lavoratore deve adeguarsi alla nuova realtà di mercato
25. E' il mercato a decidere
26. Lo Stato deve farsi indietro
27. Il patrimonio nazionale deve essere privatizzato
28. Il Welfare deve essere riformato
29. Il sistema pensionistico non è più sostenibile
30. In pensione si può andare non prima dei 65 anni
31. Il mercato del lavoro deve essere flessibile
32. L'ambientalismo è un amico
33. Il nucleare è inquinante
34. L'etanolo è cosa buona
35. Eolico e solare sono l'energia del futuro
36. L'industrializzazione appartiene al passato
37. Il rigore finanziario dà sviluppo
38. Il credito pubblico produce in ogni caso inflazione
39. Le infrastrutture sono una spesa se gravano sul bilancio dello Stato
40. Le infrastrutture possono essere fatte ricorrendo alle fonti finanziarie private

Ovviamente la politica, nel senso di arte del buon governo, è un'altra cosa.

Questa elencazione ha un evidente intento provocatorio volto a sviluppare un confronto sugli assiomi di fondo su cui poggiano tali punti, regole, slogan. Si potrà notare che questi slogan sono in parte riconducibili alla cosiddetta destra, in parte riconducibili alla cosiddetta sinistra. La radice comune è invece la strumentalità di questi alle istanze oligarchiche, anti-prometeiche, contro il Bene Comune. Il politico perfetto dell'antipolitica (nel senso di arte del cattivo governo), colui che più può essere rappresentativo dell'oligarchismo, deve rispettarle tutte.

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