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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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16 gennaio 2008

L’Italia del piccione all’interno della più grave crisi economico-finanziaria internazionale della storia moderna

di Claudio Giudici

Come reagiscono l’uomo e l’animale, giù nella vallata, ai piedi della poderosa montagna dalla cui vetta prende avvio la valanga?

L’animale, che nel mentre divora la carogna della preda trovata, osserva la valanga e solo all’ultimo prova a mettersi in salvo (noi uomini di città possiamo pensare al penoso piccione che nel mentre del beccare il minuzzolo di pane, decide solo all’ultimo di svolazzare via dall’auto che gli è sempre più prossima: talvolta ce la fa, talaltra l’autista barbaro o disattento lo fa soccombere). Le sue possibilità di mettersi in salvo diminuiscono al passare di ogni istante, all’avvicinarsi della massa nevosa che precipita giù sul crinale della montagna. La valanga, infatti, al passare del tempo oltre ad essere sempre più vicina, è anche sempre più grossa.

L’uomo, se uomo è, già alla visione dello stacco della massa nevosa dal letto di neve che la conteneva, visualizza mentalmente il processo, sa che ciò che appare inizialmente solo come un lontano e modesto pericolo, col passare degli istanti, diverrà un elemento di portata distruttiva.

L’animale, poi, avrà la sola possibilità di fuggire dal pericolo imminente.

L’uomo, invece, avrà più possibilità: potrà anch’egli decidere di fuggire, oppure, in seguito ad opportune valutazioni, potrà decidere se fermare la valanga con idonee barriere, o deviarla, o disintegrarla per mezzo di un sofisticato raggio laser.

L’uomo del nostro tempo, è stato trasformato nell’ingenuo e debole animale della descrizione ora presentata. L’uomo del nostro tempo è molto simile al piccione che ogni giorno rischiamo di investire con la nostra auto.

Il campione di questa sottospecie di uomo, è il politicante (non ne fanno ovviamente parte quei quattro politici ancora esistenti nella scena mondiale). Il politicante è lì che si ciba del suo minuzzolo – a dire il vero un bel panino farcito – e aspetta a spostarsi dalla strada solo l’ultimo momento utile a non essere investito dall’auto sopravvenente.

Differentemente dal piccione, però, il politicante non sarà la sola vittima della sua gola, della sua imprudenza, della sua stupidità. Da lui, a differenza del piccione, dipende la vita di un intero popolo.

La valanga cominciò a staccarsi dalla maestosa montagna il 27 ottobre del 1962. Quel giorno, ed i giorni successivi l’omicidio Mattei, molti politici ebbero paura a restare politici. Molti di essi si trasformarono in politicanti. Quel giorno si distrusse l’idea di Repubblica, l’idea di bene comune, l’idea di sviluppo economico, l’idea di sviluppo infrastrutturale ed industriale, l’idea di solidarietà. Quel giorno, dalla Costituzione repubblicana come grande progetto umanista per lo sviluppo materiale e morale dei cittadini, nella tradizione del Discorso delle Quattro Libertà[1] di Franklin Delano Roosevelt, ne vennero strappate alcune pagine.

Negli anni successivi la valanga cominciò ad ingrandirsi: non si fece luce sugli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King; il 15 agosto 1971 Nixon decise unilateralmente di abbattere gli Accordi di Bretton Woods voluti da Franklin Roosevelt, dando avvio al più grande fenomeno speculativo e parassitario mai verificatosi nella storia dell’umanità; durante gli anni ’70 in seguito alla crisi petrolifera derivante dalla manovra del 15 agosto ’71, l’Italia finisce sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale; nel 1978 viene ucciso Aldo Moro.

Ognuno di questi fatti è caratterizzato da un evidente elemento comune: la verità è negata e non viene ricercata. I politicanti non se ne interessano.

Già dai primi anni ’70 la capacità d’acquisto reale della popolazione italiana comincia a scemare a cospetto dell’aumento del costo della vita (nei Paesi in via di sviluppo, invece, comincia a scendere l’aspettativa di vita media). Tale processo è visibile soprattutto prendendo in considerazione i generi di prima necessità. Negli anni ’90, tale processo d’impoverimento subisce una forte accelerazione, ma è solo col nuovo millennio che il fenomeno diviene percepibile a tutti: solo ora si incomincia a prendere coscienza che la valanga è lì a pochi metri da noi.

Ma la valanga non pare ancora essere così vicina: i politicanti continuano a trastullarsi col niente (leggi elettorali, riforme istituzionali, leggi cosiddette per i diritti civili) e della via di fuga, della grande costruzione che può salvarci dalla valanga, non se ne vuole parlare. Franklin Roosevelt, la nostra Costituzione repubblicana, Enrico Mattei, restano sotto la polvere.

Come degli osceni e miseri Herbert Hoover, i politicanti si affidano alle magiche leggi del mercato: Grazie a queste leggi la valanga si sposterà – dicono. L’ultima volta che l’uomo pensò ciò, morirono 56 milioni di persone.

Nel frattempo l’edizione moderna degli ottocenteschi moti milanesi e dei fasci siciliani, prende avvio a Napoli e Roma – l’inazione dei politici e l’azione del mercato hanno magicamente provveduto! Là la gente non crede più ai politicanti, qua i guelfi e ghibellini delle tifoserie laziale e romanista si coalizzano a vendetta di una giovane vittima del calcio, facendo assalti ai comandi di polizia.

I politicanti dopo essersi allenati per decenni alla contemplazione[2] delle magiche leggi del mercato, hanno perso ogni capacità di agire bene. Non sanno più cosa è che serve. La verità è andata persa[3]. Non agivano, ed il “libero” mercato produceva disastri; provano ad agire ed il disastro è ancora lì dietro l’angolo.

Eppure, è indispensabile che i politicanti tornino a fare i politici e dunque agiscano. Per farlo hanno bisogno di tornare a contemplare – quelle sì! – le magiche leggi del nostro dettato costituzionale: artt. 1; 2; 3; 4; 35; 36; 41, 2° e 3° co.; 42, 3° co.; e 47 in particolare.

Tuttavia ogni lettura può essere sterile se si è perso ogni contatto con la realtà; d’altra parte già il fatto che si parli di un’emergenza stipendi nel 2008, quando il processo prese inizio quasi quarant’anni fa, non fa altro che testimoniare come i politicanti – il cui tratto caratterizzante e ritardante è l’empirismo che non gli consente di comprendere prima il domani – vivano in un girone diverso da quello assegnato alla gente comune.

Per la lettura di quegli articoli, il cui spirito autentico è andato perso con la morte degli ultimi grandi padri costituenti come La Pira e Dossetti, oggi non possiamo che rifarci al pensiero del grande economista e politico Lyndon LaRouche, classe e spirito 1922.

A breve sarà anche in Italia “un drammatico problema sociale” la questione mutui.

Per dare prova di essersi riposti sui binari autentici della Costituzione della Repubblica, ci si rifaccia alla Homeowners and Bank Protection Act (HBPA)[4].



[1] Libertà di parola e di espressione, libertà di culto, libertà dal bisogno, la libertà dalla paura.

[2]E, invece, Lei se ne sta a ‘contemplare’, con cortese compiacimento, l’armoniosa bellezza dei principi economici immortali di Adamo Smith! E mentre Lei gode di questa ‘contemplazione’ – Lei sa, forse, che nessuno studioso serio di economia e nessun serio operatore economico crede più alla benché minima validità e fondatezza di questi principi (devo richiamarLe, per tutti, i liberali inglesi che di economia politica un poco, almeno, si intendono?) – il tessuto industriale fiorentino gradualmente si spezza e si indebolisce!”, Giorgio La Pira, lettera a Danilo De Micheli, Presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Firenze, 26 aprile 1954.

[3]La generazione che segue raccoglie in eredità appena le briciole di quelle energie che avrebbe potuto applicare nella loro pienezza l’uomo che decade, così deve rifare a proprie spese quasi tutto il cammino. Per questo il progresso umano è lento, la macchina lavora con troppa perdita. Lo scopo futuro degli Stati sarà quello di aumentare e rafforzare gli strumenti di congiunzione fra una generazione e l’altra. Uno Stato ideale sarà raggiunto quando esso potrà mantenere appositi organi di trasmissione delle esperienze e dei risultati ottenuti fino allora.”, Alcide De Gasperi, M. R. De Gasperi, De Gasperi – Ritratto di uno statista, Mondadori, Milano, 2005, pagg. 71-72.

[4] La risoluzione e stata ufficialmente presentata e in alcuni casi approvata nei parlamenti di diversi stati — Florida, Illinois, Indiana, Maryland, Massachusetts, Michigan, Missouri, Pennsylvania — e nel consiglio dei parlamentari neri (National Black Caucus of State Legislators). E' stata inoltre approvata da oltre trenta consigli municipali a cominciare da Pittsburgh e Philadelphia. Inoltre, circa 320 parlamentari ed ex parlamentari si sono impegnati a sostenere la petizione al Congresso a favore della HBPA.

24 ottobre 2007

I Parlamenti si adeguano alla crisi finanziaria: il totalitarismo si avvicina

L’ipotesi resta la stessa, ed ogni giorno che passa la conferma sempre più: stiamo procedendo sempre più spediti verso nuove forme di totalitarismo. Probabilmente non si tratterà dei nazi-fascismi violenti degli anni ’20-’40 del secolo scorso, tuttavia l’elemento comune a tutte le forme dispotiche presentatesi durante la storia dell’uomo dai trenta tiranni ateniesi ad oggi è sempre il solito: l’annichilimento della sovranità interiore delle persone, dunque della loro capacità di fare il bene: dalla semplice manifestazione del pensiero, al diritto di associarsi privatamente, al diritto-dovere di incidere sulle istituzioni pubbliche.

L’attuale scenario non può essere compreso analizzando le singolarità di cui esso si compone senza interconnetterle le une alle altre valutate alla luce di un contesto strategico di fondo. Questo contesto strategico è l’aggravarsi della crisi finanziaria internazionale che accelera manifestandosi coll’aggravarsi di un processo inflazionistico a livello globale. Tuttavia non si possono comprendere le cause di tale crisi finanziaria se la si guarda in superficie (l’aumento generale dei prezzi dei generi di consumo). Tale fenomeno è infatti risalente a oramai quarant’anni di politiche speculative che hanno progressivamente distrutto la capacità produttiva delle nazioni industrializzate e che prende avvio con gli eccellenti omicidi di figure come Enrico Mattei (1962) e John Fitzgerald Kennedy (1963) e la successiva instaurazione di un regime di cambi valutari flessibili centrato sul dollaro (1971). Se i due eccellenti omicidi furono il segnale politico che il “complesso militare-industriale” – come lo definì il Presidente Eisenhower – dava alle classi dirigenti del pianeta in merito alla necessità di abbandonare gli approcci rooseveltiani che esprimevano una concezione della politica in rispetto della prescrizione evangelica de “gli ultimi saranno i primi” (i forgotten men nella particolarità della politica di Franklin Roosevelt, così come fu poi emulato da tutte le costituzioni occidentali post-belliche), il nuovo regime finanziario unilateralmente imposto da Nixon il 15 agosto del 1971 segnava anch’esso un esplicito rifiuto delle politiche rooseveltiane (in quanto il precedente sistema finanziario fu il prodotto del disegno Roosevelt-White che si perfezionò con gli accordi di Bretton Woods del 1944) e più in particolare l’avvio del liberismo e della finanziarizzazione del sistema economico prima occidentale poi mondiale (dopo la caduta del muro di Berlino) e dunque delle politiche speculative in ossequio ai voleri di alcune poche famiglie bancarie.

Prova empirica di tale quarantennale processo la troviamo: 1) nella costante riduzione della capacità del potere d’acquisto reale dei redditi medi dal 1970 ad oggi (con brutali accelerazioni per l’Europa dal 1992, cioè dal venir meno dello Sme) e 2) nella più depravata distruzione dei livelli di vita dei paesi in via di sviluppo che segnavano fino agli anni ’60 un generale aumento delle aspettative di vita media, oggi ritornate ai livelli della prima metà del secolo scorso (con record di 32 anni di aspettativa di vita media per alcune aree dell’Africa).

Dalla caduta del muro di Berlino e dalla disintegrazione dell’ex Urss, si sono succedute con cadenza costante una serie di crisi finanziarie senza precedenti (nel 1992 in Europa, nel 1997-98 nel sud-est asiatico, nel 1998 in Russia, nel 2001 in Argentina, 2000-2003 lo scoppio della bolla speculativa generata dalle ipervalutazioni dei titoli dell’information technology, oggi la crisi dei mutui sub-prime). Tutte queste crisi potevano ciascuna rappresentare il detonatore dello scoppio della bolla speculativa rappresentata dall’attuale sistema finanziario internazionale. Ciò è però stato evitato con continui rifinanziamenti autorizzati dal sistema delle banche centrali con la creazione di nuovi prodotti finanziari senza alcuna base d’ancoraggio all’economia reale o con la continua immissione di liquidità nel sistema. L’abbattimento degli accordi di Bretton Woods del 1971 è un esempio di tale oligarchico approccio al mantenimento della bolla speculativa, così come lo è stato l’imperversare di nuovi prodotti finanziari dal 1987, così come l’avvio dei giochi d’arbitraggio consentiti con lo yen carry trade, così come i continui rifinanziamenti autorizzati da Bce, Fed e Banca centrale giapponese questa estate.

Questi continui rifinanziamenti se hanno comportato il salvataggio della bolla speculativa internazionale, hanno però avuto incidenza sui tenori di vita reale delle famiglie con un progressivo aumento dei prezzi dei prodotti di consumo e la costante distruzione dell’economia fisica (posti di lavoro, infrastrutture, welfare).

Questo però non può essere un processo che può durare all’infinito. Ad un certo punto il motore gripperà a causa di un’eccessiva distruzione dell’economia fisica a fronte di una bolla speculativa che non troverà più terreno su cui reggersi. A quel punto scoppieranno fenomeni che da inflattivi diverranno iperinflattivi, e dunque insostenibili per le popolazioni. Questo è il momento in cui divengono scontati, fenomeni di tipo sovversivo da parte delle popolazioni e dunque si impongono, per la loro tenuta a bada, regimi dispotici che impediscano il venir meno dei poteri oligarchici.

Tuttavia, sappiamo come impedire tale catastrofico scenario già più volte vissuto dall’umanità durante la sua storia. L’esperienza storica 1948-62 (per l’Italia, oppure 1932-63 per gli Stati Uniti) rappresenta il precedente a noi più vicino per raddrizzare la sbandata che sta facendo l’auto dell’umanità.

Questo è dunque il contesto di fondo all’interno del quale stanno operandosi una serie di provvedimenti legislativi (e più in generale d’indottrinamento culturale) da parte dei vari parlamenti nazionali.

Le c.d. leggi ad personam varate in Italia durante la scorsa legislatura – oggetto delle più ferventi critiche da parte dell’allora opposizione – sono state tutte mantenute dalla nuova maggioranza.

Tali leggi erano caratterizzate dal prevedere delle situazioni di privilegio sostanziale per alcune categorie di persone. Tali privilegi permangono anche sotto la nuova maggioranza. Tali privilegi divengono dunque elemento intrinseco del nuovo assetto costituzionale materiale, manifestamente in contraddizione col dettato costituzionale formale del 1948.

In questi giorni la nuova maggioranza va varando un disegno di legge che sostanzialmente impedisce a liberi cittadini di avere accesso alla rete manifestando liberamente il proprio pensiero. Siti d’informazione o personali, blog, ed altro ancora, dovranno essere registrati seguendo un iter procedurale assai complesso. Un reticolato di formalità burocratiche ne impedirà sostanzialmente il libero accesso.

Ma è anche di questi giorni il disegno di legge in materia di sicurezza che parifica una serie di piccoli reati (come il furto) a reati gravissimi come quelli per mafia. Restano invece depenalizzati i reati per falso in bilancio.

Tutto ciò perfeziona sempre più un regime oligarchico che comprime sempre più le libertà civili.

Questa limitazione delle libertà civili non è un fenomeno puramente italiano. Negli Stati Uniti all’indomani dell’11 settembre 2001, numerosi sono stati gli interventi congressuali a limitazione dei diritti dei cittadini.

Tutto ciò continua a confermare l’ipotesi lanciata oramai molto tempo fa: una serie di soggetti va rendendosi utile all’instaurazione di regimi dispotici dove il dissenso deve essere contenuto. La crisi finanziaria sta rendendosi manifesta nel quotidiano della gente, ed il dissenso e la protesta rischiano di divenire pericolosi per l’ordine costituito. L’aumento del costo della rata per il mutuo prima casa (anche del 30% al mese), e nei casi peggiori i pignoramenti (un aumento del 19% rispetto al 2006) stanno mettendo in difficoltà almeno 400.000 famiglie italiane. Le attività commerciali vanno chiudendo e trasformando quello che era un fondo commerciale in monolocali e bilocali – ciò anche per causa del provvedimento di liberalizzazione del commercio, primo decreto Bersani d. lgs. 114/98. A tutto ciò si affiancano i fenomeni inflattivi sui generi alimentari e sulle utenze (per riscaldamento, luce, acqua) che ribadisco trovano la loro origine in un processo di continua distruzione dell’economia produttiva a tutto vantaggio delle attività speculative che comportano la continua immissione di liquidità nel sistema (la liquidità del sistema aumenta, i beni diminuiscono, e dunque si creano fenomeni inflattivi).

Durante i primi anni ’40 in Germania, un movimento di giovani ventenni conosciuto come la “Rosa bianca”, comprese l’importanza di risvegliare i propri concittadini dal letargo intellettivo in cui erano piombati. Purtroppo a quel punto in Germania il sistema politico era pienamente dispotico e quei giovani furono quasi tutti decapitati. Si impone dunque che le persone aprano gli occhi prima che nuove forme di dispotismo prendano il sopravvento.

Nell’ultimo quindicennio più volte sono ventilati intenti di modifica costituzionale che riguardavano solo la seconda parte. Oggi, si parla anche di revisione della prima parte, quella dei principi. E’ il segno evidente di una sindrome d’onnipotenza in cui è caduta l’oligarchia, la quale, alla luce dell’aggravarsi della crisi finanziaria, tenta involutive fughe in avanti. Della sua insaziabilità la classe dirigente va facendosi portatrice. Si tratta del solito pacco che si punta a rifilare a cittadini che addormentatisi nell’indifferenza di ciò che succede oltre il proprio orticello non riescono a comprendere le profonde implicazioni di determinati pronunciamenti ed azioni.

Se da un punto di vista analitico la situazione è quella qui descritta, dal punto di vista delle soluzioni, non possiamo esimerci di riprendere in mano ciò che nella storia ha funzionato portando al perseguimento del bene comune, e buttare ciò che invece è risultato seminatore di future difficoltà. I principi ispiratori della Costituzione americana (1789), ma anche di quelle europee del dopo-guerra, debbono essere riscoperti.

Tutta la prima parte della Costituzione italiana, soprattutto laddove perfeziona una concezione di uomo in termini di homo homini fratres (in opposizione a quella instauratasi oggi dell’homo homini lupus), la cultura dell’Ultimo, del progresso scientifico, della “funzione sociale” della proprietà privata e dell’iniziativa economica, del ripudio della guerra, devono velocemente e decisamente essere riscoperti.

In questi giorni negli Stati Uniti il movimento di Lyndon LaRouche sta diffondendo, e trovando forti riscontri tra i rappresentanti dei singoli Stati, il disegno di legge Homeowners and Bank Protection Act – HBPA. Lo scopo di questo ddl è quello di impedire che milioni di famiglie americane perdano la casa e che il sistema bancario venga distrutto dalla speculazione degli hedge funds. Impedire questi due disastri è fondamentale al fine di evitare che la nazione cada nella confusione. Per farlo vi è la necessità che il Governo riprenda in mano il volante della politica economica piuttosto che lasciare il destino della gente in balia de “la mano invisibile del mercato”.

Il ddl prevede il congelamento delle rate del mutuo – sostituite da una sorta di “canone d’affitto” mensile – fino al momento in cui il valore degli immobili sarà tornato a prezzi ragionevoli; quei “canoni d’affitto” costituiranno un fondo garantito che rappresenterà la base per il sistema bancario per emettere linee di credito finalizzate alla ricostruzione delle infrastrutture ed alla creazione di nuovi posti di lavoro, e rilanciare così l’economia reale del Paese. Il ddl trasforma così la difficoltà in cui si trovano milioni di famiglie americane in un’opportunità per il rilancio dell’economia produttiva e lo sgominamento della speculazione consentita dalla cartolarizzazione dei mutui casa.

Il ddl di LaRouche in questo momento viene presentato nelle varie parti del mondo – Italia compresa - che presentano il medesimo problema.

Il confine tra il disastro ed una rinascita è sottilissimo: passa per un’autentica volontà da parte dei Parlamentari nazionali di tutelare i deboli e di perseguire il Bene Comune, piuttosto che l’interesse particolare degli speculatori.

Claudio Giudici

15 ottobre 2007

Movimento Solidarietà a Bologna

 

Vi segnalo la nostra iniziativa del prossimo martedì 16 ottobre, alle ore 19:00.

Venerdì scorso, nella zona universitaria, sotto al Nettuno e davanti alla stazione ferroviaria, abbiamo distribuito per la prima volta il volantino d’invito, che trovate in allegato. Continueremo nella giornata di martedì. Chi volesse aiutarci, si faccia avanti, naturalmente.

Organizziamo un incontro per assistere insieme alla recente conferenza di Lyndon LaRouche, trasmessa su Internet il 10 ottobre scorso.

Nel corso del suo intervento precedente il dialogo con gli ascoltatori, LaRouche ha sottolineato l’importanza di alcuni elementi di valutazione che non possono essere omessi, se si vuole assumere una visione strategica che ci renda capaci di intervenire in questo grande caos e scongiurare gli aspetti più gravi della catastrofe che incombe sul pianeta.

1. Molti si chiedono perché, con il suo disegno di legge dell’agosto scorso, oltre a salvare i proprietari di case minacciati di pignoramento, LaRouche proponga di salvare le banche, le quali – dopotutto – sono corresponsabili della crisi dei mutui. La risposta è semplice, ma tipica di chi ha coraggio e sa “navigare sui flutti”: come fareste a gestire una nazione in tempi di crisi, senza un sistema bancario di credito diffuso? La vera questione è come riprendere il controllo delle banche e farle lavorare in favore del Bene Comune, ovvero negli investimenti nell’economia reale e produttiva.

2. La forma di governo incarnata dagli Stati Uniti è peculiare e unica, sul piano storico. Il tentativo di espandere la Rivoluzione Americana sugli altri continenti fallì, o, se preferite, non è ancora giunto a termine. In Europa vige ancora il sistema oligarchico: i sistemi parlamentari europei sono intrinsecamente impotenti, perché ad essi si lascia la libertà di “parlamentare”, ma non di legiferare su questioni sgradite a quei poteri che, minacciati, si dimostrano sempre in gradi di organizzare una “crisi di governo” o uno “scioglimento delle camere”.

3. Essenzialmente, questa differenza si manifesta a livello economico nella differenza tra il sistema di credito pubblico previsto dalla Costituzione Americana e le tante versioni di “sistema monetario” tipiche dell’impero britannico. Un’azione efficace sulle condizioni economiche del pianeta, non può prescindere da questo problema.

4. L’influenza di gente come Cheney, Shultz e Rohatyn ha consolidato una situazione in cui il continuo degrado delle infrastrutture e dei livelli di vita (cioè dei diritti civili) e l’espansione della guerra in altri Paesi sembrano cosa inevitabili. Il motivo è precisamente la paura di queste persone, così come i tedeschi ebbero paura di Goering, Hitler, ecc. soprattutto dopo l’incendio del Parlamento di Berlino.

Nel dialogo successivo, LaRouche ha risposto a molte domande provenienti (anche) da ambienti istituzionali di diversi Paesi.

Durante l’incontro, discuteremo anche di come organizzarci per sviluppare il nostro movimento, dunque la possibilità di incidere, senza tanti fronzoli e tentennamenti, sulle istituzioni chiave del nostro Paese, al fine di proteggerci dal peggio che si possa immaginare.

Il fatto che nel 2007 LaRouche sia stato ben tre volte in Italia, per parlare con politici e rappresentanti parlamentari, significa che – al di là degli scandalucci tanto sfruttati dalla stampa – c’è un potenziale inesplorato per agire efficacemente (vedi febbraio, giugno e settembre).

Spero di trovarvi numerosi, per sancire la vigilia di una nuova fase storica e politica della nostra nazione.

Se nel frattempo vorrete invitare vostri amici o conoscenti, usate pure l’allegato.

Cordialmente,

Flavio Tabanelli

Incontro del Movimento Solidarietà

Martedì 16 ottobre 2007

Ore 19:00

c/o Parrocchia Santi Bartolomeo e Gaetano

via San Vitale, 3 (sotto le Due Torri) - Bologna


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