.
Annunci online

 
claudiogiudici 
"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Movimento Internazionale per i diritti civili - Solidarietà
No Big Banks
Executive Intelligence Review
Lyndon LaRouche - Political Action Committee
21st century science and technology
Schiller Institute
  cerca

A Servizio Pubblico da Santoro...

A Uno Mattina...

Al Circo Massimo...

Alla americana Lpac Tv...

A Toscana Tv...

Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

 Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio
Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche
Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson
Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller
Franklin Roosevelt  Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt
new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal 
economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
Beppe Grillo  Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo

 

 


Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


Progetto ferroviario nei Balcani


Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

Diario | Economia | Politica | Filosofia | Documenti | Poesia | Scienza | Liberalizzazioni-privatizzazioni | Chi sono |
 
Diario
1visite.

16 gennaio 2008

L’Italia del piccione all’interno della più grave crisi economico-finanziaria internazionale della storia moderna

di Claudio Giudici

Come reagiscono l’uomo e l’animale, giù nella vallata, ai piedi della poderosa montagna dalla cui vetta prende avvio la valanga?

L’animale, che nel mentre divora la carogna della preda trovata, osserva la valanga e solo all’ultimo prova a mettersi in salvo (noi uomini di città possiamo pensare al penoso piccione che nel mentre del beccare il minuzzolo di pane, decide solo all’ultimo di svolazzare via dall’auto che gli è sempre più prossima: talvolta ce la fa, talaltra l’autista barbaro o disattento lo fa soccombere). Le sue possibilità di mettersi in salvo diminuiscono al passare di ogni istante, all’avvicinarsi della massa nevosa che precipita giù sul crinale della montagna. La valanga, infatti, al passare del tempo oltre ad essere sempre più vicina, è anche sempre più grossa.

L’uomo, se uomo è, già alla visione dello stacco della massa nevosa dal letto di neve che la conteneva, visualizza mentalmente il processo, sa che ciò che appare inizialmente solo come un lontano e modesto pericolo, col passare degli istanti, diverrà un elemento di portata distruttiva.

L’animale, poi, avrà la sola possibilità di fuggire dal pericolo imminente.

L’uomo, invece, avrà più possibilità: potrà anch’egli decidere di fuggire, oppure, in seguito ad opportune valutazioni, potrà decidere se fermare la valanga con idonee barriere, o deviarla, o disintegrarla per mezzo di un sofisticato raggio laser.

L’uomo del nostro tempo, è stato trasformato nell’ingenuo e debole animale della descrizione ora presentata. L’uomo del nostro tempo è molto simile al piccione che ogni giorno rischiamo di investire con la nostra auto.

Il campione di questa sottospecie di uomo, è il politicante (non ne fanno ovviamente parte quei quattro politici ancora esistenti nella scena mondiale). Il politicante è lì che si ciba del suo minuzzolo – a dire il vero un bel panino farcito – e aspetta a spostarsi dalla strada solo l’ultimo momento utile a non essere investito dall’auto sopravvenente.

Differentemente dal piccione, però, il politicante non sarà la sola vittima della sua gola, della sua imprudenza, della sua stupidità. Da lui, a differenza del piccione, dipende la vita di un intero popolo.

La valanga cominciò a staccarsi dalla maestosa montagna il 27 ottobre del 1962. Quel giorno, ed i giorni successivi l’omicidio Mattei, molti politici ebbero paura a restare politici. Molti di essi si trasformarono in politicanti. Quel giorno si distrusse l’idea di Repubblica, l’idea di bene comune, l’idea di sviluppo economico, l’idea di sviluppo infrastrutturale ed industriale, l’idea di solidarietà. Quel giorno, dalla Costituzione repubblicana come grande progetto umanista per lo sviluppo materiale e morale dei cittadini, nella tradizione del Discorso delle Quattro Libertà[1] di Franklin Delano Roosevelt, ne vennero strappate alcune pagine.

Negli anni successivi la valanga cominciò ad ingrandirsi: non si fece luce sugli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King; il 15 agosto 1971 Nixon decise unilateralmente di abbattere gli Accordi di Bretton Woods voluti da Franklin Roosevelt, dando avvio al più grande fenomeno speculativo e parassitario mai verificatosi nella storia dell’umanità; durante gli anni ’70 in seguito alla crisi petrolifera derivante dalla manovra del 15 agosto ’71, l’Italia finisce sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale; nel 1978 viene ucciso Aldo Moro.

Ognuno di questi fatti è caratterizzato da un evidente elemento comune: la verità è negata e non viene ricercata. I politicanti non se ne interessano.

Già dai primi anni ’70 la capacità d’acquisto reale della popolazione italiana comincia a scemare a cospetto dell’aumento del costo della vita (nei Paesi in via di sviluppo, invece, comincia a scendere l’aspettativa di vita media). Tale processo è visibile soprattutto prendendo in considerazione i generi di prima necessità. Negli anni ’90, tale processo d’impoverimento subisce una forte accelerazione, ma è solo col nuovo millennio che il fenomeno diviene percepibile a tutti: solo ora si incomincia a prendere coscienza che la valanga è lì a pochi metri da noi.

Ma la valanga non pare ancora essere così vicina: i politicanti continuano a trastullarsi col niente (leggi elettorali, riforme istituzionali, leggi cosiddette per i diritti civili) e della via di fuga, della grande costruzione che può salvarci dalla valanga, non se ne vuole parlare. Franklin Roosevelt, la nostra Costituzione repubblicana, Enrico Mattei, restano sotto la polvere.

Come degli osceni e miseri Herbert Hoover, i politicanti si affidano alle magiche leggi del mercato: Grazie a queste leggi la valanga si sposterà – dicono. L’ultima volta che l’uomo pensò ciò, morirono 56 milioni di persone.

Nel frattempo l’edizione moderna degli ottocenteschi moti milanesi e dei fasci siciliani, prende avvio a Napoli e Roma – l’inazione dei politici e l’azione del mercato hanno magicamente provveduto! Là la gente non crede più ai politicanti, qua i guelfi e ghibellini delle tifoserie laziale e romanista si coalizzano a vendetta di una giovane vittima del calcio, facendo assalti ai comandi di polizia.

I politicanti dopo essersi allenati per decenni alla contemplazione[2] delle magiche leggi del mercato, hanno perso ogni capacità di agire bene. Non sanno più cosa è che serve. La verità è andata persa[3]. Non agivano, ed il “libero” mercato produceva disastri; provano ad agire ed il disastro è ancora lì dietro l’angolo.

Eppure, è indispensabile che i politicanti tornino a fare i politici e dunque agiscano. Per farlo hanno bisogno di tornare a contemplare – quelle sì! – le magiche leggi del nostro dettato costituzionale: artt. 1; 2; 3; 4; 35; 36; 41, 2° e 3° co.; 42, 3° co.; e 47 in particolare.

Tuttavia ogni lettura può essere sterile se si è perso ogni contatto con la realtà; d’altra parte già il fatto che si parli di un’emergenza stipendi nel 2008, quando il processo prese inizio quasi quarant’anni fa, non fa altro che testimoniare come i politicanti – il cui tratto caratterizzante e ritardante è l’empirismo che non gli consente di comprendere prima il domani – vivano in un girone diverso da quello assegnato alla gente comune.

Per la lettura di quegli articoli, il cui spirito autentico è andato perso con la morte degli ultimi grandi padri costituenti come La Pira e Dossetti, oggi non possiamo che rifarci al pensiero del grande economista e politico Lyndon LaRouche, classe e spirito 1922.

A breve sarà anche in Italia “un drammatico problema sociale” la questione mutui.

Per dare prova di essersi riposti sui binari autentici della Costituzione della Repubblica, ci si rifaccia alla Homeowners and Bank Protection Act (HBPA)[4].



[1] Libertà di parola e di espressione, libertà di culto, libertà dal bisogno, la libertà dalla paura.

[2]E, invece, Lei se ne sta a ‘contemplare’, con cortese compiacimento, l’armoniosa bellezza dei principi economici immortali di Adamo Smith! E mentre Lei gode di questa ‘contemplazione’ – Lei sa, forse, che nessuno studioso serio di economia e nessun serio operatore economico crede più alla benché minima validità e fondatezza di questi principi (devo richiamarLe, per tutti, i liberali inglesi che di economia politica un poco, almeno, si intendono?) – il tessuto industriale fiorentino gradualmente si spezza e si indebolisce!”, Giorgio La Pira, lettera a Danilo De Micheli, Presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Firenze, 26 aprile 1954.

[3]La generazione che segue raccoglie in eredità appena le briciole di quelle energie che avrebbe potuto applicare nella loro pienezza l’uomo che decade, così deve rifare a proprie spese quasi tutto il cammino. Per questo il progresso umano è lento, la macchina lavora con troppa perdita. Lo scopo futuro degli Stati sarà quello di aumentare e rafforzare gli strumenti di congiunzione fra una generazione e l’altra. Uno Stato ideale sarà raggiunto quando esso potrà mantenere appositi organi di trasmissione delle esperienze e dei risultati ottenuti fino allora.”, Alcide De Gasperi, M. R. De Gasperi, De Gasperi – Ritratto di uno statista, Mondadori, Milano, 2005, pagg. 71-72.

[4] La risoluzione e stata ufficialmente presentata e in alcuni casi approvata nei parlamenti di diversi stati — Florida, Illinois, Indiana, Maryland, Massachusetts, Michigan, Missouri, Pennsylvania — e nel consiglio dei parlamentari neri (National Black Caucus of State Legislators). E' stata inoltre approvata da oltre trenta consigli municipali a cominciare da Pittsburgh e Philadelphia. Inoltre, circa 320 parlamentari ed ex parlamentari si sono impegnati a sostenere la petizione al Congresso a favore della HBPA.

7 gennaio 2008

Il lavoro e la questione del credito

Per il concorso-anniversario della Costituzione della Repubblica italiana, Input pubblica l'intervento che riporto.

Il lavoro secondo gli articoli 1 e 4 della Costituzione

Con l’art. 1, 1° co. della Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, il legislatore fondamentale del ’48 propone oltre che un modello politico-sociale, un modello antropologico dove il lavoro è manifestazione di quella caratteristica distintiva dell’uomo che è la sua capacità cognitiva e creativa. L’uomo attraverso il lavoro manifesta la sua essenza di essere capace di conoscere la realtà e di creare, emulando e migliorando, la natura. Le più alte conquiste del pensiero umanista – da Socrate e Platone, passando per i pensatori cristiani, fino all’ottimismo leibniziano ed all’idealismo schilleriano – trovano il loro sunto in questo art. 1, 1° co. Cost.

C’è qui una denuncia contro le concezioni pessimistiche, hobbesiane, in merito alla natura umana ed alla sua capacità relazionale e dunque di governo, ma c’è qui pure la lieta novella: l’uomo tramite il lavoro si manifesta come individuo e come essere capace di relazionarsi con l’altro ed essere per l’altro, elemento positivo ed in ultima analisi tutt’uno con questo altro.

I padri costituenti con questo primo articolo hanno doverosamente individuato un primus a cui fare inevitabilmente riferimento affinché si abbia una sana concezione delle relazioni politico-sociali e della persona umana. A tale proposito ci si potrebbe chiedere quanto l’attuale sistema politico, la costituzione materiale, rispetti lo spirito e la pretesa dei costituenti. Di fatto il mondo del lavoro, e dunque il manifestarsi dell’essenza umana, è sempre più vituperato. Troppi elementi giocano contro questa necessità: gli orientamenti anti-industriali del mondo economico e politico hanno di fatto distrutto centinaia di migliaia di posti di lavoro produttivi ed altamente qualificati, per sostituirli solo in parte con posti di lavoro a minor capacità produttiva, seppure importanti come sono quelli del terziario, ed il più delle volte bassamente qualificati (call center, autisti, imprese di pulizie, commessi in grandi catene alimentari e commerciali, ausiliari del traffico); la legislazione fiscale incide in modo fortissimo sul reddito da lavoro ed in modo irrisorio sui profitti finanziari che non generano alcuna utilità sociale; il sistema culturale mass-mediale offre l’idea per cui la vera realizzazione umana passi per attività (calciatori, veline, pop stars) dove la “produzione” conseguente l’attività svolta, viene ad avere un’ “utilità sociale” soltanto toccando la sfera più semplice e meno caratterizzante l’umana natura, ossia quella dei sensi.

Causa ed effetto di questo macro-processo culturale è stato l’impoverimento intellettivo dell’intero sistema sociale italiano (ma invero il processo ha una portata che investe l’intero mondo occidentale, c.d. post-industrializzato o della società dell’informazione) che si è ripercosso sulla capacità dei redditi generali di generare benessere[1].

Il lavoro è dunque un pilastro su cui si erge il nostro sistema costituzionale. Sarebbe probabilmente bastata la corretta interpretazione, ricavabile dal combinato disposto degli artt. 1 e 3 della Costituzione, per rilevare che il lavoro è un diritto, ma il Costituente, all’art. 4, lo ha voluto sancire espressamente. Il lavoro, inquadrato nel reticolato dei principi sanciti dalla nostra Costituzione, risulta essere l’unico strumento per eliminare le disuguaglianze sociali. Tuttavia, affinché ciò possa efficacemente realizzarsi “è bene interpretare il concetto di “lavoro” dal punto di vista più alto, e cioè come applicazione delle facoltà cognitivo-creative uniche dell’uomo, quelle che ci differenziano dagli animali e che permettono, attraverso le scoperte scientifiche, di aumentare la produttività con lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie. Questo, onde evitare l’interpretazione riduttiva, marxista e feudale, oltre che antieconomica, del lavoro come semplice lavoro delle braccia.”[2]

Il dettato costituzionale, in più, avverte anche un’esigenza di carattere morale, esprimendo il netto rifiuto di una concezione dell’uomo come animale ozioso, vizioso e parassitario. Così l’art. 4, 2° comma, Cost. recita: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.[3] Dal peso derivante sulla società da questo inciso, ed in particolare sui governanti, non ci si può lealmente liberare sostenendo che nella società post-industriale della disoccupazione crescente – o dell’occupazione impoverente – questo diritto non può essere riconosciuto e dunque, altrettanto, il dovere al lavoro non può essere preteso. Infatti, il Costituente stesso, nel momento in cui emanò questa norma di principio, lo fece in un contesto storico di cui aveva piena consapevolezza, ossia quello della fase post-bellica della disoccupazione di massa. Se alla norma deve essere attribuito carattere programmatico, in ogni caso, ciò esclude che dalla sua luce si possa scappare con forza crescente a distanza di quasi sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione. L’adesione alle politiche non interventiste e neo-liberiste avutosi con l’accettazione dei diktat del Fondo monetario internazionale a partire dal 1974, e poi a quelle di Maastricht dal ’92, non può essere giustificata col ricorso all’art. 11 Cost., poiché la violazione dell’art. 4 Cost., espressione dei principi fondamentali del dettato, risulta essere palese con l’adesione a quelle dottrine che il Costituente volle, invece, espressamente condannare.

Claudio Giudici 1/1/2008
http://claudiogiudici.ilcannocchiale.it




[1] Risale ai primi anni ’70, ossia da quando si attua questo cambio di paradigma nei confronti del mondo del lavoro e della concezione dell’antropologia umana, la svolta peggiorativa della capacità reale d’acquisto dei redditi. Durante gli anni ’90, poi, il processo ha assunto caratterizzazioni tali da divenire empiricamente percepibile di anno in anno da parte della cittadinanza. La classe politica avverte a fine 2007 (sic!) con dichiarate intenzioni risolutive per il 2008, il problema. Anche qui si ribadisce l’incapacità lungimirante dell’uomo odierno, il cui massimo esponente dovrebbe essere incarnato da chi la collettività erige a sua guida, che invece che guidarla, nella migliore delle ipotesi la segue. Nella peggiore delle ipotesi – la più frequente però – la pilota in favore degli interessi particolaristici che sono diventati i veri elettori dei governanti.

Le ipotizzate soluzioni al problema dei redditi passano purtroppo per il demagogico slogan del “Paese bloccato”, mantenendosi sugli stessi binari che a questo disastro ci hanno portato. Della autentica riscoperta dello spirito che pervade tutto il Dettato costituzionale, purtroppo, neanche l’ombra.

[2] Riprendo queste parole da una precedente riflessione-manifesto, Per un Partito democratico antioligarchico – Nella tradizione di Roosevelt, De Gasperi, Mattei e La Pira (www.ilcannocchiale.it/blogs/style/writer/dettaglio.asp?id_blog=22878&id_day=17&id_month=9&id_year=2006).

[3] In ciò, l’influenza della tradizione umanista, in particolare dell’Utopia di Tommaso Moro, non potrebbe essere più diretta.


La questione del credito (art. 47 Cost.)
Questo intervento è stato ripreso in toto da un ben più ampio e precedente studio sviluppato per Sintesi Dialettica.it.

La questione creditizia, oggi poco dibattuta a cospetto di una storia e di una scienza dell’economia che, invece, la pone sul gradino più alto degli aspetti direttamente connessi alle libertà individuali[i], non poteva non essere affrontata dal Costituente.

L’art. 47, 1° comma, Cost., recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.”

Anche questa norma è di carattere prescrittivo e non possibilista; infatti dice: la Repubblica incoraggia, tutela, disciplina, coordina, controlla; non “la Repubblica può incoraggiare, tutelare, ecc.”.

Ora, si potrebbe interpretare questo articolo dicendo: bene, la Costituzione dice che la Repubblica disciplina il credito, così noi discipliniamo il credito dicendo che chiunque, a prescindere dagli scopi, può ottenere del credito. Un tal tipo di interpretazione, a cosa corrisponderebbe se non ad un modo liberistoide di interpretare tale articolo, tanto da rendere inutile la previsione costituzionale? Nella sostanza, infatti, laddove il costituente in merito al credito, niente avesse previsto, che differenza avrebbe fatto rispetto alla situazione prodotta da un tal tipo di interpretazione? Dunque, se il regime successorio in questo momento in vigore, come visto, deve essere considerato esplicitamente incostituzionale, altrettanto deve esserlo il regime creditorio in vigore. In entrambi i casi si è fuggiti dalla prescrizione costituzionale, dandole un’interpretazione tale da renderla inutile.

Il legislatore costituzionale, però, probabilmente conscio dei tentativi elusivi che dopo di lui interessi particolaristici avrebbero potuto esercitare a proprio vantaggio, precisa al 2° comma dello stesso articolo: “[La Repubblica] Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”. In sostanza, mette in relazione diretta il livello finanziario (di cui il credito ne è aspetto centrale) con l’economia fisica, reale (abitazione e produzione agricola o di altro genere). Il Costituente è consapevole di come il credito, per avere una funzione sociale, per perseguire il Bene Comune, non possa andare verso attività meramente finanziarie (speculative), quanto piuttosto verso il sistema produttivo. Il Costituente, con questo articolo 47, entra nella tradizione propria del Sistema Americano di economia politica, come sviluppato da Alexander Hamilton sotto George Washington, Friedrich List, Henry C. Carey sotto Abramo Lincoln, e Franklin Delano Roosevelt.

La stessa emissione monetaria, alla luce del dettato costituzionale, non può spettare ad un organo indipendente come la Banca d’Italia, ed oggi la Banca centrale europea. Il dettato costituzionale secondo la dottrina costituzionalistica, infatti, intende organi indipendenti, “cioè che debbano poter operare liberamente senza subire limitazioni da parte di altri organi, diverse da quelle previste dalla Costituzione”[ii] tassativamente cinque organi: corpo elettorale, Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, Corte costituzionale. Non vi è dunque l’organo dell’emissione monetaria, poiché tale funzione, come compreso dai padri costituenti americani, è funzione inscindibile dall’azione concertata tra potere esecutivo e potere legislativo.

Per poter correttamente interpretare l’art. 11, Cost. in combinato disposto con i principi fondamentali della nostra Costituzione come espressi dagli artt. 1, 3 e 4, s’impone dunque una competente conoscenza della scienza economica. Dunque, la privazione di sovranità monetaria prodottasi con l’adesione al Trattato di Maastricht – trattato che in quanto ispirato dalla rifiutata concezione liberista dell’economia, svincola l’emissione creditizia dalla produzione[iii] –, deve ritenersi in violazione della Costituzione, poiché il Popolo sovrano è privato di una sua fondamentale funzione, direttamente spettante alla Repubblica, quella della sovranità monetaria, necessaria per “il pieno sviluppo della persona umana”, per promuovere il diritto al lavoro ed il progresso economico. Tutto ciò è cosa tanto più assurda se si considera che le banche centrali della tradizione c.d. liberale europea, sono un consorzio delle principali banche private.




[i] La questione creditizia è sempre stata centrale nella storia dell’uomo. Si pensi a come questa è trattata da Platone ne Le leggi o dalla dottrina cattolica. Esemplare, al fine di un corretto approccio epistemologico alla questione, è la tragicommedia shakespeariana de Il mercante di Venezia, dove le figure di Shylock e Antonio esemplificano i due antitetici modi di relazionarsi al rapporto di credito-debito.

[ii] Caretti-De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, 1994, pag. 118.

[iii] Concepire il livello finanziario (emissione monetaria e creditizia) in modo svincolato da quello produttivo, è foriero di tutti quei mali tipici di una concezione formalista della realtà, che non consente di vedere la sostanza delle cose. Questa errata concezione dell’economia è tornata in voga in occidente, in modo pressoché incontrastato, dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. La conseguenza più immediata di tale concezione è la nascita incontrollabile di bolle speculative a tutto discapito di produzione e lavoro (economia fisica). Esemplari, quanto deplorevoli precedenti storici di ciò, furono la Francia di John Law, nonché la fase maturata tra fine ‘800 ed il 1932 a cui Franklin Delano Roosevelt pose fine.

Claudio Giudici 1/1/2008
http://claudiogiudici.ilcannocchiale.it

3 novembre 2007

La Costituzione della Repubblica italiana

 

Art. 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. […]
Art. 4
: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art. 36: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 41: L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42: La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale. […]

Art. 43: A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Art. 47: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. […]

24 ottobre 2007

I Parlamenti si adeguano alla crisi finanziaria: il totalitarismo si avvicina

L’ipotesi resta la stessa, ed ogni giorno che passa la conferma sempre più: stiamo procedendo sempre più spediti verso nuove forme di totalitarismo. Probabilmente non si tratterà dei nazi-fascismi violenti degli anni ’20-’40 del secolo scorso, tuttavia l’elemento comune a tutte le forme dispotiche presentatesi durante la storia dell’uomo dai trenta tiranni ateniesi ad oggi è sempre il solito: l’annichilimento della sovranità interiore delle persone, dunque della loro capacità di fare il bene: dalla semplice manifestazione del pensiero, al diritto di associarsi privatamente, al diritto-dovere di incidere sulle istituzioni pubbliche.

L’attuale scenario non può essere compreso analizzando le singolarità di cui esso si compone senza interconnetterle le une alle altre valutate alla luce di un contesto strategico di fondo. Questo contesto strategico è l’aggravarsi della crisi finanziaria internazionale che accelera manifestandosi coll’aggravarsi di un processo inflazionistico a livello globale. Tuttavia non si possono comprendere le cause di tale crisi finanziaria se la si guarda in superficie (l’aumento generale dei prezzi dei generi di consumo). Tale fenomeno è infatti risalente a oramai quarant’anni di politiche speculative che hanno progressivamente distrutto la capacità produttiva delle nazioni industrializzate e che prende avvio con gli eccellenti omicidi di figure come Enrico Mattei (1962) e John Fitzgerald Kennedy (1963) e la successiva instaurazione di un regime di cambi valutari flessibili centrato sul dollaro (1971). Se i due eccellenti omicidi furono il segnale politico che il “complesso militare-industriale” – come lo definì il Presidente Eisenhower – dava alle classi dirigenti del pianeta in merito alla necessità di abbandonare gli approcci rooseveltiani che esprimevano una concezione della politica in rispetto della prescrizione evangelica de “gli ultimi saranno i primi” (i forgotten men nella particolarità della politica di Franklin Roosevelt, così come fu poi emulato da tutte le costituzioni occidentali post-belliche), il nuovo regime finanziario unilateralmente imposto da Nixon il 15 agosto del 1971 segnava anch’esso un esplicito rifiuto delle politiche rooseveltiane (in quanto il precedente sistema finanziario fu il prodotto del disegno Roosevelt-White che si perfezionò con gli accordi di Bretton Woods del 1944) e più in particolare l’avvio del liberismo e della finanziarizzazione del sistema economico prima occidentale poi mondiale (dopo la caduta del muro di Berlino) e dunque delle politiche speculative in ossequio ai voleri di alcune poche famiglie bancarie.

Prova empirica di tale quarantennale processo la troviamo: 1) nella costante riduzione della capacità del potere d’acquisto reale dei redditi medi dal 1970 ad oggi (con brutali accelerazioni per l’Europa dal 1992, cioè dal venir meno dello Sme) e 2) nella più depravata distruzione dei livelli di vita dei paesi in via di sviluppo che segnavano fino agli anni ’60 un generale aumento delle aspettative di vita media, oggi ritornate ai livelli della prima metà del secolo scorso (con record di 32 anni di aspettativa di vita media per alcune aree dell’Africa).

Dalla caduta del muro di Berlino e dalla disintegrazione dell’ex Urss, si sono succedute con cadenza costante una serie di crisi finanziarie senza precedenti (nel 1992 in Europa, nel 1997-98 nel sud-est asiatico, nel 1998 in Russia, nel 2001 in Argentina, 2000-2003 lo scoppio della bolla speculativa generata dalle ipervalutazioni dei titoli dell’information technology, oggi la crisi dei mutui sub-prime). Tutte queste crisi potevano ciascuna rappresentare il detonatore dello scoppio della bolla speculativa rappresentata dall’attuale sistema finanziario internazionale. Ciò è però stato evitato con continui rifinanziamenti autorizzati dal sistema delle banche centrali con la creazione di nuovi prodotti finanziari senza alcuna base d’ancoraggio all’economia reale o con la continua immissione di liquidità nel sistema. L’abbattimento degli accordi di Bretton Woods del 1971 è un esempio di tale oligarchico approccio al mantenimento della bolla speculativa, così come lo è stato l’imperversare di nuovi prodotti finanziari dal 1987, così come l’avvio dei giochi d’arbitraggio consentiti con lo yen carry trade, così come i continui rifinanziamenti autorizzati da Bce, Fed e Banca centrale giapponese questa estate.

Questi continui rifinanziamenti se hanno comportato il salvataggio della bolla speculativa internazionale, hanno però avuto incidenza sui tenori di vita reale delle famiglie con un progressivo aumento dei prezzi dei prodotti di consumo e la costante distruzione dell’economia fisica (posti di lavoro, infrastrutture, welfare).

Questo però non può essere un processo che può durare all’infinito. Ad un certo punto il motore gripperà a causa di un’eccessiva distruzione dell’economia fisica a fronte di una bolla speculativa che non troverà più terreno su cui reggersi. A quel punto scoppieranno fenomeni che da inflattivi diverranno iperinflattivi, e dunque insostenibili per le popolazioni. Questo è il momento in cui divengono scontati, fenomeni di tipo sovversivo da parte delle popolazioni e dunque si impongono, per la loro tenuta a bada, regimi dispotici che impediscano il venir meno dei poteri oligarchici.

Tuttavia, sappiamo come impedire tale catastrofico scenario già più volte vissuto dall’umanità durante la sua storia. L’esperienza storica 1948-62 (per l’Italia, oppure 1932-63 per gli Stati Uniti) rappresenta il precedente a noi più vicino per raddrizzare la sbandata che sta facendo l’auto dell’umanità.

Questo è dunque il contesto di fondo all’interno del quale stanno operandosi una serie di provvedimenti legislativi (e più in generale d’indottrinamento culturale) da parte dei vari parlamenti nazionali.

Le c.d. leggi ad personam varate in Italia durante la scorsa legislatura – oggetto delle più ferventi critiche da parte dell’allora opposizione – sono state tutte mantenute dalla nuova maggioranza.

Tali leggi erano caratterizzate dal prevedere delle situazioni di privilegio sostanziale per alcune categorie di persone. Tali privilegi permangono anche sotto la nuova maggioranza. Tali privilegi divengono dunque elemento intrinseco del nuovo assetto costituzionale materiale, manifestamente in contraddizione col dettato costituzionale formale del 1948.

In questi giorni la nuova maggioranza va varando un disegno di legge che sostanzialmente impedisce a liberi cittadini di avere accesso alla rete manifestando liberamente il proprio pensiero. Siti d’informazione o personali, blog, ed altro ancora, dovranno essere registrati seguendo un iter procedurale assai complesso. Un reticolato di formalità burocratiche ne impedirà sostanzialmente il libero accesso.

Ma è anche di questi giorni il disegno di legge in materia di sicurezza che parifica una serie di piccoli reati (come il furto) a reati gravissimi come quelli per mafia. Restano invece depenalizzati i reati per falso in bilancio.

Tutto ciò perfeziona sempre più un regime oligarchico che comprime sempre più le libertà civili.

Questa limitazione delle libertà civili non è un fenomeno puramente italiano. Negli Stati Uniti all’indomani dell’11 settembre 2001, numerosi sono stati gli interventi congressuali a limitazione dei diritti dei cittadini.

Tutto ciò continua a confermare l’ipotesi lanciata oramai molto tempo fa: una serie di soggetti va rendendosi utile all’instaurazione di regimi dispotici dove il dissenso deve essere contenuto. La crisi finanziaria sta rendendosi manifesta nel quotidiano della gente, ed il dissenso e la protesta rischiano di divenire pericolosi per l’ordine costituito. L’aumento del costo della rata per il mutuo prima casa (anche del 30% al mese), e nei casi peggiori i pignoramenti (un aumento del 19% rispetto al 2006) stanno mettendo in difficoltà almeno 400.000 famiglie italiane. Le attività commerciali vanno chiudendo e trasformando quello che era un fondo commerciale in monolocali e bilocali – ciò anche per causa del provvedimento di liberalizzazione del commercio, primo decreto Bersani d. lgs. 114/98. A tutto ciò si affiancano i fenomeni inflattivi sui generi alimentari e sulle utenze (per riscaldamento, luce, acqua) che ribadisco trovano la loro origine in un processo di continua distruzione dell’economia produttiva a tutto vantaggio delle attività speculative che comportano la continua immissione di liquidità nel sistema (la liquidità del sistema aumenta, i beni diminuiscono, e dunque si creano fenomeni inflattivi).

Durante i primi anni ’40 in Germania, un movimento di giovani ventenni conosciuto come la “Rosa bianca”, comprese l’importanza di risvegliare i propri concittadini dal letargo intellettivo in cui erano piombati. Purtroppo a quel punto in Germania il sistema politico era pienamente dispotico e quei giovani furono quasi tutti decapitati. Si impone dunque che le persone aprano gli occhi prima che nuove forme di dispotismo prendano il sopravvento.

Nell’ultimo quindicennio più volte sono ventilati intenti di modifica costituzionale che riguardavano solo la seconda parte. Oggi, si parla anche di revisione della prima parte, quella dei principi. E’ il segno evidente di una sindrome d’onnipotenza in cui è caduta l’oligarchia, la quale, alla luce dell’aggravarsi della crisi finanziaria, tenta involutive fughe in avanti. Della sua insaziabilità la classe dirigente va facendosi portatrice. Si tratta del solito pacco che si punta a rifilare a cittadini che addormentatisi nell’indifferenza di ciò che succede oltre il proprio orticello non riescono a comprendere le profonde implicazioni di determinati pronunciamenti ed azioni.

Se da un punto di vista analitico la situazione è quella qui descritta, dal punto di vista delle soluzioni, non possiamo esimerci di riprendere in mano ciò che nella storia ha funzionato portando al perseguimento del bene comune, e buttare ciò che invece è risultato seminatore di future difficoltà. I principi ispiratori della Costituzione americana (1789), ma anche di quelle europee del dopo-guerra, debbono essere riscoperti.

Tutta la prima parte della Costituzione italiana, soprattutto laddove perfeziona una concezione di uomo in termini di homo homini fratres (in opposizione a quella instauratasi oggi dell’homo homini lupus), la cultura dell’Ultimo, del progresso scientifico, della “funzione sociale” della proprietà privata e dell’iniziativa economica, del ripudio della guerra, devono velocemente e decisamente essere riscoperti.

In questi giorni negli Stati Uniti il movimento di Lyndon LaRouche sta diffondendo, e trovando forti riscontri tra i rappresentanti dei singoli Stati, il disegno di legge Homeowners and Bank Protection Act – HBPA. Lo scopo di questo ddl è quello di impedire che milioni di famiglie americane perdano la casa e che il sistema bancario venga distrutto dalla speculazione degli hedge funds. Impedire questi due disastri è fondamentale al fine di evitare che la nazione cada nella confusione. Per farlo vi è la necessità che il Governo riprenda in mano il volante della politica economica piuttosto che lasciare il destino della gente in balia de “la mano invisibile del mercato”.

Il ddl prevede il congelamento delle rate del mutuo – sostituite da una sorta di “canone d’affitto” mensile – fino al momento in cui il valore degli immobili sarà tornato a prezzi ragionevoli; quei “canoni d’affitto” costituiranno un fondo garantito che rappresenterà la base per il sistema bancario per emettere linee di credito finalizzate alla ricostruzione delle infrastrutture ed alla creazione di nuovi posti di lavoro, e rilanciare così l’economia reale del Paese. Il ddl trasforma così la difficoltà in cui si trovano milioni di famiglie americane in un’opportunità per il rilancio dell’economia produttiva e lo sgominamento della speculazione consentita dalla cartolarizzazione dei mutui casa.

Il ddl di LaRouche in questo momento viene presentato nelle varie parti del mondo – Italia compresa - che presentano il medesimo problema.

Il confine tra il disastro ed una rinascita è sottilissimo: passa per un’autentica volontà da parte dei Parlamentari nazionali di tutelare i deboli e di perseguire il Bene Comune, piuttosto che l’interesse particolare degli speculatori.

Claudio Giudici

10 agosto 2007

Appello al Presidente Prodi

Presidente Prodi l’amore per il prossimo le impone di abbandonare gli approcci monetaristi della Bce!

Presidente Prodi lei rischia di essere ricordato nella storia del nostro Paese come gli Stati Uniti ricordano il Presidente Hoover. Hoover si ostinò a voler seguire gli approcci economici liberisti che l’attuale agenda si ostina a voler imporre. Sopra di Lei non può esservi alcun istituto politico che non persegua coscientemente il fine del Bene Comune; sopra di Lei vi è solo il Popolo d’Italia e prima ancora la Verità.

Presidente Prodi quello che vi è da fare è tornare quanto prima a riscoprire ed applicare i principi ispiratori della nostra Costituzione della Repubblica. L’oscenità a cui stiamo assistendo è la trasformazione della nostra Costituzione della Repubblica in una costituzione di un’oligarchia.

Se ciò non fosse chiaro, quello che deve fare è rifarsi alla politica economica rooseveltiana così come si rifecero i nostri padri costituenti quando agirono sotto le felici intuizioni di La Pira, Fanfani, Dossetti, Mattei e De Gasperi con le esperienze emblematiche del Piano Case, della Riforma agraria e della Cassa per il Mezzogiorno.

In Italia grazie all’opera del Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà ed all’intervento diretto di Lyndon LaRouche, si è già creato il terreno fertile perché si possa procedere in tale direzione. Politici di primo piano come l’On. Giulio Tremonti, il Sottosegretario Alfonso Gianni ed il Sottosegretario Mario Lettieri rappresentano l’asse portante di un dialogo in concordia che in Italia è già attivo, anche se tenuto nell’ombra.

E, invece, Lei se ne sta a ‘contemplare’, con cortese compiacimento, l’armoniosa bellezza dei principi economici immortali di Adamo Smith! E mentre Lei gode di questa ‘contemplazione’ – Lei sa, forse, che nessuno studioso serio di economia e nessun serio operatore economico crede più alla benché minima validità e fondatezza di questi principi (devo richiamarLe, per tutti, i liberali inglesi che di economia politica un poco, almeno, si intendono?) – il tessuto industriale fiorentino gradualmente si spezza e si indebolisce!”

Queste ultime, come avrà intuito, non sono mie parole, ma sono le parole di quel mio grande concittadino d’adozione che fu Giorgio La Pira (lettera a Danilo De Micheli, Presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Firenze, 26 aprile 1954).

Lei giorni fa ha proposto di vendere le scorte auree del nostro Paese per ridurre il debito pubblico e conseguentemente il peso degli oneri finanziari. Ma Lei si rende conto che sono oramai quarant’anni che ogni Governo italiano riduce il welfare ed aumenta l’imposizione fiscale diretta ed indiretta ed ogni dieci anni avete poi bisogno di vendere parte del patrimonio italiano? Dovete lavorare sulla capacità produttiva del Paese, non sui fattori finanziari!

Promette poi nuove liberalizzazioni per l’autunno. Lei – ed invero insieme a Lei quasi tutto l’arco parlamentare - continua a credere alla storiella delle liberalizzazioni, spacciandole per cosa buona, nonostante non sappiate citare mezzo precedente storico per cui esse aumentarono il benessere generale delle persone, piuttosto che quello di singoli comitati d’interesse (come fatto dalla legge sugli affitti abitativi, l. 431/98, e dal primo decreto Bersani in materia di commercio, d. lgs. 114/98). Perché se sono così utili, in favore della comunità (dunque sia dei lavoratori che dei consumatori), non liberalizzate il sistema bancario? O forse il sistema bancario è già liberalizzato e le liberalizzazioni, agevolando ontologicamente i più forti, stanno dando i risultati che sempre nella storia hanno dato, ossia portano alla creazione di pochissimi e grandissimi mono/oligopoli (sono rimaste di fatto due banche in Italia!)?

Il sistema di economia politica che grande ha fatto gli Stati Uniti, quello di Hamilton, di Carey, di Lincoln, di Franklin Roosevelt, di Kennedy, non insegna a liberalizzare in favore dei grandi interessi, ma piuttosto ad armonizzare in favore dei molteplici interessi in gioco e partendo sempre da quelli più deboli (come il New Deal dimostra).

Lei e la classe dirigente che ci guida siete recidivi nel ripetere errori che dovrebbero essere evidenti ai più, allo stesso modo di colui che imperterrito vuol mantenere uno stile di vita fatto di ozio e vizio e che di anno in anno per fare ciò è costretto a svendere il patrimonio di famiglia.

Mentre Lei ed il Ministro Padoa Schioppa Vi ostinate a stare dietro alle favole della Bce, quest’ultima si cimenta in immissioni arbitrarie di liquidità nel mercato. Gli oltre 94 miliardi di euro iniettati in questi giorni nel mercato – a cui se ne aggiungono altri 61 miliardi mentre scrivo e la borsa crolla – a cosa serviranno? Per creare posti di lavoro produttivi, migliorare il sistema ferro-stradale, quello energetico, quello sanitario, quello scolastico, quello della sicurezza, oppure ad impedire che il casinò creato dall’oligarchia finanziaria, dal sistema bancario e dall’accondiscendente classe politica, in dispregio dei doveri costituzionalmente imposti, crolli? La nuova liquidità immessa nel mercato – come anche i profani in cose economiche comprenderanno – genererà, quella sì!, inflazione. Se la Bce si permette di inondare il mercato di liquidità per tenere in vita il casinò creato dalle banche private da cui dipende, perché non fa la stessa cosa Lei, ricorrendo al credito pubblico – le banche che hanno finanziato il debito pubblico possono attendere, e nel frattempo l’Italia tornerà ad essere un paese produttivo senza bisogno di tassare sempre più e tagliare lo stato sociale – però indirizzandolo strategicamente verso i settori produttivi invece che lasciarlo al geniale ‘libero mercato’ che continuerà a destinarlo ai settori speculativi?

Presidente Prodi, tutto ciò Le viene imposto dalla Verità di cui quel principio supremo che ci è stato insegnato, ama il prossimo tuo come te stesso, non è altro che la più diretta manifestazione.

Claudio Giudici

Rappresentante del Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà

www.movisol.org

sfoglia
dicembre        febbraio