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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


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Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

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10 febbraio 2011

Il sexgate mira a fermare Tremonti più che Berlusconi!

Durante l'Ecofin del 18 gennaio, il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha affermato: “In sostanza va affermandosi la tesi (avanzata dall'Italia) che in molti casi è la "criticità" del settore finanziario ad aver determinato la crisi dei debiti sovrani di alcuni paesi, Grecia e Irlanda in testa”. Tremonti ancora una volta mette sotto accusa il sistema finanziario e le banche, ponendo l'accento sul fatto che non si possa agire sul debito pubblico – ciò significando tagli alla spesa sanitaria, all'istruzione, allo sviluppo infrastrutturale, alla sicurezza – senza parallelamente procedere ad una riforma del sistema finanziario. Invero, egli sottolinea che un paese come l'Irlanda non aveva un problema di debito pubblico, ma che questo è emerso soltanto in seguito ai salvataggi delle banche. E tutto questo lo ha potuto dire dall'alto di una posizione politicamente e moralmente privilegiata: l'Italia non ha dovuto praticare salvataggi delle banche nazionali, ed ha gestito la crisi mantenendo la spesa pubblica annuale, in rapporto al p.i.l., a livelli molto più contenuti rispetto agli altri stati europei e transatlantici. Ma quella che può essere considerata una posizione fuori dal coro, fuori dall'ortodossia politico-economica globale, caratterizzandosi, per la sua unicità, come quella dotata di maggior coraggio e leadership tra tutti i paesi del G8 e dell'Unione Europea da almeno il 2008 (già nei mesi prima che scoppiasse con tutta la sua violenza la più grave crisi economico-finanziaria dal 1929), è stata sistematicamente minata dalla credibilità che il Governo Berlusconi andava perdendo a causa di uno stillicidio di inchieste a base di scandali sessuali che hanno riguardato in primis il premier italiano.

Nel pieno dell'accelerazione della crisi finanziaria – evidente se si guarda all'iperinflazione che riguarda le materie prime – , l'Italia potrebbe giocare un ruolo primario, perchè la leadership mostrata da Tremonti troverebbe ulteriore forza in altre iniziative italiane che vanno nella giusta direzione: la proposta dell'ex Ministro dell'industria, prof. Paolo Savona, di uscita dall'euro, e le molteplici risoluzioni per la riforma del sistema finanziario internazionale approvate negli ultimi anni dal Parlamento italiano con maggioranze trasversali (cose per cui il movimento di LaRouche ha giocato un ruolo determinante). Questo, nonostante quella forma di compromesso con il sistema monetarista, che sono gli Eurobond di Tremonti; infatti, ciò di cui abbiamo bisogno è la ben più radicale rottura con il sistema monetarista ed il passaggio a sistemi creditizi nazionali, in quanto solo attraverso il credito sovrano potremo avere il ritorno della primazia della politica sui poteri finanziari ed il rilancio dell'economia reale. Infatti, a tal proposito, si può rilevare un grande paradosso: per via del ricatto della finanza internazionale contro ogni Paese (Italia compresa), che minaccia di scatenare la speculazione contro i titoli di stato in qualsiasi momento, Tremonti si trova costretto a continuare la politica del “Patto di stabilità” europeo, imposta proprio da chi vorrebbe contrastare.

La crisi, in particolare, va maturando su due fronti dove l'Italia, più di altri, potrebbe e dovrebbe essere punto di riferimento per la risoluzione degli stessi: la crisi dell'euro (Grecia, Irlanda, la criticità della situazione di Portogallo e Spagna) e quella dell'area sud-mediterranea e medio-orientale (Tunisia, Algeria, Egitto, Marocco, Libano, Libia, Giordania, Yemen). All'interno dell'Eurosistema, l'Italia è promotrice di una riforma del patto di stabilità, con la mira di allentare il cappio rappresentato dai debiti pubblici, conscia che senza la possibilità di effettuare investimenti infrastrutturali e senza sostenere il welfare, non sia possibile assistere ad alcun rilancio dell'economia reale. Parallelamente, a livello extra-europeo, essa denuncia e propone la necessità di riformare l'intero sistema finanziario internazionale per sottoporre a rigidi controlli la speculazione. In merito all'area sud-mediterranea, l'Italia è il primo partner commerciale del Libano, il secondo partner commerciale di Tunisia, Algeria ed Egitto, e il terzo partner del Marocco, mentre per la Giordania è il secondo partner dell'Unione Europea. Da tutto ciò ben si comprende l'interesse che l'Italia ha per questa area e cosa possa voler dire, per interessi antagonisti, avere un'Italia completamente destabilizzata e concentrata – sia nella sua classe dirigente che nella sua opinione pubblica – su scandali che quanto meno hanno un rilievo secondario rispetto ad interessi geo-strategici ed economici.

D'altra parte, quando il 7 febbraio 1992, venne firmato il Trattato di Maastricht, appena dieci giorno dopo, l'allora pubblico ministero Antonio Di Pietro, chiese ed ottenne un ordine di cattura per l'ingegner Mario Chiesa, dando così avvio alla stagione di Tangentopoli. Quello che sicuramente è il più importante accordo internazionale del dopoguerra firmato dall'Italia, con conseguenze che di fatto l'hanno privata di una reale sovranità economica, sottoponendola agli asfissianti parametri del patto di stabilità, avvenne a Camere sciolte, con un Governo in prorogatio, e con un dibattito limitato dal caos di un'inchiesta giudiziaria che ha avuto evidenti obiettivi politici. Fra l'altro, il Governo cadde e le Camere furono sciolte in una situazione piuttosto strana, il 2 febbraio 1992 (dunque appena cinque giorni prima di quella importantissima firma). Il Corriere della Sera definì la procedura di scioglimento “se non proprio anomala, almeno inconsueta”, ed il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga – che fu l'unico grande dirigente DC a non esser coinvolto dalla stagione di Mani Pulite – la giustificò con queste ambigue parole: “Ho sciolto le Camere prima della scadenza perchè non funzionavano e toglievano legittimità alle istituzioni... Credo giunto il momento magico per rinnovare anche moralmente il nostro sistema politico, per rifondare la Repubblica con un nuovo patto nazionale”.

Questo riferimento non deve esser considerato inappropriato, perchè ciò che sta avvenendo oggi in Italia è da considerarsi la prosecuzione di quella stagione di interdizione della sovranità politico-economica nazionale, che senza un intervento pesante della magistratura contro l'allora classe dirigente, non sarebbe mai cominciata. Oggi, il baluardo che l'Italia ha contro la prosecuzione di quella stagione è rappresentato in primo luogo da Tremonti, ed il modo più facile per abbatterlo è colpire quelle che rischiano di rivelarsi assolute debolezze in Silvio Berlusconi. Ma il pericolo che Tremonti rappresenta per l'oligarchia finanziaria, come già detto, non è limitabile alla sola Italia, ma può avere risvolti a livello internazionale.

D'altra parte, le rivolte che stanno avendosi nell'area sud-mediterranea e medio-orientale, lungi dall'essere la mera protesta contro modelli politico-economici tipici di quell'area, sono la conseguenza dei disagi economici procurati da sistemi dispotici creatisi sotto il condizionamento degli epigoni della globalizzazione finanziaria. La profonda crisi economica e sociale è il prodotto della politica liberista imposta dal FMI e dall'Unione Europea. Già privi della sicurezza alimentare, questi paesi sono stati colpiti duramente dall'aumento dei prezzi delle merci a partire dal 2007, e che ora ha riaccelerato a livelli superiori a quelli delle rivolte del 2008. Nel caso della Tunisia (ma anche dell'Egitto e del Marocco) la collusione è evidente. Oltre vent'anni di cooperazione tra Tunisi e Banca Mondiale e FMI ha portato ad un'alta disoccupazione, anche tra le fasce più istruite. Un rapporto della Banca Mondiale nota che il numero dei giovani laureati disoccupati è quasi triplicato in 10 anni, da 121.800 nel 1996-97 a 336.000 nel 2006-2007. Spinto dalle istituzioni internazionali, dall'UE e dalla Francia, il governo ha realizzato “riforme” come la privatizzazione delle infrastrutture e delle industrie (compresi i porti, le acciaierie e le imprese minerarie), l'eliminazione dei dazi, la liberalizzazione delle esportazioni, la svalutazione della moneta, l'apertura del mercato del lavoro alle imprese estere che impiegano la forza lavoro tunisina a salari bassi, per produrre parti di ricambio per automobili e articoli di abbigliamento. La Tunisia è stato il primo paese nordafricano a stipulare l'accordo di libero scambio con l'UE (1995) che ha permesso l'applicazione radicale di queste politiche liberiste.

E' altresì da considerare che la destabilizzazione interna che sta subendo la politica italiana, attraverso gli attacchi al Popolo della Libertà nella figura di Berlusconi, ha già interessato il Partito democratico nella sua ala dalemiana, colpita anch'essa da una serie di inchieste che hanno depotenziato fortemente il partito. Il PD, infatti, è stato reso privo della leadership che avrebbe potuto avere, ed alla mercè di continue derive demagogiche e giacobine non funzionali all'interesse nazionale.

In questa situazione la politica italiana deve stare attenta a non farsi tirare dentro alla complessiva strategia di caos che coinvolge l'Italia, e piuttosto essere capace di anteporre l'interesse per una autentica riforma del sistema finanziario internazionale, dell'Eurosistema, e per lo sviluppo delle aree più povere del pianeta. In questa ottica: una nuova Bretton Woods; la proposta del prof. Savona per la fuoriuscita dall'euro; e la “rivoluzione azzurra” per il Nord-Africa, capace di dare acqua ed infrastrutture di base, possono e devono essere i programmi cardine di una politica che voglia ritrovare la dignità di tornare a governare gli Stati, piuttosto che esserne costantemente uno dei tanti elementi condizionati dagli interessi finanziari.


Claudio Giudici

4 dicembre 2009

Liberalizzazione dell'acqua: i liberisti approfittano della debolezza di Tremonti. Se Berlusconi lo abbandona, è finito!

Il processo di liberalizzazione-privatizzazione previsto dalla fase 2 dell'“Operazione Britannia” ha ripreso il largo. Il Governo dopo aver resistito durante la sua prima fase ai continui assalti da parte delle forze liberiste, ha ceduto con la grave approvazione del dl Ronchi. Avevamo ammonito in merito al fatto che gli attacchi a Berlusconi sul fronte personale erano in realtà attacchi ad un Governo filo-tremontiano. Risultati spuntati questi attacchi, si è puntato direttamente sulle politiche economiche di Tremonti: Draghi, Napolitano, le istituzioni europee hanno più volte messo sotto accusa la politica economica italiana. Questo, nonostante che i risultati registrati sul fronte dell'economia reale e della finanza pubblica siano tra i meno neri d'Europa.

A questo proposito, ciò che conta valutare è che in realtà all'interno della cinghia di forza del sistema dell'Euro, le politiche di Tremonti (dagli omonimi bonds alla Banca del Sud) possono produrre risultati molto ridotti, seppur migliori rispetto a quelli nefasti delle politiche liberiste.

Gli attacchi a Tremonti sono passati poi attraverso forze intestine alla stessa maggioranza di Governo, di fatto rispondenti all'agenda del Partito Britannico.

L'ultimo colpo sferrato contro Tremonti è arrivato dal ministro Renato Brunetta. Brunetta qualche settimana fa aveva lanciato un duro attacco verbale contro i “signori del Britannia”, ma immediatamente intuimmo che non comprendeva completamente la portata strategica di ciò che diceva. Con le accuse rivolte alle politiche economiche tremontiane, Brunetta ha confermato i nostri sospetti.

A titolo di cronaca, è bene ricordare che mentre Brunetta nei mesi antecedenti lo scoppio della crisi finanziaria parlava di un aggancio – nel giro di sei mesi – dell'economia italiana alla crescita economica statunitense (sic!), Tremonti, unico statista in Europa, ammoniva durante tutta la campagna elettorale dai pericoli che l'economia mondiale correva, ed auspicava la creazione di una Nuova Bretton Woods. Tremonti ha ribadito in ogni sede nazionale ed internazionale la necessità imprescindibile per un'autentica ripartenza dell'economia mondiale, di riformare il sistema monetario e finanziario. Così, mentre Brunetta faceva il pugno duro con i dipendenti del servizio pubblico, Tremonti lo faceva con l'oligarchia bancaria!

Dunque il Brunetta economista non ha capito la crisi; il Tremonti giurista sì!

Ma perchè Giulio Tremonti, da deus ex machina del Governo Berlusconi, si è ritrovato tutto d'un tratto isolato da parte di una buona fetta dei colleghi ministri? Perchè Berlusconi stesso è entrato in lite con lui?

Se una certa incidenza la hanno avuta questioni di carattere contingente come la necessità di fonti finanziarie – che Tremonti ha sistematicamente centellinato – da parte dei vari ministri a ridosso delle elezioni regionali, oppure l'incontro tenuto all'Aspen Institute con oggetto la formazione di una futura classe dirigente – cosa che secondo Il Giornale avrebbe particolarmente indispettito Berlusconi – , il repentino cambio di agenda è stato provocato dai G20 di Londra e Pittsburgh dove Obama, sotto le pressioni di Gordon Brown, ha definitivamente virato la rotta della nave verso il mantenimento dell'attuale sistema finanziario (fallito) ed il suo rifinanziamento a danno dei contribuenti. Infatti alla fine del G20 di Londra, Tremonti denunciò che avevano fatto tutto i capi di governo, i quali “si applaudivano anche da soli”.

Obama ha tra i propri consiglieri economici sia quel Larry Summers che promosse nel 1999 il venir meno del Glass-Steagall Act (il corrispondente italiano venne meno con la Legge Draghi), sia quel Paul Volcker che ne sostiene la reintroduzione. Lo standard Glass-Steagall fu introdotto sotto Franklin Delano Roosevelt nel 1933 ed ispirò le riforme bancarie degli anni '30 dopo la crisi del 1929-32. Con esso si distinguevano in modo netto le banche commerciali da quelle d'investimento, impedendo alle prime di partecipare direttamente nell'economia reale, e soprattutto di speculare con i soldi dei depositanti. Obama ha purtroppo deciso di seguire la linea Summers invece di quella Volcker. Tuttavia, seppur migliore, la stessa linea Volcker non è quella decisiva per uscire dal sistema finanziario speculativo odierno. Il fondamentale vizio della proposta Volcker, infatti, è quello di restare intrappolato nel sistema monetarista delle banche centrali dipendenti dalle banche private, invece che puntare alla creazione di un sistema creditizio di banche nazionali dipendenti dai Governi eletti, che ridia autentica sovranità finanziaria ed economica ai popoli nazionali attraverso gli Stati.

Parallelamente, come oramai avviene da circa quarant'anni, la continuazione delle politiche speculative è stata rafforzata con le enunciazioni contro il fantomatico “global warming antropogenico” su cui si è grandemente concentrato Pittsburgh, distraendo così l'attenzione dalla riforma del sistema finanziario.

Tutto ciò ha fatto piombare Obama ai minimi di consenso, con uno storico crollo degli stessi. Conseguentemente questo ha prodotto ovvie ripercussioni sul resto del mondo. L'attuale ascesa del prezzo dell'oro, del petrolio e delle materie prime, ed il corrispondente crollo del dollaro, non sono che il più diretto risultato della decisione di Obama di continuare con le medesime politiche filo-speculative che dal 1968-73 caratterizzano la politica finanziaria mondiale.

Ecco che il sogno di Tremonti e di tutti coloro che riconoscono l'autorevolezza delle denunce e delle proposte di Lyndon LaRouche, per rifondare il sistema monetario e finanziario internazionale, sono morte sul nascere. L'ingannevole ripresa dei mercati finanziari sta nuovamente regalando al mondo la diabolica illusione di un'economia tornata a crescere, mentre in realtà è soltanto la bolla speculativa ed i profitti dei grossi gruppi bancari che sono tornati a crescere. L'economia reale globale si indebolisce ogni giorno che passa: le imprese chiudono, la disoccupazione cresce, gli Stati nazionali sono sempre più indebitati, i sistemi di welfare vengono contratti in modo accelerato. Nel frattempo però i principali colossi bancari del mondo arrivano a triplicare i loro utili (Goldman Sachs per esempio). Una riforma del sistema finanziario avrebbe dato la possibilità al Governo italiano ed a tutti gli altri, di poter rifinanziare l'economia reale senza procedere a tagli draconiani della spesa pubblica o barcamenarsi per reperire liquidità.

Ed è qui allora che entra in gioco il decreto legge Ronchi. La necessità di liquidità da parte del settore pubblico obbliga gli Stati o a riconoscersi falliti oppure a svendere quel poco di patrimonio che resta loro. I servizi pubblici locali rappresentano l'ultimo tesoretto di cui ancora gli stati nazionali possono disporre per reperire fondi sul mercato. Diventa allora ipocrita il lamento verso l'approvazione del dl Ronchi da parte di coloro che non mettono in discussione l'attuale sistema finanziario internazionale. Nell'impossibilità di riappropriarsi di una sovranità monetaria e creditizia per il rilancio di politiche di sviluppo economico, gli Stati si trovano così costretti a svendere ciò che hanno.

In verità, Tremonti sta tentando per altre vie di rafforzare la finanza pubblica. Se i Tremonti bonds e la Banca per il Sud avrebbero lo scopo di rimettere in moto l'economia produttiva, con la conseguente creazione di entrate fiscali per l'erario, le politiche fiscali tremontiane (dalla messa al bando dei paradisi fiscali, all'inversione dell'onere della prova in merito alla liceità del trasferimento dei capitali all'estero, allo “scudo” fiscale) mirano a rimpinguare le casse dello Stato senza cedere ai privati il sistema economico di base. Ma è evidente, soprattutto dopo l'uscita del Ministro di qualche settimana fa contro il “libero mercato”, le privatizzazioni1 delle banche d'interesse nazionale, di Telecom, di Enel, di Autostrade, che con l'approvazione del dl Ronchi si è deciso di dare un'altra direzione al Governo.

Con quello approvato, si può dire che la fase 2 dell'Operazione Britannia sia di fatto conclusa. Così restando le cose, all'interno di una crisi economica ben lungi dall'esser terminata e di una crisi finanziaria che a breve si riaffaccerà, gli Stati non potranno fare altro che tagliare ancor più le spese per il welfare (tagliare le pensioni, i posti di lavoro nel settore pubblico, il mantenimento delle infrastrutture, ecc.).

Soltanto con la prossima crisi dei mercati finanziari Tremonti riprenderà forza all'interno del Governo. Con essa, forse Obama si deciderà a mettersi intorno ad un tavolo con Russia, Cina ed India per la creazione di un nuovo sistema finanziario ed economico mondiale.

Nel frattempo Berlusconi dovrà dimostrare al popolo italiano se il suo Governo miri ancora a mettere in discussione l'agenda del Partito Britannico oppure se anch'esso si sia definitivamente allineato a quest'ultima. Se cioè l'Italia possa ancora essere l'attaccante di sfondamento per un ritorno a politiche rooseveltiane in campo economico-finanziario, energetico ed infrastrutturale. Una prima risposta a ciò la darebbe un forte sostegno del Governo alla Banca per il Sud, che però dovrà necessariamente essere uno strategico mezzo di finanziamento per infrastrutture ed industria produttiva, una moderna “TVA” rooseveltiana.


Claudio Giudici
Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà
www.movisol.org

7 luglio 2009

Se Goldman Sachs fotografa Berlusconi ...

 
E' in atto un'operazione coperta contro Berlusconi-Tremonti. Si tratta della ripetizione di quell'operazione che già scoppiò intorno a Clinton a fine anni '90. Oggi come allora, è il “fattore LaRouche” a rendere necessarie operazioni multilivello che passano dai media ai tribunali, dai servizi segreti deviati alle accompagnatrici, di modo da screditare, delegittimare, privare di autorevolezza ogni volontà politica riformatrice dell'attuale ordine finanziario internazionale alla luce di un principio di giustizia che riporti le Nazioni verso un'epoca di sviluppo e di pace. Infatti il ministro Tremonti, che è allo stato attuale una delle personalità più ascoltate in Europa, sostiene la Nuova Bretton Woods, il progetto per un nuovo sistema finanziario internazionale che Lyndon LaRouche propose nel febbraio del 1997 e che Bill Clinton e il Segretario al Tesoro Robert Rubin presero in considerazione qualche mese più tardi. Ecco che mentre Bill Clinton vide inibita ogni sua capacità politica con lo scandalo Lewinsky, l'Italia rischia di subire oggi il medesimo destino, in un 2009 durante il quale ricoprirà il ruolo di presidente del G8.


 

I vizietti di Berlusconi … e gli altri?


 

Un cittadino dotato di un minimo senso critico, seppur all'oscuro di una serie di elementi la cui conoscenza è necessaria per comprendere a fondo il recente “caso Berlusconi”, dovrebbe chiedersi del perchè di questa pioggia di notizie (caso Noemi, caso Mills, caso D'Addario ) intorno al Primo ministro italiano in questo preciso momento. La risposta più immediata potrebbe essere quella della importante fase pre-elettorale appena conclusasi in Italia. Ma in realtà vi è molto di più. Vi è molto di più perchè al “caso Berlusconi” hanno partecipato in primo luogo i media internazionali. Da Repubblica, a El Pais, alla Bbc, alla Cnn, si tratta di una rete mediatica legata ai circoli bancari londinesi, ed a personaggi a questi legatissimi come Carlo De Benedetti, George Soros, Ted Turner. Anche i “moralizzatori”, quelli che ce l'hanno con la politica, come Di Pietro e Grillo per esempio, sono complici di questi circoli. Non è un caso per esempio che Grillo durante uno spettacolo dell'inverno del 2003, definì il megaspeculatore George Soros ed il magnate dei media Ted Turner, come modelli di capitalismo etico. Tanto sono “etici” che entrambi aderiscono alle tesi neomaltusiane (per la riduzione della popolazione mondiale)1.

La cittadinanza dovrebbe dunque quanto meno prendere le distanze da una operazione che è un palese tentativo di condizionare la sovranità politica italiana da parte di forze private nazionali ed estere.

In Italia il sexygate intorno al Presidente Berlusconi ha rappresentato l'ancora di salvataggio a cui è ricorso il potentato finanziario dietro al Gruppo L'Espresso per impedire la disintegrazione della creatura politica che sponsorizzano, il Partito Democratico. L'attuale leader del PD, l'on. Dario Franceschini, invece di prendere le distanze da questa evidente operazione sporca, vi si è buttato a capo fitto. Eppure di storie di questo tipo l'ambiente politico ne è pieno zeppo. Dai viaggi in Thailandia per turismo sessuale di un dirigente del centro-sinistra, al sesso orale che un ex candidato alla Presidenza del Consiglio praticava durante il suo tirocinio politico con un anziano attivista radicale, alla tresca tra la moglie di quello ed un ex Presidente della Repubblica, ai festini omosessuali nelle saune romane di un leader ambientalista, agli avvistamenti di coloro che sono alla ricerca di transessuali, a quelli trovati in flagrante con prostitute e cocaina, in tutto il mondo politico situazioni criticabili dal punto di vista morale (alcune delle quali anche legalmente perseguibili) sono conosciute dagli addetti ai lavori. Il Giornale recentemente, per tutelare il proprio dominus, ha rispolverato una non molto vecchia inchiesta archiviata sul nascere, datata 1999, che coinvolgeva in uno scandalo di escort ospitate nei palazzi di Stato, uomini vicini all'on. D'Alema e per cui quest'ultimo ha querelato il quotidiano. Il tacito accordo tra gli schieramenti, è che di queste cose non se n'ha da parlare poiché ognuno nell'armadio ha i propri scheletri. Il fatto che il Gruppo L'Espresso sia intervenuto in modo così massiccio su tali fatti, la racconta lunga in merito all'attuale incapacità della dirigenza di centro-sinistra di fare politica, individuare issues che non le si ritorcano contro (il caso Sky o l'attacco al Governo per l'istituzione del controllo prefettizio sulle banche che accedono ai Tremonti bond, insegnano).

Dunque, il dato politico principale della faccenda è che il PD si trova ad un livello di pochezza ideale da farsi dettare l'agenda politica dal gossip di Repubblica piuttosto che fare politica intorno a questioni fondanti. Tuttavia tra queste questioni fondanti vi è la riforma del sistema finanziario internazionale che il Governo Berlusconi non riesce a portare avanti a livello di G8 o G20 – ma allora qui si dovrebbe rivolgere un duro atto di accusa verso Gordon Brown! – ; la questione del flusso creditizio che non arriva alle banche – ed allora qui si dovrebbe dar ragione a Tremonti quando decide di istituire il controllo prefettizio sulle banche, invece che invocare il “trascendentale” principio dell'indipendenza delle banche! – ; la questione Alitalia, che era opportuno tenere in mano pubblica e rifinanziare – ma allora qui invece che rivolgere un j'accuse al Governo lo si dovrebbe rivolgere alla legislazione europea! – . Ed infatti, le inefficienze dell'attuale Governo mettono alla luce le lacune del patrimonio ideale dell'attuale PD e del ventennale conformarsi della sua dirigenza all'ideologia liberista, a quella della globalizzazione finanziaria, a quella dell'Impero britannico. Si tratta di un vero e proprio tradimento di quello che dovrebbe essere il patrimonio genetico del Partito Democratico, così come si espresse durante l'era di Franklin Delano Roosevelt, in quanto esperienza decisiva dal punto di vista storico, sia sul fronte economico che sul fronte delle relazioni internazionali. Da ciò se ne evince che o gli attuali dirigenti del PD trovano il coraggio di dire che negli ultimi vent'anni hanno fatto una serie di errori sia a livello ideale che a livello pratico, oppure questa dirigenza, onde evitare di portare alla distruzione un'intera tradizione politica, deve essere sostituita da una generazione più giovane che non si porta sulle spalle il pesantissimo fardello di un patrimonio culturale e politico fallimentare. Potrebbe veramente essere giunto il momento di un passo di questo genere. Amministratori locali tipo il neo-sindaco Matteo Renzi a Firenze o il neo-consigliere comunale Nicola Oliva a Prato, se lasciati lavorare senza incompetenti cappelli gerarchici e culturali (liberismo ed ambientalismo in particolare) hanno tutto il potenziale per far risollevare il PD.


 

La presidenza del G8 all'Italia dietro al sexygate


 

Così Repubblica si è avvantaggiata delle operazioni sporche di Antonello Zappadu e di Patrizia D'Addario – su cui la magistratura dovrebbe aprire un'inchiesta per verificare se appartenenti o comunque vicini ai servizi segreti deviati – , mentre il PD si è avvantaggiato dell'inchiesta di Repubblica. A livello elettorale tutto ciò è costato in termini di voti quasi dieci punti percentuali al PdL, ma ha fatto riguadagnare al PD ben pochi punti percentuali rispetto ai minimi di consenso a cui veniva dato.

Ma a queste vicende è stato dato un eco internazionale, mentre appunto l'Italia per questo 2009 riveste il ruolo di presidente in seno agli incontri del G8. Se L'Italia non avesse rivestito questo ruolo, il grande eco internazionale dato al sexygate di Berlusconi non vi sarebbe stato. Ma invece Berlusconi si è scelto come superministro dell'Economia un personaggio un po' eccentrico come Tremonti, che nonostante sia un uomo fedele alla politica del premier, gode trasversalmente della simpatia e del rispetto di gran parte dei politici e dei cittadini italiani. E per l'oligarchia finanziaria la pericolosità del Governo Berlusconi risiede in particolare nel Giulio Tremonti che parla di valori e di morale, che parla di legge e politica sovraordinata ai desiderata dei banchieri, che partecipa ad incontri pubblici con Lyndon LaRouche, che non perde occasione per ricordare che il problema di fondo dell'attuale fase storica non sono le liberalizzazioni o la riforma delle pensioni – tutta roba che bastona lavoratori e pensionati per dare nuovi aiuti agli speculatori – quanto il magnetismo esercitato dai prodotti speculativi sulle banche e la parallela allergia che hanno verso l'economia reale.

Le cose che LaRouche sostiene, con la crisi finanziaria ed economica in corso fanno sempre più breccia anche tra chi finora credeva di poter fare politica accettando che la questione della sovranità creditizia e monetaria potesse essere lasciata alle autorità finanziarie ed ai banchieri. Se queste divengono oggetto di discussione tra più leader nazionali, l'oligarchia finanziaria rischia di ritrovarsi in serie difficoltà. E allora, anche per rifarsi all'articolo di Lodovico Festa comparso su Il Foglio del 30 giugno che centra piuttosto bene il punctum dolens di tutta la questione, il problema non è tanto ciò che ha fatto o detto sinora Tremonti, quanto il processo che egli potrebbe mettere in moto2.

Il dato comune di questo sexygate con quello che riguardò Bill Clinton nel 1998, è che oggi come allora sul tavolo di discussione di chi ricopre un ruolo che potrebbe essere cruciale per la storia, vi è la proposta di Nuova Bretton Woods di LaRouche. LaRouche di fatto è vittima di ostracismo, diffamazioni e menzogne da circa quarant'anni, ma la capacità del suo movimento politico di far arrivare le sue idee ai piani alti della politica mondiale è assai efficace. Di fatto i sexygate hanno la capacità di delegittimare agli occhi altrui, e di inibire la capacità propositiva di chi è fautore di proposte concettualmente complesse, che rompono con gli schemi a cui si è abituati.


 

Dove la globalizzazione ha già distrutto vince il PdL; dove la globalizzazione ha da finir di distruggere vince il PD


 

Contestualizzato lo scenario strategico, si può sviluppare qualche considerazione in merito alle elezioni amministrative appena concluse in Italia.

Il fatto che il nord industriale propenda per PdL e Lega Nord trova causa nelle capacità distruttrici e predatorie della globalizzazione finanziaria. Non si tratta del semplice sostegno della classe imprenditoriale (una piccolissima minoranza dell'elettorato) al centro-destra, ma anche dello stesso mondo del lavoro dipendente appartenente al settore industriale.

Le recenti elezioni amministrative danno ulteriore conferma di ciò, se pensiamo che la industriale Prato, governata dalle forze di sinistra da oltre sessant'anni, è stata espugnata dal PdL, mentre nella Firenze del terziario non globalizzato si è confermato nuovamente il centro-sinistra di Matteo Renzi. In sostanza gli ambienti industriali, artigianali e del commercio, vittime del liberismo economico e della globalizzazione, riconoscono nel centro-sinistra la causa del loro malessere. Gli ambienti del lavoro ben protetto dalla concorrenza, pubblica amministrazione e assicurativo-finanziario, invece, ancora non vittime del processo messo in moto dalla globalizzazione, propendono per il centro-sinistra.

Tuttavia queste tendenze esauriranno presto la loro efficacia, in quanto i processi liberisti intrinseci alla globalizzazione distruggono in una prima fase il settore agro-industriale e del terziario liberalizzato, ma in una seconda fase distruggono anche quelli protetti che in ogni caso dal settore primario dipendono. Dunque, il centro-sinistra continuando ad arroccarsi sulle istanze del liberismo economico, perderà pure le ultime roccaforti, a prescindere stavolta da nuovi scandali che scoppino pur con tempismo intorno al premier Berlusconi. Sia chiaro a questo proposito che qui non si prendono le difese di Berlusconi – il quale potrebbe avere abitudini sessuali ancor più disinibite rispetto a quelle che Repubblica ha voluto far intendere – quanto il fatto che esse vengono artatamente strumentalizzate per condizionare la sovranità nazionale italiana.

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1Il 5 maggio alcuni tra i più ricchi personaggi del mondo si sono riuniti segretamente a New York. Tre settimane dopo, la notizia è finita sul Sunday Times, in un articolo di John Harlow intitolato "Club di miliardari si adopera per ridurre la popolazione", che ha anche rivelato l'ordine del giorno. La riunione sembra essere stata convocata su iniziativa di Bill Gates, l'uomo più ricco del mondo secondo Forbes e fondatore di Microsoft, dal numero due sulla lista di Forbes Warren Buffett (il quale ha versato 31 miliardi di dollari alla Fondazione Bill e Melinda Gates) e da David Rockefeller, [...]. Oltre a questi tre personaggi, alla riunione segreta erano presenti il sindaco di New York Michael Bloomberg, il famoso speculatore George Soros, il cofondatore del Blackstone Group Peter G. Peterson (tra i promotori dei tagli alla sanità pubblica), l'ex manager di hedge fund Julian H. Robertson Jr., l'ex presidente della Cisco Systems John Morgridge con la consorte Tashia, David Rockefeller Jr. e i magnate della comunicazione Ted Turner e Oprah Winfrey. "Inizialmente, i partecipanti si sono rifiutati di rivelare dettagli sulla riunione, durata cinque ore, citando un accordo per proteggerne il carattere confidenziale", ha riferito il Times. Apparentemente si è cominciato con un intervento di quindici minuti in cui ciascuno ha perorato la propria "causa" particolare. Poi a cena, secondo John Harlow, "prendendo spunto da Gates, hanno tutti concordato che la sovrappopolazione" fosse la "causa-ombrello" che abbraccia ogni altra preoccupazione. La seduta è stata talmente "discreta" che alcuni collaboratori dei miliardari credevano che il loro boss partecipasse a un "briefing sulla sicurezza". Un partecipante ha affermato che c'è stato consenso sull'appoggiare una strategia "per combattere la crescita demografica in quanto minaccia ambientale, sociale e industriale potenzialmente disastrosa". I governi sono stati giudicati incapaci di scongiurare il disastro incombente. Secondo ABC News, "La riunione ha ricordato quelle che si tenevano nello studio di J.P. Morgan, in cui si ritrovavano i più importanti finanzieri americani per discutere come i cittadini privati potessero fermare il panico economico". (Fonte EIR – Strategic Alert edizione italiana, n. 23, 4 giugno 2009).

2Il Financial Times del 9 aprile 2008, in un articolo di Tony Barber, che nello Strategic Alert n. 16 del 17 aprile 2008 segnalammo, in merito a Tremonti (in quel momento solo papabile ministro dell'Economia) sosteneva: “Quindi consideriamolo come un uovo di serpente che, schiuso, diverrebbe, secondo la sua natura nocivo, e uccidiamolo nel guscio”.


Claudio Giudici
Movimento Internazionale per i diritti civili - Solidarietà

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