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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Beppe Grillo  Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo

 

 


Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


Progetto ferroviario nei Balcani


Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

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9 febbraio 2010

Avatar: l'establishment vuole bloccare lo sviluppo

 

Avatar è il colossal che ha già fatto tutti i record d'incassi, con sale sempre piene e turnazioni speciali per la trasmissione del nuovo messaggio che, attraverso Hoolywood, l'establishment lancia a tutti noi.

Di fatto sponsorizzato da Barack Obama, che portando i figli minori di 14 anni ha finito col rinforzare la propaganda per questo film, esso è l'ennesimo inno ambientalista che ogni anno vede costosissime pellicole di fantascienza, cartoon o documentari, affacciarsi sul panorama cinematografico (Day after tomorrow, Madagascar, L'era glaciale, Una scomoda verità, ecc.).

La versione in 3D – Cameron l'ha pensato appositamente in questa forma – rende il film emotivamente coinvolgente e porta lo spettatore a schierarsi senza possibilità di errore a favore degli abitanti indigeni dell'incontaminato pianeta di Pandora (con tanto di storia d'amore tra i protagonisti), oggetto delle mire colonizzatrici del barbaro alieno (l'uomo), esemplificato da uno spietato colonnello e da un manager che deve rispondere a chi ha finanziato l'operazione di ricerca scientifica, strumentale alla scoperta di un potente cristallo ferroso (l'unobtanium) utile alla produzione di energia.

L'effetto 3D, così come l'invasiva qualità del sonoro surround, eleva la partecipazione emotiva passante per la vista e l'udito, ma abbassa il livello di coscienza razionale dello spettatore, il quale si trova come narcotizzato dal livello emozionale. Siamo alla fase embrionale del “cinema odoroso” e sentimental-emotivo teorizzato da Aldous Huxley, usato per tenere a bada le masse di lavoratori nel cosiddetto “tempo libero”. Non più filmati o documentari, o film che facciano ragionare, ma immersioni in ambienti percettivi, in cui la coscienza si perde.


 

Gli abitanti di Pandora sono guerrieri che vivono allo stato di sussistenza, in costante empatia con la divinità del pianeta (un grande albero), grazie a cui tutto sarebbe tenuto in perfetto equilibrio. Questi indigeni sono in comunicazione cerebrale (grazie alle code della capigliatura) con ogni forma vegetale ed animale del pianeta.

Il barbaro umano, invece, col pretesto di portare lo sviluppo, dà esclusivamente sfogo ai suoi più bassi istinti: quello dell'avidità e della forza bruta.

Ross Douthat del New York Times ha così definito il film: «La lunga apologia di Cameron per il panteismo - una fede che equipara Dio alla Natura, e richiama l'umanità ad una comunione religiosa con il mondo naturale … è la scelta religiosa di Hollywood ormai da una generazione».

Il messaggio che dunque perviene allo spettatore è quello tipicamente hobbesiano: una visione pessimista dell'uomo, dove la stessa scienza, invece che essere la manifestazione della capacità dell'uomo di conoscere e creare, portandolo ad essere platonicamente parte attiva del Creato, è, alla fin dei conti (nonostante qualche eccezione umana, rappresentata dalla dottoressa Augustine) maschera della nicciana volontà di potenza che animerebbe l'essenza di ogni uomo.

Siamo dunque di fronte, all'interno di una storica fase di crisi economico-finanziaria, all'ennesimo tentativo di lavaggio del cervello di massa attraverso l'apologia ambientalista, che possiamo considerare insieme al liberismo finanziarista, uno dei due pilastri che dalla fine degli anni '60 ha portato alla distruzione della società centrata sull'idea dell'homo homini fratres, dove l'uomo cerca di emanciparsi dai limiti imposti dall'arbitrio della natura, sostituita con quella attuale dell'homo homini lupus dove i presunti invalicabili limiti di un uomo anti-progresso ed anti-scienza, lo portano inevitabilmente ad una lotta contro i propri simili, ad una nuova era malthusiana.


 

Claudio Giudici


 

4 dicembre 2009

Liberalizzazione dell'acqua: i liberisti approfittano della debolezza di Tremonti. Se Berlusconi lo abbandona, è finito!

Il processo di liberalizzazione-privatizzazione previsto dalla fase 2 dell'“Operazione Britannia” ha ripreso il largo. Il Governo dopo aver resistito durante la sua prima fase ai continui assalti da parte delle forze liberiste, ha ceduto con la grave approvazione del dl Ronchi. Avevamo ammonito in merito al fatto che gli attacchi a Berlusconi sul fronte personale erano in realtà attacchi ad un Governo filo-tremontiano. Risultati spuntati questi attacchi, si è puntato direttamente sulle politiche economiche di Tremonti: Draghi, Napolitano, le istituzioni europee hanno più volte messo sotto accusa la politica economica italiana. Questo, nonostante che i risultati registrati sul fronte dell'economia reale e della finanza pubblica siano tra i meno neri d'Europa.

A questo proposito, ciò che conta valutare è che in realtà all'interno della cinghia di forza del sistema dell'Euro, le politiche di Tremonti (dagli omonimi bonds alla Banca del Sud) possono produrre risultati molto ridotti, seppur migliori rispetto a quelli nefasti delle politiche liberiste.

Gli attacchi a Tremonti sono passati poi attraverso forze intestine alla stessa maggioranza di Governo, di fatto rispondenti all'agenda del Partito Britannico.

L'ultimo colpo sferrato contro Tremonti è arrivato dal ministro Renato Brunetta. Brunetta qualche settimana fa aveva lanciato un duro attacco verbale contro i “signori del Britannia”, ma immediatamente intuimmo che non comprendeva completamente la portata strategica di ciò che diceva. Con le accuse rivolte alle politiche economiche tremontiane, Brunetta ha confermato i nostri sospetti.

A titolo di cronaca, è bene ricordare che mentre Brunetta nei mesi antecedenti lo scoppio della crisi finanziaria parlava di un aggancio – nel giro di sei mesi – dell'economia italiana alla crescita economica statunitense (sic!), Tremonti, unico statista in Europa, ammoniva durante tutta la campagna elettorale dai pericoli che l'economia mondiale correva, ed auspicava la creazione di una Nuova Bretton Woods. Tremonti ha ribadito in ogni sede nazionale ed internazionale la necessità imprescindibile per un'autentica ripartenza dell'economia mondiale, di riformare il sistema monetario e finanziario. Così, mentre Brunetta faceva il pugno duro con i dipendenti del servizio pubblico, Tremonti lo faceva con l'oligarchia bancaria!

Dunque il Brunetta economista non ha capito la crisi; il Tremonti giurista sì!

Ma perchè Giulio Tremonti, da deus ex machina del Governo Berlusconi, si è ritrovato tutto d'un tratto isolato da parte di una buona fetta dei colleghi ministri? Perchè Berlusconi stesso è entrato in lite con lui?

Se una certa incidenza la hanno avuta questioni di carattere contingente come la necessità di fonti finanziarie – che Tremonti ha sistematicamente centellinato – da parte dei vari ministri a ridosso delle elezioni regionali, oppure l'incontro tenuto all'Aspen Institute con oggetto la formazione di una futura classe dirigente – cosa che secondo Il Giornale avrebbe particolarmente indispettito Berlusconi – , il repentino cambio di agenda è stato provocato dai G20 di Londra e Pittsburgh dove Obama, sotto le pressioni di Gordon Brown, ha definitivamente virato la rotta della nave verso il mantenimento dell'attuale sistema finanziario (fallito) ed il suo rifinanziamento a danno dei contribuenti. Infatti alla fine del G20 di Londra, Tremonti denunciò che avevano fatto tutto i capi di governo, i quali “si applaudivano anche da soli”.

Obama ha tra i propri consiglieri economici sia quel Larry Summers che promosse nel 1999 il venir meno del Glass-Steagall Act (il corrispondente italiano venne meno con la Legge Draghi), sia quel Paul Volcker che ne sostiene la reintroduzione. Lo standard Glass-Steagall fu introdotto sotto Franklin Delano Roosevelt nel 1933 ed ispirò le riforme bancarie degli anni '30 dopo la crisi del 1929-32. Con esso si distinguevano in modo netto le banche commerciali da quelle d'investimento, impedendo alle prime di partecipare direttamente nell'economia reale, e soprattutto di speculare con i soldi dei depositanti. Obama ha purtroppo deciso di seguire la linea Summers invece di quella Volcker. Tuttavia, seppur migliore, la stessa linea Volcker non è quella decisiva per uscire dal sistema finanziario speculativo odierno. Il fondamentale vizio della proposta Volcker, infatti, è quello di restare intrappolato nel sistema monetarista delle banche centrali dipendenti dalle banche private, invece che puntare alla creazione di un sistema creditizio di banche nazionali dipendenti dai Governi eletti, che ridia autentica sovranità finanziaria ed economica ai popoli nazionali attraverso gli Stati.

Parallelamente, come oramai avviene da circa quarant'anni, la continuazione delle politiche speculative è stata rafforzata con le enunciazioni contro il fantomatico “global warming antropogenico” su cui si è grandemente concentrato Pittsburgh, distraendo così l'attenzione dalla riforma del sistema finanziario.

Tutto ciò ha fatto piombare Obama ai minimi di consenso, con uno storico crollo degli stessi. Conseguentemente questo ha prodotto ovvie ripercussioni sul resto del mondo. L'attuale ascesa del prezzo dell'oro, del petrolio e delle materie prime, ed il corrispondente crollo del dollaro, non sono che il più diretto risultato della decisione di Obama di continuare con le medesime politiche filo-speculative che dal 1968-73 caratterizzano la politica finanziaria mondiale.

Ecco che il sogno di Tremonti e di tutti coloro che riconoscono l'autorevolezza delle denunce e delle proposte di Lyndon LaRouche, per rifondare il sistema monetario e finanziario internazionale, sono morte sul nascere. L'ingannevole ripresa dei mercati finanziari sta nuovamente regalando al mondo la diabolica illusione di un'economia tornata a crescere, mentre in realtà è soltanto la bolla speculativa ed i profitti dei grossi gruppi bancari che sono tornati a crescere. L'economia reale globale si indebolisce ogni giorno che passa: le imprese chiudono, la disoccupazione cresce, gli Stati nazionali sono sempre più indebitati, i sistemi di welfare vengono contratti in modo accelerato. Nel frattempo però i principali colossi bancari del mondo arrivano a triplicare i loro utili (Goldman Sachs per esempio). Una riforma del sistema finanziario avrebbe dato la possibilità al Governo italiano ed a tutti gli altri, di poter rifinanziare l'economia reale senza procedere a tagli draconiani della spesa pubblica o barcamenarsi per reperire liquidità.

Ed è qui allora che entra in gioco il decreto legge Ronchi. La necessità di liquidità da parte del settore pubblico obbliga gli Stati o a riconoscersi falliti oppure a svendere quel poco di patrimonio che resta loro. I servizi pubblici locali rappresentano l'ultimo tesoretto di cui ancora gli stati nazionali possono disporre per reperire fondi sul mercato. Diventa allora ipocrita il lamento verso l'approvazione del dl Ronchi da parte di coloro che non mettono in discussione l'attuale sistema finanziario internazionale. Nell'impossibilità di riappropriarsi di una sovranità monetaria e creditizia per il rilancio di politiche di sviluppo economico, gli Stati si trovano così costretti a svendere ciò che hanno.

In verità, Tremonti sta tentando per altre vie di rafforzare la finanza pubblica. Se i Tremonti bonds e la Banca per il Sud avrebbero lo scopo di rimettere in moto l'economia produttiva, con la conseguente creazione di entrate fiscali per l'erario, le politiche fiscali tremontiane (dalla messa al bando dei paradisi fiscali, all'inversione dell'onere della prova in merito alla liceità del trasferimento dei capitali all'estero, allo “scudo” fiscale) mirano a rimpinguare le casse dello Stato senza cedere ai privati il sistema economico di base. Ma è evidente, soprattutto dopo l'uscita del Ministro di qualche settimana fa contro il “libero mercato”, le privatizzazioni1 delle banche d'interesse nazionale, di Telecom, di Enel, di Autostrade, che con l'approvazione del dl Ronchi si è deciso di dare un'altra direzione al Governo.

Con quello approvato, si può dire che la fase 2 dell'Operazione Britannia sia di fatto conclusa. Così restando le cose, all'interno di una crisi economica ben lungi dall'esser terminata e di una crisi finanziaria che a breve si riaffaccerà, gli Stati non potranno fare altro che tagliare ancor più le spese per il welfare (tagliare le pensioni, i posti di lavoro nel settore pubblico, il mantenimento delle infrastrutture, ecc.).

Soltanto con la prossima crisi dei mercati finanziari Tremonti riprenderà forza all'interno del Governo. Con essa, forse Obama si deciderà a mettersi intorno ad un tavolo con Russia, Cina ed India per la creazione di un nuovo sistema finanziario ed economico mondiale.

Nel frattempo Berlusconi dovrà dimostrare al popolo italiano se il suo Governo miri ancora a mettere in discussione l'agenda del Partito Britannico oppure se anch'esso si sia definitivamente allineato a quest'ultima. Se cioè l'Italia possa ancora essere l'attaccante di sfondamento per un ritorno a politiche rooseveltiane in campo economico-finanziario, energetico ed infrastrutturale. Una prima risposta a ciò la darebbe un forte sostegno del Governo alla Banca per il Sud, che però dovrà necessariamente essere uno strategico mezzo di finanziamento per infrastrutture ed industria produttiva, una moderna “TVA” rooseveltiana.


Claudio Giudici
Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà
www.movisol.org

20 maggio 2009

Il piano sanitario dell'amministrazione Obama riecheggia la politica nazista delle "bocche inutili da sfamare"

 

Il Presidente Obama, sotto l'influsso del consigliere economico alla Casa Bianca Larry Summers ed il direttore dell'ufficio del Bilancio Peter Orszag, è intenzionato a tagliare drasticamente la spesa sanitaria e previdenziale in tutti gli Stati Uniti. Peter Orszag sostiene che verrebbero spesi 700 miliardi di dollari (altri dicono 2000 miliardi) per l'assistenza sanitaria senza alcun "risultato effettivo" e propone la mannaia anche per la previdenza sociale (le pensioni) e per Medicare (l'assistenza sanitaria per gli anziani). All'insegna della riduzione delle spese, del rapporto "costo-benefici" e dell'"eliminare gli sprechi" le misure previste negano cure vitali agli infermi e mettono fine ai trattamenti ad alta tecnologia.

Si tratta di sanità nazista, ha accusato Lyndon LaRouche, e deve essere fermata immediatamente. "Non è un cavillo, non è una questione di interpretazione. È una copia diretta della filosofia dei nazisti, ed è esplicita. Si tratta di genocidio di massa". E mentre i consiglieri economici di Obama si lamentano delle "spese esorbitanti" per salvare la vita dei normali cittadini americani, spendono trilioni di dollari dei contribuenti per salvare i mercati finanziari.

Secondo LaRouche, il vero obiettivo della mannaia dovrebbe essere invece l'Health Maintenance System (HMO), ovvero il sistema di assicurazione sanitaria privata ideato solo ed unicamente per fare soldi. Una volta abrogato il sistema HMO "si potrà procedere con altri programmi per ricostruire l'assistenza sanitaria negli Stati Uniti, ma non prima. E questo eliminerà il principale fattore di spreco nel sistema sanitario".

Infatti, stando a svariati studi, inclusi quelli di enti governativi quali il GAO (Government Accountability Office) e del New England Journal of Medicine, dal 30 al 50% delle spese delle casse private che aderiscono all'HMO sono puramente amministrative (costi di esercizio, marketing, ricerche su come ridurre le spese) per non parlare degli stipendi esorbitanti dei dirigenti. Nel programma Medicare diretto dal governo invece i costi amministrativi sono solo del 2%.

Uno studio più recente dei Medici per un Programma Sanitario Nazionale giunge alla conclusione che i costi amministrativi delle HMO costituiscono il 31% dei fondi investiti. Si tratta di un'organizzazione che si sta mobilitando per eliminare tutte le casse HMO, tranne quelle "non profit" create da ambulatori medici di gruppo, e propone invece un sistema sanitario nazionale. Per riassumere, i profitti delle HMO vengono dai tagli alle spese per il trattamento dei pazienti. Queste casse mutue, create sotto Nixon, sono l'equivalente sanitario della Enron nel settore energetico, ovvero un veicolo che inserisce un intermediario finanziario tra medico e paziente, aumentando le spese e riducendo al contempo la qualità dell'assistenza sanitaria. Il controllo sulla sanità pubblica viene tolto ai medici e passa ai cartelli finanziari.

Non sorprende che tra i principali proprietari istituzionali delle HMO ci siano almeno sei grosse banche, le stesse appena rifinanziate dal governo coi pacchetti di salvataggio (Bank of America, Bank of New York Mellon, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Morgan Stanley e State Street).

Lyndon LaRouche è irremovibile: bisogna mettere fine al sistema delle HMO e il governo deve tornare ad una politica di sistematica costruzione di infrastrutture mediche e di capacità di ricerca in tutto il paese, come quella che prevalse dalla fine della seconda guerra mondiale all'inizio degli anni Settanta (col sistema Hill-Burton). Questo include anche mettere fine al saccheggio da parte delle imprese farmaceutiche.

Chi ha infilato i tagli alla Sanità nel Piano Obama?

Nell'ottobre 1939, Adolf Hitler emise un decreto per condannare a morte coloro considerati "indegni di vivere", affermando che i malati incurabili dovessero subire una "morte pietosa". Lo sterminio iniziò con i malati mentali, i malati terminali, gli invalidi e i disabili, prima di passare a milioni di ebrei, zingari e altri "indesiderabili", che furono mandati a morire nei campi di concentrazione.

Questo mostruoso programma fu inizialmente giustificato come una semplice misura finanziaria, per alleviare il "fardello economico rappresentato da persone afflitte da malattie ereditarie", come disse Gerhard Wagner, il capo della federazione dei medici nazisti, al congresso del partito nel 1934.

Oggi, autorevoli membri dell'Amministrazione Obama difendono lo stesso tipo di "argomenti pragmatici", e lo stesso Presidente promette di fare le "scelte dure" necessarie per tagliare gli stanziamenti. Questa non è un'esagerazione, come dimostra quanto segue. L'attuale direttore dell'Ufficio del Bilancio della Casa Bianca, Peter Orszag, ha scritto ripetutamente (quando era a capo dell'Ufficio del Bilancio del Congresso, nel 2007-2008), che le medicine e le cure mediche dovrebbero essere razionate secondo l'effetto che esse hanno nell'aumentare il numero di "Anni di vita aggiustati alla qualità" del paziente. Dato un valore in dollari alla vita umana, Orszag ha scritto che gli esperti stimano il valore di un "anno di vita" simile tra i 50 e i 100 mila dollari.

Un altro top consigliere di Obama, Richard Thaler (noto economista comportamentale), ha dedicato allo stesso tema molti scritti, come "Il valore di una vita salvata: una stima di mercato".

Il caso più illustre è quello di Ezekiel Emanuel, fratello del capo dello staff della Casa Bianca e consigliere dello stesso Orszag, nonché membro del Consiglio Federale di Coordinamento della Ricerca sull'Efficacia Comparativa, il gruppo di 15 persone che decide quali medicine e quali cure siano ammesse e quali no.

Nell'ottobre 2008, Ezekiel Emanuel ha scritto in un articolo sull'Huffington Post che "il vasto aumento del debito federale causato dai salvataggi [di banche e hedge funds] intensifica la pressione di rientrare nei costi della sanità". Lo shock della crisi finanziaria sarà così grande, ha scritto Emanuel, che come in una guerra, gli americani accetterebbero brutali politiche sociali. Che tipo di riforma egli abbia in mente è indicato in uno scritto del 1998, dal titolo eloquente Quali sono i risparmi potenziali dalla legalizzazione del suicidio assistito? Il co-autore, Margaret Battin, ha scritto molti articoli a favore del suicidio e del rifiuto selettivo delle cure mediche, prendendo pubblicamente posizione a favore dell'eutanasia.

Un altro personaggio pericoloso è lo "zar della riforma sanitaria" nominato dal Presidente Obama, Nancy-Ann DeParle, che è stata nel board della Cerner Corporation, un'impresa che fornisce soluzioni digitali per ottimizzare i costi della sanità, dal 2001 al marzo 2009. Benché la squadra di Obama sostenga che la informatizzazione aiuterà a ridurre i costi e gli errori, essa invece serve a controllare medici e istituzioni sanitarie che sarebbero tentate di somministrare "troppe cure". Inoltre, il registro elettronico si presta all'abuso dei dati personali del paziente.

Come descrisse nei dettagli il dott. Leo Alexander, consigliere medico ai processi di Norimberga, il processo che portò al programma di sterminio dei nazisti iniziò in "piccoli passi", grazie ad un "sottile cambiamento" nell'atteggiamento di base, a favore dell'accettazione dell'idea che "esista una vita non degna di essere vissuta". Crebbe poi fino a diventare un mostro. Lo stesso processo "utilitaristico" è ora in corso negli Stati Uniti e molti paesi europei. Ora è il momento di soffocarlo nella culla.

Proteste contro la riforma sanitaria in Europa

In Europa sono state attuate varie riforme sanitarie negli ultimi 10-15 anni - ed alcune ancor più brutali negli ultimi mesi, da quando si parla di un deficit crescente nella sanità e di buchi neri nei fondi pensione, che aumenteranno drammaticamente per via della crisi attuale. Tuttavia, tutti questi scenari allarmistici omettono deliberatamente il fatto che se venisse ribaltata la politica economica attuale, creando posti di lavoro produttivi che rimettessero al lavoro i disoccupati, i deficit potrebbero essere eliminati grazie all'aumento dei contributi sui salari.

In Francia, dopo una manifestazione di 15.000 addetti ospedalieri a Parigi il 28 aprile, migliaia di manifestanti sono scesi nuovamente in piazza il 14 maggio in varie città francesi. Il motivo della protesta è la nuova legge che tenta di imporre il ministro della Sanità Roselyne Bachelot, che porterebbe alla privatizzazione degli ospedali pubblici orientandosi ad un sistema di puro profitto. Per la prima volta medici e ricercatori e perfino direttori di reparto e cliniche sono scesi in piazza insieme ad altre categorie ospedaliere.

Il partito Solidarité et Progrès di Jacques Cheminade esige l'abrogazione di tale legge ed il ritorno alla filosofia sanitaria espressa nel preambolo della Costituzione francese del 1946 e dalla Costituzione della Quinta Repubblica di Charles de Grulle del 1958, che riaffermano i "diritti sacri ed inalienabili" di "ciascun essere umano, di qualunque razza, religione o fede".

In Gran Bretagna un nuovo partito politico, No2EU-Yes to Democracy, ha ammonito il 13 maggio che il paese "sta andando a grandi passi verso la privatizzazione a prezzi stracciati del NHS" ovvero il sistema sanitario nazionale. In effetti, il 28 aprile il Parlamento Europeo ha esteso al sistema sanitario il regolamento UE sul "mercato interno", gettando le basi per la privatizzazione del sistema sanitario inglese. Secondo No2EU questo "diktat dell'Unione Europea è la principale minaccia ai principi fondatori del NHS così come fu creato da Aneurin Bevan e il governo laburista nel 1948, secondo cui le cure vanno garantite anche se il paziente non è in grado di pagare".

Questo partito anti UE, che pianifica una manifestazione nazionale a Londra il 1 giugno, si candida alle elezioni europee del 7 giugno e si batte contro "la distruzione del Sistema Sanitario Nazionale condotta dall'UE e dai suoi sostenitori nelle banche e nella grande finanza. L'élite politica nel Regno Unito cospira per distruggere i nostri servizi pubblici e nelle prossime settimane ci mobiliteremo per fermarli", afferma in un comunicato.

In Germania gli effetti di 16 anni di "riduzione dei costi" sono stati denunciati dal sindacato degli addetti ai servizi (ver.di) in preparazione della manifestazione nazionale della Confederazione sindacale DGB che si terrà a Berlino il 16 maggio. La riforma sanitaria ha già eliminato oltre 100.000 posti di lavoro negli ospedali ed in altri organismi sanitari. Al contempo le riforme attuate in molte regioni tedesche, soprattutto negli anni Novanta, hanno trasformato un'infrastruttura sanitaria originariamente creata per fornire servizi sanitari di alta qualità a tutti i cittadini in un sistema dominato dal profitto. È stato imposto un sistema di quote ai medici curanti, che limita il numero di pazienti che possono ricevere un trattamento per ciascuna malattia particolare.

Tratto da Eir Strategic Alert, anno 18 n. 21


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8 aprile 2009

Il pericoloso spot inflazionistico del G20

Eir Strategic Alert n. 15 - 9 aprile 2009

Un finto giro di vite sui paradisi fiscali e il segreto bancario

Come concessione al Presidente francese Sarkozy ed altri leader che avevano chiesto misure per regolamentare il sistema finanziario, nel comunicato finale del G20 sono state incluse alcune proposte esaltate dai media come un giro di vite sui paradisi fiscali e perfino sugli hedge funds in grado di mettere fine alla speculazione finanziaria. Non è affatto così.

E’ stato deciso di stilare una “lista nera” di paradisi fiscali, e il comunicato parla di estendere “la regolamentazione e la supervisione a tutti gli istituti, strumenti e mercati finanziari sistemicamente importanti. Questo includerà, per la prima volta, gli hedge funds sistemicamente importanti”. Il comunicato annuncia trionfalmente: “È finita l’era del segreto bancario”.

Tuttavia questa dichiarazione viene fatta a pezzi dal giudice francese Jean de Maillard, specialista in reati finanziari, su Liberation del 3 aprile. Il giudice rileva che invece di mettere fuori legge i paradisi fiscali, o almeno annunciare l’intenzione di chiudere questo business, “il G20 si limita a parlare di sanzioni contro quelli che non sono cooperativi”. Indubbiamente, dice de Maillard, “lo stato del Delaware o la City di Londra non verranno mai considerati non cooperativi, mentre in realtà (…) la City è uno dei mercati finanziari più importanti e opachi al mondo”.

Quanto alla “lista nera” delle “entità non cooperative” stilata dall’OCSE, e adottata dal G20, essa elenca solo quattro paesi: Costa Rica, Malesia, Filippine e Uruguay. Ciascuno di questi paesi, tuttavia, è uno stato di diritto. Anche se costituiscono dei paradisi fiscali, la crisi attuale non è stata certo provocata dall’evasione fiscale. E infatti, l’OCSE è stato costretto a togliere dalla lista l’Uruguay il giorno dopo.

Il vero problema sono i centri offshore, che non sono soggetti ad alcuna legge, e dove è stata creata la bolla dei derivati che supera i 62.000 miliardi di dollari. Il paradiso legale più grande resta la City di Londra. Alcuni di questi centri, come le Isole Cayman e Vergini, Lussemburgo e Montecarlo, sono sulla lista grigia, dove troviamo anche nazioni quali il Cile, l’Austria o il Belgio. Sulla lista bianca, guarda caso, troviamo il Regno Unito (la City di Londra), Guernsey, Malta, Mauritius, Cipro, l’Irlanda e le Barbados.

Le decisioni del G20 entreranno nella storia come un atto di follia collettiva. Nell’annunciare una dose ancor più massiccia della stessa medicina che ha fatto a pezzi il sistema i leader del G20 non fanno altro che avviare un’altra fase del collasso. E’ ora di mettere fine a questa farsa, sospendere il rifinanziamento del sistema in bancarotta, ed aprire un’inchiesta sulle cause ed i responsabili come quella condotta negli anni Trenta dalla Commissione Pecora.

Il disastro del G20 ed il fallimento di Obama

Commentando il comunicato finale del G20, l’economista e leader democratico USA Lyndon LaRouche ha dichiarato il 3 aprile: “ciò che viene proposto equivale a raccomandare l’uso del cianuro per curare il mal di testa. E’ una cura permanente”.

Invece di riconoscere il fatto che il sistema finanziario è insolvente e che l’unica soluzione è una riorganizzazione fallimentare, il G20 ha annunciato l’intenzione di “intraprendere un’espansione fiscale concertata senza precedenti…. Che entro la fine dell’anno prossimo arriverà a 5.000 miliardi di dollari, per ottenere un aumento del PIL del 4% ed accelerare la transizione verso un’economia verde”.

LaRouche ha definito questa dichiarazione “confessioni di un’assemblea di folli”, paragonando la situazione attuale al fascismo negli anni Trenta “nella sua forma britannica, quella di Oswald Mosley”. Ha aggiunto che spera “che ci saranno abbastanza uomini e donne patriottici al Congresso USA per impedire l’adozione di questo accordo. Sarebbe la fine degli Stati Uniti e di molto altro ancora. Deve essere fermato, e deve essere fermato adesso”.

Il movimento di LaRouche (LPAC) sta intervenendo con forza a Washington per far sì che il Congresso respinga l’accordo e soprattutto la truffa che dà pieni poteri al Fondo Monetario. Non c’è alcun dubbio che le decisioni del G20 provocheranno un’esplosione iperinflazionistica dell’economia mondiale.

Già ora le risorse disponibili secondo il sistema attuale sono insufficienti a sostentare una popolazione di 6,5 miliardi di persone, e questo condannerà a morte molti di loro. Nella politica dei governi non è prevista alcuna misure per impedire che ciò accada.

Quanto al Presidente Obama, LaRouche ha commentato che è personalmente responsabile di aver “peggiorato sensibilmente” la situazione “con le sue azioni corrotte e stupide a Londra”. Si sta “comportando in modo assurdo. Non credo che Obama sia una vittima. Credo che sia un perpetratore a causa di un carattere tragico, del suo ego che ha prevalso e su cui hanno fatto leva tutti quelli che lo conoscono, facendo sì che non desse ascolto ai buoni consiglieri”. Il comportamento di Obama a Londra è stato un “ego-trip potenzialmente psicotico” che “mette in pericolo non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero” ha aggiunto LaRouche. Che non dia ascolto ai buoni consiglieri è dimostrato dal fatto che non ha dato retta a Paul Volcker, che suggeriva di ripristinare la Legge Glass-Steagall che vieta alle banche commerciali di trattare titoli speculativi, e ha dato ascolto invece a Larry Summers.

28 aprile 2008

Wwf, Wto, Gore: come bloccare lo sviluppo

Ribaltare la politica dei biocarburanti di Al Gore

Il 14 aprile Lyndon LaRouche ha formulato una serie di proposte politiche per affrontare la grave minaccia della fame nel mondo, dovuta all’iperinflazione dei prezzi e agli ostacoli alla produzione:

* Ogni nazione deve avere il diritto di difendersi dalla fame, contrariamente ai diktat liberisti e genocidi imposti dal FMI e dalla Banca Mondiale. Questo comprende il diritto a stabilire il controllo sulle esportazioni, accordi da stato a stato, e ogni misura di regolazione dei prezzi che risulterà necessaria per garantire il nutrimento adeguato alla popolazione.

* Deve costituirsi un’alleanza di nazioni per adottare misure volte ad aumentare la produzione alimentare e metterla a disposizione delle nazioni più direttamente colpite.

* La politica dei biocarburanti promossa dall’agente britannico Al Gore dev’essere immediatamente ribaltata. E’ una politica che sta letteralmente strappando il pane di bocca a milioni di poveri devolvendo il 12 percento del raccolto mondiale di mais, e un’alta percentuale di quello di grano, alla produzione di biocarburanti che non solo sono inerentemente anti-economici ma anche uno spreco. Una politica del genere, che è solo l’ultima espressione della filosofia liberista nata in seno alla Compagnia delle Indie orientali britannica, produce inevitabilmente stermini di massa.

LaRouche in Messico: combattere il WWF e la WTO

In un discorso a Monterrey lo scorso 18 aprile, l’economista Lyndon LaRouche ha esortato la popolazione messicana ad unirsi alla lotta internazionale contro la scarsità di cibo, che è stata creata dal sistema del liberismo britannico. Ora che la crisi è esplosa, le nazioni stanno già abbandonando l’organizzazione per il commercio mondiale (WTO), il principale veicolo responsabile di questo disastro.

LaRouche ha parlato a diverse centinaia di studenti dell’Istituto per gli Studi Tecnologici Superiori (ITESM), ospite di due associazioni studentesche. Nei due giorni precedenti, LaRouche ha partecipato a due trasmissioni radiofoniche ed ha incontrato una commissione dello stato di Sonora impegnata a promuovere grandi infrastrutture idrauliche per combattere la siccità nella regione, che potrebbe essere trasformata facilmente in un grande polmone agricolo.

Il tema dell’acqua è stato al centro dei numerosi incontri di LaRouche, anche perché è l’unica prospettiva per un rientro ordinato di migliaia di messicani espatriati in cerca di lavoro negli USA.

L’opposizione ai progetti idraulici è guidata dal WWF, che conduce una crociata per "preservare la terra", ad uso e consumo di ambienti oligarchici che se ne arrogano il possesso. Questo comporta non solo il "controllo" dello sviluppo demografico ed economico, ma politiche sostanzialmente miranti a diffondere guerre e carestie.

Cinicamente, il WWF ha lanciato un programma chiamato "adotta un vampiro", nella pagina Gift Center del suo sito. Si tratta di un pipistrello che succhia sangue alle proprie vittime, ed al tempo stesso secerne un anti-coagulante che fa scorrere meglio il sangue che esce. C’è una metafora migliore del liberismo che si avvale dell’ideologia ecologista?

La guerra del WWF contro lo sviluppo

Sul sito www.worldwildlife.org, sotto "Where We Work", c’è una cartina del mondo che riporta le 19 aree prioritarie in cui il WWF si ripromette di ridurre o di escludere in blocco l’attività umana in nome della "conservazione ambientale".

Si legge: "Questi 19 luoghi spettacolari comprendono le foreste tropicali più grandi e intatte, i sistemi più diversi di acqua dolce, le barriere coralline più variegate, i deserti biologicamente più significativi e le zone di pesca più produttive".

Non sorprenderà che queste sono le regioni in cui il movimento di LaRouche propone dei grandi progetti di sviluppo. Un esempio è il bacino dello Yangtze, su cui è sorta la diga delle Tre Gole, che impedisce alluvioni disastrose e porta l’acqua verso nord. Il WWF ammette che il sistema dello Yangtze fornisce l’acqua ad un terzo dei cinesi, ma sostiene comunque di volerlo sotto la sua "tutela".

Tra le altre zone c’è lo stretto di Bering, dove dovrebbe sorgere un tunnel di collegamento intercontinentale. Nel golfo del Messico ci si ripromette di limitare la pesca, in una zona da cui proviene il 60% del pescato messicano. Inoltre si prevede di bloccare il Piano idraulico del Nordovest in Messico, che porta la sigla PLHINO,

che consentirebbe il raddoppio della produzione cerealicola del paese.

Ma il grosso delle "riserve" il WWF se le vuole costruire in Africa: il bacino centrale del Congo, il deserto della Namibia, e la costa orientale con tutto il Madagascar.

In Asia il WWF ha messo gli occhi sul Fiume Amur, sul quale si ripromette di non far costruire nemmeno una diga lungo i 4300 chilometri del suo percorso. Lo stop alle dighe e al trasporto fluviale vale inoltre per tutto il Mekong che dal Tibet arriva fino al Laos, Myanmar, Tailandia, Cambogia e Vietnam.

Abolire la WTO per sfamare il mondo

Tredici anni fa, nel 1995, 10 anni di discussioni sulle riforme dell’agricoltura in chiave liberista, condotte sotto l’egida dei GATT, sfociarono nella creazione della World Trade Organization (WTO). La politica seguita, com’era prevedibile, ha condotto all’attuale gravissima crisi alimentare. La WTO dev’essere abolita. E stata fin dall’inizio un meccanismo perverso, ma i governi mondiali sono stati minacciati, ricattati e corrotti perché l’approvassero, sotto la sapiente regia di ambienti impegnati a sovvertire le nazioni e ad a fomentare la riduzione demografica.

La regola di fondo della WTO è semplice: con il pretesto di favorire "il libero commercio e l’accesso ai mercati mondiali", alle nazioni è proibito mantenere proprie riserve alimentari, garantirsi l’autosufficienza alimentare, garantire l’esistenza alle attività agricole proprie e applicare dazi alle importazioni. La cosa è poi decisamente degenerata nella follia dei biocarburanti inscenata da Al Gore insieme alla campagna per "salvare il pianeta". Il relatore speciale dell’ONU Jean Ziegler ha perfettamente ragione quando afferma che usare il cibo come carburante è un crimine contro l’umanità.

Per comprendere meglio i crimini della WTO basta rifarsi alle epoche e ai luoghi in cui la produzione agro-industriale è stata dirigisticamente promossa: dalle misure contro la depressione negli Stati Uniti degli anni Trenta, alla ripresa agricola europea del dopoguerra, al programma per l’autosufficienza alimentare dell’India, varato non appena il paese ottenne l’indipendenza dall’Impero Britannico.

Nei decenni successivi però si cominciò a perdere il passo riducendo i livelli di prodotti alimentari disponibili. Dall’inizio degli anni Settanta si sono affermati i cartelli dell’oligarchia anglo-olandese che hanno sempre più egemonizzato il settore alimentare. Si susseguirono campagne, e furono create apposite organizzazioni, per imporre l’idea secondo cui la fame nel mondo è qualcosa di inevitabile, proprio in barba ai concreti successi ottenuti nei periodi precedenti. Regioni agricole molto produttive furono ridotte all’abbandono nelle Americhe, in Europa e Australia.

Oggi un settimo della popolazione mondiale non ha il cibo sufficiente per sopravvivere. Da 20 anni la produzione di grani di vari tipi (riso, grano, mais, ecc.) continua a ridursi senza essere compensata da altri alimenti base. In 12 degli ultimi venti anni la produzione è stata inferiore al consumo complessivo. Le riserve continuano a ridursi paurosamente e quest’anno dovrebbero toccare il minimo degli ultimi 25 anni.

Personalità internazionali, tra cui esponenti della FAO e dell’ONU, si rendono conto che l’incapacità di risolvere l’attuale crisi mondiale è un crimine contro l’umanità. Non riescono però ad affrontare il problema dell’influsso che l’apparato liberista britannico esercita a livello sistemico (il tema è approfondito in un servizio della rivista Executive Intelligence Review del 25 aprile, pubblicato in anteprima qui http://www.larouchepac.com/news/2008/04/12/british-genocidal-food-policy.html).

L’EIR propone un "Maglev lombardo" per Milano Expo

Il 18 aprile Andrew Spannaus dell’EIR è stato invitato a presentare un’analisi delle prospettive politiche ed economiche degli Stati Uniti nel prossimo periodo all’assemblea annuale del Consorzio Brescia Export. Il Consorzio, di cui è presidente il Dott. Sandro Bonomi, raggruppa piccole e media imprese di vari settori, dalla meccanica e la mettalurgia al settore alimentare. Spannaus aveva già parlato allo stesso Consorzio nell’aprile 2000, quando la bolla della cosiddetta New Economy aveva raggiunto il suo picco. In quell’occasione il rappresentante dell’EIR aveva avvertito che la bolla sarebbe scoppiata, e che serviva la Nuova Bretton Woods proposta da Lyndon LaRouche. Questa volta, Spannaus ha salutato la fine della bolla successiva, quella dei mutui subprime, spiegando che siamo alla fine del processo che ha generato queste bolle, e urge più che mai prendere misure rooseveltiane per salvare l’economia. Questo è il vero punto centrale della campagna elettorale americana, dove le beghe sulle gaffe verbali e altri aspetti secondari vengono alimentate dai mass media per offuscare la discussione più importante: come una prossima amministrazione democratica dovrà intervenire per porre fine alla politica di globalizzazione finanziaria degli ultimi decenni, e instaurare un nuovo processo di cooperazione tra le principali potenziali mondiali.

Concludendo il suo intervento, Spannaus ha proposto un nuovo grande progetto che potrebbe iniziare una rivoluzione infrastrutturale in Lombardia, per poi essere estesa al resto d’Italia: la costruzione di una linea veloce utilizzando il treno a levitazione magnetica (Maglev) che collegherebbe l’aeroporto di Malpensa con Milano, Bergamo e Brescia. L’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano rappresenta l’occasione perfetta per coalizzarsi intorno ad un progetto che potrebbe marcare un cambiamento dell’attuale trend che vede scomparire l’industria a favore dei servizi e delle attività commerciali. Milano, piuttosto che accelerare la sua trasformazione verso la meta della città ‘post-industriale’ con i progetti edilizi a favore della moda e del design, potrebbe diventare la punta dell’alta tecnologia in Europa, un continente in cui nessuno ha avuto il coraggio di costruire una tecnologia che i cinesi utilizzano già a Shangai. Il tratto Malpensa-Bergamo-Brescia potrebbe essere la testa di ponte di una linea Maglev che, in un futuro prossimo, potrebbe estendersi a Torino e Venezia e lungo tutto il corridoio 5 Lisbona-Kiev.

L’agenda del nuovo governo italiano

La maggioranza uscita dalle urne ha un’occasione unica per mettere in moto delle riforme, ma non quelle invocate dal Financial Times e dalle sue grancasse italiane, bensì quelle conformi alla ricetta "larouchiana": credito pubblico per infrastrutture, congelamento dei mutui, innalzamento di una "muraglia" tra le banche e gli

hedge funds, protezione dell’industria e iniziativa internazionale per una Nuova Bretton Woods. Questa ricetta corrisponde grosso modo alle intenzioni espresse da Giulio Tremonti nella campagna elettorale, anche se sulla "muraglia" il ministro dell’Economia in pectore non si è ancora espresso. I primi cento giorni, come si sa, sono cruciali per lo stato di grazia tra il governo e l’elettorato. Nel passato, tutti i governi, indistintamente, hanno sprecato questa opportunità dedicandosi generalmente a propiziare i "poteri forti", stringendo compromessi che inevitabilmente ne castravano la potenzialità di agire per il bene comune. Stavolta, si può contare sul vasto sostegno riscosso da Tremonti per le sue idee anti-mercatiste nella campagna elettorale, per rompere con la tradizione. Roosevelt varò i principali decreti del New Deal durante i primi cento giorni, e capovolse la situazione economica. O il governo italiano farà lo stesso, o sarà l’Italia a capovolgersi.

L’esordio post-elettorale di Tremonti a Parigi, ad un convegno dell’Aspen Institute Italia intitolato "Europa, USA, disordine globale e nuova Bretton Woods", è promettente ma non sufficiente. Tremonti ha stracciato il piano del Global Financial Stability Forum, definendolo "un’aspirina per un malato grave", e ha chiesto di stabilire se i salvataggi delle banche e gli interventi delle banche centrali che acquistano la "monnezza" dando in cambio buoni del tesoro siano "aiuti di stato". Tremonti ha rilanciato la sua idea di "eurobonds" per finanziare le grandi infrastrutture. Un’idea interessante, che si basa sul principio del credito pubblico hamiltoniano, ma che non funzionerà perché un governo europeo e un bilancio europeo non esistono. Se però Tremonti sta costruendo delle sponde per rilanciare la nuova Bretton Woods, allora l’iniziativa può avere una sua utilità.

Resistenza africana contro la ricolonizzazione britannica

In Africa si sta formando una resistenza contro la manovra britannica per ricolonizzare il continente, in particolare prendendo di mira i presidenti del Sud Africa Thabo Mbeki e dello Zimbabwe Robert Mugabe. Per gli inglesi sopraffare lo Zimbabwe rappresenta una prova di forza: tutte le nazioni africane dovrebbero a quel punto capire che è inutile resistere alla richieste di deregolamentare le proprie economie. Se ci provano finiranno sotto lo schiacciasassi degli attacchi politici a cui vedono ora sottoposti Mugabe e Mbeki.

I 14 paesi della Comunità di sviluppo sudafricana (SADC), nonostante le pressioni politiche ed economiche a cui li ha sottoposti il premier britannico Gordon Brown, si sono rifiutati di esprimere una denuncia contro lo Zimbabwe e il presidente Mbeki, che la SADC ha designato come mediatore tra il governo dello Zimbabwe e l’opposizione.

Il 16 aprile a New York Mbeki ha snobbato il primo ministro britannico cancellando un incontro in programma proprio prima del vertice del Consiglio di Sicurezza dell’ONU presieduto dallo stesso Mbeki. Al vertice, Mbeki ha rincarato la dose, cancellando la questione dello Zimbabwe dall’ordine del giorno, costringendo di conseguenza Brown ad un intervento estemporaneo per esprimere il livore britannico contro Mugabe, accusato di aver "rubato" le elezioni.

In questo stesso incontro il presidente della Tanzania Jakaya Kikwete, presidente di turno dell’Unione Africana, ha respinto le esplicite pressioni di Brown che aveva appena incontrato privatamente, elogiando gli sforzi della Comunità di sviluppo sudafricana "per garantire il rispetto della volontà del popolo dello Zimbabwe", come ha riferito la Reuters il 16 aprile. A seguito di queste due batoste Brown ha deciso di cancellare la sua conferenza stampa.

Il 18 aprile 15 mila persone hanno celebrato l’indipendenza ad Harare ed il presidente Mugabe ha preso di petto la questione britannica dichiarando: "Oggi sentiamo dire dagli inglesi che qui non c’è democrazia ... Siamo noi, e non gli inglesi, ad aver fondato la democrazia sulla base del principio una persona, un voto ... Attenzione. Occorre vigilare di fronte alle subdole macchinazioni dell’Inghilterra e dei suoi alleati. Ieri comandavano con la forza bruta. Oggi hanno perfezionato le tattiche diventando più sottili, usano il denaro per comprare letteralmente la gente da mettere contro il proprio governo. Qui ci stanno comprando come se fossimo vitelli ... Lo Zimbabwe fu in passato usurpato dagli imperialisti che lo assalirono come rapinatori, ma noi ce lo siamo ripreso e siamo fieri di essere Zimbabwesi e non Rhodesiani, Africani non Britannici. Siamo stati imprigionati e siamo morti per il paese durante la guerra di liberazione ... Non dobbiamo abbandonare i nostri figli abbassando la guardia contro l’imperialismo, l’imperialismo britannico, che sta tramando furtivamente nella nostra società, cercando di dividerci".

Alla storia della politica britannica per un cambio di regime ha fatto riferimento l’ambasciatore dello Zimbabwe negli USA Machivenyika Mapuranga, che il 12 aprile ha partecipato ad una puntata della trasmissione radiofonica LaRouche Show. Egli ha spiegato come Tony Blair, non appena arrivato al potere nel 1997, sospese i finanziamenti alla riforma agraria che era parte dell’accordo di Lancaster House del dicembre 1979 che sancì l’indipendenza del paese dopo 14 anni di lotta per la liberazione. Al governo non restò che provvedere ad una propria politica di riforma agraria. Blair allora parlò apertamente di "cambio di regime", come politica britannica e, attraverso la Westminster Foundation, provvide al finanziamento ed al controllo dell’opposizione, il Movimento per il Cambiamento Democratico. Un’ampia intervista al dott. Mapuranga è pubblicata dalla rivista EIR.

La HBPA di LaRouche

La proposta di una legge speciale per difendere sia i mutuatari che le banche insieme vittime della crisi immobiliare USA, la HBPA, ha racconto il sostegno di altre due amministrazioni municipali: East St. Louis, nell’Illinois, e Birmingham nell’Alabama. A metà aprile salgono così a 85 le amministrazioni comunali che hanno approvato la proposta.

East St. Louis è un distretto di St. Louis duramente colpito dalla povertà, tanto che la sua popolazione è oggi ridotta a 31.500 abitanti dagli 80 mila degli anni Cinquanta.

Birmingham, con 242 mila residenti, è la principale città dell’Alabama. Una famiglia ogni 38 sta perdendo la casa. In passato Birmingham contava 40 mila addetti nell’industria dell’acciaio, ma oggi sono stati licenziati quasi tutti. La contea della città è stata inoltre colpita da una speculazione sui derivati della banca JP Morgan che

ha finito per addossare un fardello di diversi miliardi di dollari di debito sulla schiena delle amministrazioni locali, che ora rischiano il fallimento.

Un articolo dello Scotsman su Hillary

Il 13 aprile, in vista delle decisive primarie democratiche in Pennsylvania del 22 aprile, il Sunday Scotsman ha pubblicato un articolo di Chris Steven in cui si descrive una presunta congiura dei big del partito democratico per eliminare Hillary Clinton dalla corsa alla Casa Bianca.

Lyndon LaRouche ha chiesto immediatamente agli interessati di ammettere o di negare le proprie responsabilità.

Lo Scotsman riferisce che "l’ex presidente Jimmy Carter e Al Gore hanno già avuto incontri ad alto livello per decidere di farle capire di farsi di da parte per il bene dei democratici", e che essi prenderanno iniziative "in sequenza oppure insieme" a sostegno della candidatura di Obama. Inoltre, l’articolo fa capire che "negli alti ranghi dei democratici" si sta considerando una visita di Carter e Gore alla Clinton, sotto "il coordinamento del Congresso", dove la speaker Nancy Pelosi e il capogruppo al Senato Harry Reid hanno fatto appello ai superdelegati di "tenere un congresso informale all’inizio di giugno per nominare un vincitore".

In una prima risposta ad alcune domande che l’organismo politico di LaRouche LPAC ha rivolto all’ex vice presidente Al Gore, la portavoce di questi, Kalee Kreider, ha scritto che è "semplicemente tutto falso". In una e-mail successiva, la Kreider ha aggiunto che Al Gore ha chiesto al quotidiano scozzese di ritrattare l’articolo ed inoltre ha risposto a tutte e sette le domande del LPAC, riferendo che Al Gore e Jimmy Carter non avrebbero discusso una richiesta di farsi da parte alla Clinton. Sul suo sito lo Scotsman riporta: "Il contenuto di questo articolo è contestato dall’ex vicepresidente Al Gore".

Il portavoce di Carter non ha commentato e quello di Harry Reid ha semplicemente detto che il giornalista non sa di che cosa parla, ma poi ha aggiunto: "La proposta del sen. Reid ai superdelegati di prendere una decisione prima possibile dopo il 1 giugno è ufficiale". Nessun commento anche dagli uffici della Pelosi e di Obama.

Un altro cortocircuito per Obama

Il 13 aprile il testimone Stuart Levine ha dichiarato che Obama e sua moglie effettivamente parteciparono, il 3 aprile 2004, al party che l’immobiliarista poi incriminato Rezko aveva offerto a casa sua in onore del miliardario inglese-iracheno Nadhmi Auchi. Obama però ha sempre detto di non ricordare di un incontro diretto con questo losco personaggio, che secondo documenti del Pentagono si sarebbe macchiato di corruzione nei contratti in Iraq successivi all’invasione, ed al quale è stato negato il permesso di entrare negli USA.

Lo scorso gennaio è stato reso noto che il "businessman" che aveva prestato 3,5 milioni di dollari a Rezko era proprio Auchi e di conseguenza Rezko è dovuto tornare dietro le sbarre. Auchi aveva dato un altro credito di 3,5 milioni a Rezko solo tre settimane prima che Obama e signora acquistassero a prezzi stracciati una villa, proprio nello stesso momento in cui la moglie di Rezko acquistava anche lei un terreno adiacente alla loro villa, una parte del quale lei rivendette successivamente al senatore. Ci si chiede di conseguenza se i soldi di Auchi servirono per gli acquisti immobiliari, dato che i Rezko sostengono che a quell’epoca non disponevano di capitali.

Inoltre, la festa in onore di Auchi si tenne in una residenza distante, per cui Obama non può dire di esserci capitato per motivi di "buon vicinato". A proposito dei vuoti di memoria di Obama, il Chicago Sun Times riferiva il 15 aprile che molti giornalisti cominciano ad avere dubbi sulla sua attendibilità "Che cos’è, un problema di Pinocchio? ... o ha una memoria difettosa?".

Da Londra il Sunday Times del 13 aprile tornava sui collegamenti di Obama con Bill Ayers, terrorista dei Weatherman: "Collegamento terroristico espone Obama al tiro". Il Times cita Ayers, che non si pente delle bombe dei Weatherman negli anni Sessanta e Settanta, ma anzi sostiene: "non facemmo abbastanza".

Il controllo del gruppo londinese WPP sulla convention democratica USA

Questa newsletter ha già riferito come le elezioni USA siano orchestrate dal monopolio dell’informazione britannico WPP Group. Adesso il presidente del Partito Democratico Howard Dean ha anche deciso di affidare al WPP Group il sito web del partito democratico durante la Convention che si terrà a Denver per decidere il candidato presidenziale del partito. In questa operazione il WPP opera attraverso la sussidiaria Dewey Square Group, presieduta e fondata da Michael Whouley, lobbista di interessi speculativi privati per i quali ha promosso i trattati liberisti NAFTA e GATT. Nel 2006 il suo gruppo è stato rilevato dal WPP, e da allora Whouley è uno dei principali promotori dei dogmi liberisti di Londra nel Partito Democratico USA.

Inoltre Mark Penn, licenziato il 7 aprile dal vertice dell’organizzazione elettorale della Clinton, è dirigente di Burson-Marsteller, sussidiaria del WPP Group. Attualmente è impegnato in una campagna dietro le quinte a favore della manovra di Microsoft per acquisire Google. Tra i clienti di Penn/Burson spiccano l’impresa di mercenari Blackwater e Countrywide, la finanziaria dei mutui che con le sue condizioni esose ha provocato gran parte dell’ondata di fallimenti privati. La WPP sta consolidando un monopolio sull’informazione in ambedue gli schieramenti elettorali contrapposti.

Anno 17, N. 17 – 24 aprile 2008 EIR Strategic Alert. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale.

6 febbraio 2008

La manovra per portare Bloomberg al potere e per affossare la Clinton, passando per i finanziamenti sporchi di Obama

4 febbraio 2008 – A prescindere dai risultati elettorali delle primarie del 5 febbraio, il “super-Tuesday”, gli interessi filobritannici che fanno capo a Felix Rohatyn e a George Shultz si ripromettono di portare alla Casa Bianca, nel gennaio 2009, un uomo capace di imporre un regime di austerità come quello che l'economista-banchiere di Hitler, Hjalmar Schacht, impose in Germania. Il loro candidato “in pectore” per la presidenza è il miliardario sindaco di New York Michael Bloomberg, considerato “al di sopra delle parti”, laddove per parti si intende partiti. Si è già costituita una strana coalizione di forze impegnate a cucire addosso a Bloomberg il vestito del “candidato indipendente”, a cui aderiscono il sen. Edward Kennedy, il gov. Schwarzenegger (coniugato con una nipote di Kennedy), il sen. Joe Lieberman e Leonora Fulani, “gruppettara” di New York.
A spingere i poteri finanziari in quest'avventura disperata è l'inarrestabile crollo del sistema finanziario. Essi sanno che LaRouche ha ragione quando afferma che si tratta di una crisi tanto grave come il crollo dei banchieri lombardi nel XIV secolo, a cui fece seguito la Grande Peste. Date tali circostanze, questi poteri forti cercano disperatamente di impedire il formarsi di una “coalizione rooseveltiana” capace di insediarsi alla Casa Bianca a gennaio, perché così tramonterebbero i sogni di erigere un impero mondiale sulle ceneri degli stati nazionali, soprattutto quelle degli USA.
A prima vista, sembra che Bloomberg non abbia molte prospettive di diventare presidente, se i candidati attuali restano in lizza. Per questo c'è da attendersi tutta una serie di sporchi trucchi per eliminare i “candidati tradizionali”, a cominciare dalla senatrice Hillary Clinton, che ha fatto espressamente appello all'eredità di Franklin D. Roosevelt riecheggiandone la campagna a favore del “forgotten man”. Travolti i candidati maggiori dei due schieramenti, il copione prevede che Bloomberg emerga come “il cavaliere bianco” che salva la situazione.
Secondo LaRouche occorre tener presente tre fattori a questo riguardo. Primo, dato il disastro provocato da Bush e Cheney, è impossibile che un candidato repubblicano, compreso l'attempato e poco pimpante John McCain, riesca a dominare le elezioni del 2008. Secondo, per il sen. Barack Obama ci sono poche possibilità, soprattutto alla luce dello scandalo che lo lambisce (vedi oltre). Farà sicuramente specie che la sua candidatura è in parte sostenuta da alcuni di quegli stessi elementi che stanno puntando sull'opzione Bloomberg, come il sen. Ted Kennedy. Che Obama se ne renda conto o meno, costoro contano di usarlo per silurare la Clinton, e poi di sbarazzarsi di lui, come hanno già fatto con l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, seppellendolo sotto una montagna di scandali.
Per questo LaRouche è convinto che i poteri forti “anglo-olandesi” ricorreranno ad ogni mezzo per distruggere la candidatura di Hillary Clinton.

Le credenziali britanniche di Bloomberg

Invitato a parlare al partito conservatore britannico a Blackpool il 30 settembre 2007, Michael Bloomberg ad un certo punto ha introdotto il governatore della California Arnold Schwarzenegger, collegatosi via satellite. Rivolgendosi al pubblico inglese, il sindaco di New York ha detto: “Abbiamo in comune una lingua. Scusateci se la storpiamo. Abbiamo in comune una storia. Perdonateci il 1776 e noi vi perdoneremo il 1812”, ovvero la Rivoluzione Americana e il tentativo degli inglesi di riprendersi le colonie manu-militari con la guerra del 1812-1815. Bloomberg ha aggiunto di aver casa ed uffici in Inghilterra e che le sue due figlie hanno passaporto britannico.
Il 25 gennaio LaRouche ha sentenziato: “Bloomberg è affiliato ad una potenza straniera che da tempo è nostro avversario e si è dichiarato un fedele sostenitore di quell'avversario. I suoi soldi - 11 miliardi - non sono onesti guadagni, ma ce li ha rubati. Ha rovinato l'istruzione a New York, dove i nostri insegnanti protestano contro la privatizzazione delle scuole, scuole che egli ha esentato dal dovere di rendiconto e di revisione. E' una tendenza fascista che va estirpata”. La riforma scolastica di New York, per cui i poteri decisionali sui programmi e sui fondi sono stati concentrati nel Department of Education, e la crescente privatizzazione della scuola rappresentano una politica ripresa pari pari dalla fallimentare riforma scolastica di Blair in Inghilterra, al punto che per effettuarla Bloomberg si è avvalso del consiglio di sir Michael Barber, l'autore della “riforma” inglese.
Battono l'Union Jack anche i grandi sostenitori di Bloomberg: in prima fila il magnate britannico dei media sir Rupert Murdoch, padrone del Times di Londra e del New York Post, insieme a Lally Weymouth, erede dell'impero del Washington Post, che comprende la rivista Newsweek. Un altro grande elettore è il banchiere Felix Rohatyn, famoso per aver impiantato il regime di Augusto Pinochet in Cile.

Le bugie di Obama “spianano la strada a Bloomberg”

La bugia che Obama ha detto nel dibattito elettorale nella Carolina del Sud si ripercuoterà contro di lui, e probabilmente sarà usata per stroncare la sua candidatura, sostiene LaRouche. In quel dibattito Obama ha preteso di minimizzare i suoi rapporti con Antoin 'Tony' Rezko, imprenditore immobiliare recentemente incriminato, tanto da arrivare a dire: “lavorai appena cinque ore” con Rezko. Anche i grandi mezzi d'informazione hanno notato che si trattava di una solenne menzogna, considerati i copiosi sostegni finanziari che Obama ha ricevuto da Rezko.
Secondo la CNN, Rezko subirà due processi per estorsione, riciclaggio e truffa. Il “primo contributo elettorale significativo” di Obama proveniva proprio da Rezko, il quale in seguito donò “denaro di dubbia provenienza, in parte illecito, in parte discutibile”.
Nel 1993 Obama fu assunto da Allison S. Davis nello studio legale che per anni ha rappresentato Rezko, mentre questi raccoglieva i fondi elettorali per diverse campagna di Obama. Davis poi diventò socio negli affari immobiliari di Rezko, e specialmente nei progetti di ristrutturazione dei bassifondi urbani, che allora godevano del sostegno politico del sen. Obama. In uno di questi affari, dopo aver lasciato lo studio legale, il senatore Obama ha sottoscritto lettere alle autorità competenti in materia di edilizia per sostenere un grande progetto di Tony Rezko e Allison S. Davis, che è costato ai contribuenti al fisco 14 milioni di dollari, di cui 855 mila sono finiti nelle tasche dei soci come parcelle.
Antoin Rezko è stato nuovamente arrestato nella sua abitazione di Chicago, perché avrebbe infranto le regole dopo il precedente rilascio su cauzione, avvenuto nel 2006. Il processo è previsto per la fine di febbraio.
LaRouche ha scritto: “Obama ha detto una menzogna che potrebbe risultargli fatale. Ha dichiarato che i suoi rapporti con Rezko erano quasi nulli, mentre invece Rezko è un personaggio fondamentale, e adesso finisce in galera”. “Obama viene scaricato”, ha continuato LaRouche “dagli stessi che lo hanno pompato. Per questo il caso di Rezko viene alla ribalta proprio adesso. Ciò significa che Obama rischia di essere additato come il bugiardo dell'anno ... ed è così che si sbarazzano di lui, come hanno fatto con Giuliani. E' tutto in funzione di 'spianare la strada a Bloomberg', e questo dovrebbe essere il titolo del copione”.

Tratto da http://www.movisol.org/08news031.htm

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