.
Annunci online

 
claudiogiudici 
"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Movimento Internazionale per i diritti civili - Solidarietà
No Big Banks
Executive Intelligence Review
Lyndon LaRouche - Political Action Committee
21st century science and technology
Schiller Institute
  cerca

A Servizio Pubblico da Santoro...

A Uno Mattina...

Al Circo Massimo...

Alla americana Lpac Tv...

A Toscana Tv...

Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

 Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio Giudici Claudio
Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche Lyndon LaRouche
Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson Amelia Boynton Robinson
Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller Schiller
Franklin Roosevelt  Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt Franklin Roosevelt
new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal new deal 
economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare economia fisica economia finanziaria economia reale produzione hedge fund nucleare
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
bolla immobiliare bolla speculativa list carey hamilton la pira de gasperi mattei liberalizzazioni taxi tfr sistema americano di economia politica debito hamiltoniano banca nazionale infrastrutture credito allo sviluppo cassa per il mezzogiorno global warming frode truffa trattato di Westfalia Concilio di Firenze Cusano Platone Socrate Vangeli Bertrand Russell Genesi malthusianesimo dirigismo keynesismo oligarchia finanziaria Prometeo Eschilo lym movimento solidarietà movimento internazionale per i diritti civili solidarietà ponte di sviluppo eurasiatico keplero machiavelli programma politico franklin delano roosevelt Al Gore maglev piano oasi nuova bretton woods
Beppe Grillo  Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo Beppe Grillo

 

 


Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


Progetto ferroviario nei Balcani


Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

Diario | Economia | Politica | Filosofia | Documenti | Poesia | Scienza | Liberalizzazioni-privatizzazioni | Chi sono |
 
Diario
1visite.

12 ottobre 2007

Primarie pericolose ...

 

Buongiorno a tutti.
Questa domenica si celebrerà l'ennesima ratifica popolare di una decisione già presa dai centri finanziari, in particolare da Carlo De Benedetti, ossia la nomina, più che l'elezione, di Veltroni a segretario del Pd (per i malpensanti "Pd" sta per "Partito democratico" e non per un richiamo alla "Pi Due"!). De Benedetti - molti di voi lo sanno - è l'italiano che più ha saputo distruggere l'industria nazionale e dunque posti di lavoro e capacità produttiva, con tutto ciò che ne consegue in termini di distruzione del tenore di vita reale delle persone. Non dimentichiamoci che l'autodichiaratosi tessera n. 1 del Partito democratico - De Benedetti cioè -, in una famosa intervista rilasciata al Corriere della Sera disse che il futuro del centro-sinistra italiano erano Veltroni e Rutelli. Veltroni ha saputo dimostrare con Roma di perseguire gli interessi dei propri finanziatori, rifacendosi ad un decisionismo per taluni impensabile; Rutelli invece ha fallito nel processo di liberalizzazioni che dovevano partire colpendo il settore dei taxi - settore pubblico o para-pubblico, attenzione! -, e che doveva funzionare da detonatore di un processo il cui obiettivo era ed è privatizzare tutto il comparto pubblico e para-statale (le c.d. utilities, acqua, energia, gas ma anche trasporti e pubblica amministrazione in generale). Lo scontro al vertice è stato dunque vinto dal primo, dimostratosi performante al perseguimento degli obiettivi oligarchici affidatigli.
Se si guarda a Veltroni - visto il bombardamento mediatico fattone - come si guarda una velina, si rischia di innamorarsene. Ma come con le veline se si scava a fondo si trova il vuoto e ci si meraviglia dell'ingenuità emotiva a cui ci si era per un attimo affidati, altrettanto per Veltroni se si comprende nel fondo delle implicazioni ciò che dice, scopriamo qualcosa di molto pericoloso.
L'11 settembre - data forse non casuale - il Movimento Solidarietà pubblicò ( http://movisol.org/07news146.htm )questa mia riflessione che sotto vi riporto con l'invito di farla girare. In quello scritto pavento il rischio della deriva fascista. In quel momento pochi parlavano di fascismo, ma ora pare essere diventata una moda. In ogni caso non rifacciamoci ad approcci da "dolce incanto" per cui "no quelli erano tempi diversi, il fascismo oggi non può tornare". I movimenti dispotici, siano essi la dittatura di un impero romano, la dittatura napoleonica, i totalitarismi europei dei primi del '900, si presenta con nomi diversi ma con una stessa sostanza: trasformare le persone in bestie che devono ubbidire agli ordini di oligarchie più o meno visibili.
Da quell'11 settembre è sceso in piazza Grillo, e Bossi e Veltroni hanno esasperato, in direzioni diverse, i propri deliri.
Tutto ciò conferma ancor più che si sta preparando un movimento anti-costituzionale e dunque anti-democratico dove un po' tutti i fattori in campo giocano un ruolo più o meno consapevole.
L'attuale processo non può essere compreso se non si correla alla crisi finanziaria in corso, che le operazioni sporche delle banche centrali stanno ritardando negli effetti, sobbarcandone in primis le fasce più povere della popolazione mondiale. Questo è il motivo per cui i centri finanziari stanno orchestrando la confusione all'interno degli stati. Il pericolo che pavento non è valido solo per l'Italia. Lo scoramento attorno alla classe politica che qui tocchiamo con mano, lo si sta avendo un po' ovunque in Europa e negli Stati Uniti pure, da quello che mi dicono gli amici di quei luoghi.
Il mio invito per queste ridicole primarie - ricordo che il giocatore di tennis sta cambiando racchetta, sta acquistando la più bella sul mercato, ma il suo modo di giocare resta quello solito, ridicolo - è o di disertarle facendo venir meno ogni legittimazione popolare a Veltroni, o di votare i candidati secondari e terziari.
Il futuro non è scritto, ma può essere cambiato da quella dote umana che si chiama "atto di volontà" e la cui metafora più efficace è l'"Alzati e cammina!".
Se ritenete utile ad un futuro migliore queste mie considerazioni, vi invito a farle girare.

L’attuale programma del Partito democratico lascerà la porta aperta al fascismo

Il nascente Partito democratico rappresenterà per la storia politica italiana del dopoguerra, l’ultimo tentativo nominalmente democratico che resta all’oligarchia finanziaria, prima di riconsegnare il Paese a forze di governo fasciste che già da tempo oramai scaldano i motori incitando all’uso della violenza (calci nel sedere agli islamici, uso dei fucili), fomentando l’odio per l’altro (individuare nell’extracomunitario un problema sociale senza andare alla radice del problema di una politica economico-finanziaria globale centrata sulla speculazione, è parificabile all’idea nazista di identificare nell’ebreo la radice di tutti i problemi) e rifacendosi ad istanze populiste (secessione, sciopero fiscale, ecc.).

Quando parlo di forze di governo fasciste non mi riferisco all’altrettanto evanescente centro-destra[1] – altrettanto quanto il centro-sinistra – quanto a quei partiti che con elevata probabilità la prossima legislatura amplieranno in modo ancor più forte il proprio consenso grazie a proclami populisti che così bene attaccano nella gente quando si sente senza un’autentica via d’uscita. Questi partiti si troveranno la strada spianata dalle attuali politiche del centro-sinistra ed in particolare da quelle che oramai possiamo inquadrare come espressione del programma del Partito democratico italiano.

Le lettera pubblicata da Repubblica da quello che sarà lo scontato leader del Pd, il sindaco di Roma Walter Veltroni, referenzia chiaramente come con esso non cambierà assolutamente nulla nella politica italiana, ma anzi verrà ancor più esasperata la concezione oligarchica ed antirepubblicana di gestione dello Stato.

Riflettiamo sulle due seguenti affermazioni di Veltroni: 1 - “ogni euro di nuova spesa corrente dovrà essere ricavato da un risparmio”; 2 - “le risorse per la spesa in conto capitale? Anche qui non potremo contare su aumenti tributari. Occorre sempre più ricorrere a schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi e, per la parte pubblica, a nuove politiche del patrimonio. O si gestisce questo patrimonio in modo da ricavarne le risorse necessarie per pagare una quota significativa degli interessi sul debito. O si adottano soluzioni per un'alienazione parziale e selettiva di questo patrimonio, garantendo la piena tutela dei beni culturali e ambientali.

Siamo di fronte al solito approccio contabilista e riduzionista dimentico della funzione sovrana che solo ad uno Stato può spettare, dell’emissione di linee di credito pubblico ex nihilo[2] strategicamente dirette.

Le esperienze storico-politiche che hanno saputo incidere in modo determinante e duraturo, gli Stati Uniti su tutti, si sono rifatte ad un modello costituzionale centrato sul credito pubblico e non sul denaro di pochi potenti privati arbitri, con le loro voglie, del gioco della vita di interi popoli. Nel primo caso siamo di fronte ad una Repubblica, nel secondo caso ad un’oligarchia. Veltroni pare conoscere soltanto questa seconda esperienza, e ad essa obbedire: “schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi”, e per la parte pubblica tagliare da una parte e destinare ad un’altra: “nuove politiche del patrimonio”.

Siamo dunque di fronte alla solita solfa che da oltre trent’anni ci viene propinata, espressione della più bassa forma di arte dello Stato. Le idee sono sempre quelle e gli uomini sono sempre quelli.

L’odore di speculatori come George Soros e Felix Rohatyn, e dei loro schemi corporativi nel Partito Democratico USA, lo si sente forte.

Gli stessi leaders del Pd cominciano ad avvertire la puzza di fascismo dietro l’angolo – si vedano le dichiarazioni del ministro Amato e dello stesso Veltroni, della settimana scorsa – , ma non ne colgono in pieno i crismi o meglio li colgono solo laddove ciò non voglia dire scontrarsi con l’oligarchia finanziaria. Non si arriva al fascismo perché dei lavavetri innervosiscono ab origine gli spensierati cittadini ed a ciò non si dà risposta. Vi si arriva perché il cittadino ridotto allo stremo delle forze da immorali politiche economiche e sociali dei governi (distruzione dei posti di lavoro in seguito a delocalizzazione produttiva, distruzione reale della piccola impresa come prodottasi in seguito al primo decreto Bersani sulle liberalizzazioni d. lgs. 114/98, distruzione del tenore di vita reale conseguente all’inondamento arbitrario di liquidità ed alla riduzione delle produzioni, aumento della imposizione fiscale diretta e venir meno della progressività; trasformazione dei mezzi di formazione culturale latu sensu intesi in mezzi d’intrattenimento sensuale) non ha più niente da perdere.

Il (nuovo) nome della pace è sviluppo! e la continua distruzione dell’economia reale (contesto infrastrutturale, welfare, potere di acquisto reale) prodotta dalle politiche liberiste e finanziariste è un’offesa all’appello che fu di Paolo VI.

In generale tutti i leaders del Pd, continuano a parlare di “riforme” tutte centrate sulla deregulation e dunque sull’arretramento del ruolo dello Stato nell’economia, continuando dunque sulla infame strada dello stravolgimento del dettato costituzionale. Con queste riforme essi garantiscono soltanto un’ulteriore accelerazione della svolta reazionaria (consegna delle attività produttive sotto controllo pubblico alle oligarchie finanziatrici sotto gli accattivanti nomi di privatizzazione, liberalizzazione, riforme a vantaggio del cittadino-consumatore; riduzione delle tutele lavorative; tagli alla sanità, al sistema previdenziale ed a quello dell’istruzione) divenuta forte già durante i primi anni ’90, ma le cui radici prime sono riconducibili al periodo che va dall’omicidio Mattei all’omicidio Moro.

Quel quindicennio, in un’immaginaria dinamica parabolica segna la svolta al ribasso – ribasso tuttora in corso e che si concluderà soltanto con la riscoperta della cultura di governo del periodo 1948-1962 – del ciclo rinascimentale post-bellico caratterizzato dalla riscoperta dei principi umanistici di giustizia, libertà (non gli attuali arbitrio dei pochi e intemperanza dei molti) e solidarietà quali manifestazioni più dirette di una cultura per la verità e per l’altro. Il periodo 1948-1962 rappresenta il periodo della storia politico-economica italiana su cui maggiormente ha inciso l’influsso del sistema americano di economia politica, grazie alla magistrale applicazione che ne diede il Presidente Franklin Delano Roosevelt negli Stati Uniti. FDR ispirato dalla cultura per l’altro, ispirato da gli ultimi saranno i primi, rifondò la sbandata economia americana partendo dal forgotten man. Credito pubblico, infrastrutture pubbliche, sostegno all’impresa privata produttiva ed alla ricerca tecnologico-scientifica, lotta alla speculazione finanziaria – in particolare delle grandi famiglie bancarie – fondarono il rilancio dell’economia reale americana.

Il programma liberista e monetarista, grosso modo sostenuto da tutti gli inconsapevoli candidati alla segreteria del Pd, comporterà invece un ulteriore abbassamento del tenore di vita della popolazione. Già con l’attuale Governo di centro-sinistra, lo scoramento nel ceto medio e basso è divenuto tale da cominciare a renderli simpatizzanti di chi dà risposte decisioniste a prescindere. Quando chi si fa portatore delle istanze dei deboli si dimostra un bluff, ecco che per rivalsa si comincia a sostenere chi pare dare risposte immediate e dirette.

Il primo periodo post-bellico pose le basi fondamentali per le conquiste nel campo dei diritti sociali ed in particolare del lavoro, del successivo periodo Mattei-Moro, ma in quello stesso periodo venivano gettati i semi della successiva svolta – oggi definibile come reazionaria – le cui radici culturali però vanno ben oltre il reazionismo. Ribadisco che l’immagine che di quel periodo si deve avere è quella della parte alta, grossomodo orizzontale, di una parabola discendente, come ad essere espressione del contrapporsi di una fase ascendente verticale e di una discendente verticale. Quest’ultima è espressa nel concreto da una cultura edonista-esistenzialista centrata sulla messa in libertà di una sottocultura della voglia che ha prodotto un sistema culturale dove le persone non hanno capacità di opporsi, decidendo, alla progressiva distruzione delle conquiste precedentemente fatte.

La fase che stiamo vivendo, è quella della svolta ribassista dell’immaginaria parabola discendente, entrata in una fase di primaria accelerazione non ancora pienamente manifestatasi. La conclusione di questa fase la si avrà col ritorno di sistemi politici dispotici a cui le porte verranno aperte dall’ulteriore insoddisfazione generata dalle politiche reazionarie che il Pd intende proporre per soddisfare le esigenze dei propri finanziatori.

Ovviamente un processo di tale tipo è visualizzabile solo se si va oltre la facciata di comodo delle generiche dichiarazioni fatte dai leaders.

Coloro che in questo momento si stanno facendo portatori delle istanze di difesa dello Stato sociale non possono essere definiti conservatori nell’accezione negativa del termine, tuttalpiù “difensori statici” delle conquiste prodottesi grazie al processo di ricostruzione 1948-omicidio Moro.

Queste forze di difesa dello Stato sociale se hanno compreso che il tentativo iperliberista, in campo economico e più in generale a livello culturale, del Pd, abbasserà ancor più i tenori di vita della maggioranza della popolazione italiana a solo vantaggio di una sempre più ristretta oligarchia finanziaria (nazionale e soprattutto internazionale), non hanno però compreso quali siano le politiche che impediscono tale scenario.

Abbiamo bisogno di una “difesa dinamica” invece che statica del welfare.

Il presidente Prodi ha parlato di agganciamento alla ripresa dell’economia. Ma a cosa si riferisce? A quella drogata delle borse o a quella dell’economia reale americana ed europea prossime ad implodere? Il presidente Prodi ha avuto anche l’ardire di affermare che ora il problema della quarta settimana non esiste più. Grazie a cosa, all’aumento di 30 euro delle pensioni più basse, oppure allo scoppio autunnale dell’inflazione sui generi alimentari e di prima necessità generato dalle politiche pro-speculative ed anti-produttive di Bce e Fmi?

I leaders del Pd parlano di “crescita” ma si mantengono sui binari della cultura economica che sino a qui ci ha portato nell’ultimo trentennio: liberismo finanziarizzato, nel senso di finanza che domina l’economia ed economia che domina la politica.

Si impone invece un’autentica svolta culturale, politica ed economica che ribalti completamente questo sovversivo ordine degli strumenti a disposizione.

Se non si rimetteranno a fuoco i concetti di verità, di bene comune e di economia fisica la parabola ribassista determinatasi non potrà svoltare al rialzo.

Ecco che allora il sistema culturale deve tornare a radicarsi sul vero e non sul comodo. A questo proposito la corretta utilizzazione dei mass media, ed il coraggio della politica di dire il vero, sono nodali.

Il sistema politico deve tornare ad essere repubblicano e non oligarchico, strumento per il bene comune e non per la soddisfazione dell’interesse di chi finanzia le campagne elettorali. Dunque il vero sovrano deve tornare ad essere il bene del Popolo e non i potenti amici che sostengono la propria carriera politica.

Il sistema economico deve tornare ad essere strumento di emancipazione generalizzata degli uomini dal fare bassamente specializzato ed espressione delle più alte capacità cognitivo-creative che solo l’uomo è in grado di manifestare nell’universo.

In merito a quest’ultimo punto, tale obiettivo può essere raggiunto aumentando la capacità produttiva procapite e per chilometro quadrato, grazie allo sviluppo tecnologico-scientifico, sia nel settore dei generi alimentari che di altro consumo (strumentali e di consumo). Per raggiungere un obiettivo di questo genere non ci si può affidare, alla Sarkozy, “alla maturità ed al senso di responsabilità” di chi può investire, piuttosto ci si deve rimettere allo Stato sovrano che altro non è se non il principale strumento di uomini tra loro coalizzati per migliorare le proprie condizioni economiche e morali. Col ritorno al credito pubblico da destinare ad una costante infrastrutturazione tecnologicamente sempre più avanzata, disponibile a tutti, e alla ricerca tecnologico-scientifica, si hanno tutti gli strumenti per riscoprire ciò che già nel dopoguerra anche in Italia si fece, migliorando le condizioni di vita della maggioranza dei cittadini.

Il nemico da combattere è il liberismo-monetarista; il modello a cui rifarsi è Franklin Delano Roosevelt e l’odierna applicazione che ne dà il leader americano Lyndon LaRouche. Non è dunque un problema di destra o sinistra, ma di politiche filo-oligarchiche e di politiche repubblicane. I germi del liberismo (o mercatismo, per dirla con Tremonti) e del monetarismo sono presenti in entrambi gli schieramenti dell’arco parlamentare, così come in entrambi gli schieramenti sono presenti gli anticorpi per la svolta. Grazie a LaRouche ed al Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà qui in Italia, le radici per questa svolta sono seminate e passano per il dialogo avviatosi tra il sottosegretario Gianni (Rifondazione comunista), il sottosegretario Lettieri (Margherita) e l’on. Tremonti (Forza Italia).

Claudio Giudici

rappresentante del Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà www.movisol.org



[1] In realtà, uno degli esponenti primari del centro-destra, l’ex ministro Giulio Tremonti, aveva provato a muoversi all’interno delle maglie del monetarismo impostoci dalla normativa comunitaria. Gli espedienti erano stati vari, ma catalogati sotto la definizione sprezzante di “finanza creativa”. In effetti la forma delle iniziative prese dall’on. Tremonti poteva anche essere nominata come “creativa”, ma, se si riesce a comprendere la effettiva e nefasta portata del monetarismo e del liberismo, la direzione sostanziale che con quelle si andava a prendere era sicuramente anti-oligarchica e filo-repubblicana.

[2] Uso non a caso la dizione “ex nihilo” in quanto utilizzata dal premio Nobel per l’economia Maurice Allais riferendosi all’attuale sistema monetario internazionale come fondato, formalmente dal 15 agosto 1971, sull’emissione arbitraria e dal niente di denaro da parte di quei consorzi di banche private che sono le banche centrali. I salvataggi degli istituti di credito operati nei giorni scorsi con l’imperversare dei fallimenti e dei crolli di borsa detonati dalla crisi dei mutui sub-prime, è tutta lì a dimostrare l’affermazione di Allais.

In riferimento al credito pubblico, l’uso della dizione “ex nihilo” è rinvenibile negli scritti della rivista Cronache sociali facente capo al gruppo dei dossettiani alla fine degli anni ’40.

11 ottobre 2007

Occhio a Veltroni ...

Mi resta sempre in mente la promessa che fece a Minoli, per cui dopo la sua seconda elezione a Sindaco di Roma si sarebbe ritirato a vita privata in Africa.

 
Forse intendeva dire che vuole ridurre la popolazione italiana ai livelli di quella africana ...
 
La sotto riportata considerazione va correlata con quella giratavi ieri sulla "terapia shock". Da sottolineare che il termine "terapia shock" - carissimo a Veltroni, che lo utilizza per ogni genere di questione - ricorda quello di "terapia d'urto" che adottò il prof. Jeffrey Saschs per attuare, in veste di funzionario Fmi, le riforme liberiste in Russia che hanno creato quella società di oligarchi che oggi Putin sta combattendo. (E' per questo che Putin è nell'occhio del ciclone dei controllati mass media occidentali; finchè si fingeva liberista, era il grande presidente della nuova Russia!).
 
La «cura» Veltroni
Stefano Maria Chiari
10/10/2007
Veltroni ha fatto di Roma la città più tartassata d’Italia, e tra le peggio servite se si guarda alle classifiche sulla qualità della vita…
Questo dato emerge da uno studio condotto dall’Andoc (Associazione nazionale dottori commercialisti) in collaborazione con il Centro Studi Cives che, a distanza di quasi dieci anni dalla sua prima introduzione con Decreto legislativo 28 settembre 1998, ha analizzato l’elevato livello di pressione fiscale esercitato dagli Enti locali, la cui capacità impositiva va ben oltre gli originari principi di «compensazione» e si presenta come uno strumento complementare della politica fiscale nazionale.
Con la conseguenza, non secondaria, di «dividere» - in questo caso concretamente - l’Italia in isole più o meno felici (o infelici) dal punto di vista fiscale.
Lo studio ha preso in esame la fiscalità «locale» delle 9 principali città italiane, nei confronti dei lavoratori dipendenti, degli autonomi e delle imprese.
E’ stata scorporata l’incidenza dell’ICI, che rappresenta complessivamente il 20% della tassazione locale, in via di modifica per la revisione degli estimi catastali.
L’inchiesta ha preso come punto di riferimento la famiglia media tipo con un reddito annuo di 27mila euro e che vive in un’abitazione di 80 metri quadrati, nonché alcune attività autonome significative e particolarmente diffuse.
Ebbene, in tutte le voci di tassazione, Roma risulta tre volte prima (cioè ha le aliquote più elevate), due volte seconda e una sola volta terza.
Per il lavoratore dipendente che vive nella Capitale, la cifra che paga sommando IRPEF comunale e regionale con la Tassa rifiuti, è di 753 euro; seguono Bologna con 746 e Napoli con 739.
Ma il rapporto con la qualità della vita è sconsolante, perché è solo al 51° posto. [...]
Tratto da www.effedieffe.com

10 ottobre 2007

LA GUIDA DEL FUTURO PARTITO DEMOCRATICO SPINGE PER UNA "TERAPIA SHOCK" PER IL DEBITO PUBBLICO

 

Ottobre 9. 2007 (EIRNS) -- Walter Veltroni, attuale sindaco di Roma e promessa guida del Partito democratico italiano, ha detto ieri che desidera "una terapia shock" per ridurre il debito pubblico dell'Italia, privatizzando il patrimonio immobiliare dello Stato. Veltroni, che è visto come l'uomo che sostituirà Romano Prodi nel caso di prossime elezioni, è stato sostenuto dagli economisti liberisti che hanno chiesto di estendere le privatizzazioni alle infrastrutture, così come quelle dell'energia, delle ferrovie, delle poste, della televisione, della costruzione navale e delle prigioni. Veltroni è stato rimprovato dal Sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi, che ha detto che ogni la "radicale riduzione del debito minaccia la spesa pubblica, o potrebbe trasformarsi nella vendita del controllo [ preoccupazioni per l'energia ] di Eni e Enel, con un effetto mortale sull'economia." Per un miglioramento della situazione economica, invece, "abbiamo bisogno di un ritorno responsabile, razionale ed innovatore all'intervento pubblico nell'economia."

14 settembre 2007

L’attuale programma del Partito democratico lascerà la porta aperta al fascismo

Il nascente Partito democratico rappresenterà per la storia politica italiana del dopoguerra, l’ultimo tentativo nominalmente democratico che resta all’oligarchia finanziaria, prima di riconsegnare il Paese a forze di governo fasciste che già da tempo oramai scaldano i motori incitando all’uso della violenza (calci nel sedere agli islamici, uso dei fucili), fomentando l’odio per l’altro (individuare nell’extracomunitario un problema sociale senza andare alla radice del problema di una politica economico-finanziaria globale centrata sulla speculazione, è parificabile all’idea nazista di identificare nell’ebreo la radice di tutti i problemi) e rifacendosi ad istanze populiste (secessione, sciopero fiscale, ecc.).

Quando parlo di forze di governo fasciste non mi riferisco all’altrettanto evanescente centro-destra[1] – altrettanto quanto il centro-sinistra – quanto a quei partiti che con elevata probabilità la prossima legislatura amplieranno in modo ancor più forte il proprio consenso grazie a proclami populisti che così bene attaccano nella gente quando si sente senza un’autentica via d’uscita. Questi partiti si troveranno la strada spianata dalle attuali politiche del centro-sinistra ed in particolare da quelle che oramai possiamo inquadrare come espressione del programma del Partito democratico italiano.

Le lettera pubblicata da Repubblica da quello che sarà lo scontato leader del Pd, il sindaco di Roma Walter Veltroni, referenzia chiaramente come con esso non cambierà assolutamente nulla nella politica italiana, ma anzi verrà ancor più esasperata la concezione oligarchica ed antirepubblicana di gestione dello Stato.

Riflettiamo sulle due seguenti affermazioni di Veltroni: 1 - “ogni euro di nuova spesa corrente dovrà essere ricavato da un risparmio”; 2 - “le risorse per la spesa in conto capitale? Anche qui non potremo contare su aumenti tributari. Occorre sempre più ricorrere a schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi e, per la parte pubblica, a nuove politiche del patrimonio. O si gestisce questo patrimonio in modo da ricavarne le risorse necessarie per pagare una quota significativa degli interessi sul debito. O si adottano soluzioni per un'alienazione parziale e selettiva di questo patrimonio, garantendo la piena tutela dei beni culturali e ambientali.

Siamo di fronte al solito approccio contabilista e riduzionista dimentico della funzione sovrana che solo ad uno Stato può spettare, dell’emissione di linee di credito pubblico ex nihilo[2] strategicamente dirette.

Le esperienze storico-politiche che hanno saputo incidere in modo determinante e duraturo, gli Stati Uniti su tutti, si sono rifatte ad un modello costituzionale centrato sul credito pubblico e non sul denaro di pochi potenti privati arbitri, con le loro voglie, del gioco della vita di interi popoli. Nel primo caso siamo di fronte ad una Repubblica, nel secondo caso ad un’oligarchia. Veltroni pare conoscere soltanto questa seconda esperienza, e ad essa obbedire: “schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi”, e per la parte pubblica tagliare da una parte e destinare ad un’altra: “nuove politiche del patrimonio”.

Siamo dunque di fronte alla solita solfa che da oltre trent’anni ci viene propinata, espressione della più bassa forma di arte dello Stato. Le idee sono sempre quelle e gli uomini sono sempre quelli.

L’odore di speculatori come George Soros e Felix Rohatyn, e dei loro schemi corporativi nel Partito Democratico USA, lo si sente forte.

Gli stessi leaders del Pd cominciano ad avvertire la puzza di fascismo dietro l’angolo – si vedano le dichiarazioni del ministro Amato e dello stesso Veltroni, della settimana scorsa – , ma non ne colgono in pieno i crismi o meglio li colgono solo laddove ciò non voglia dire scontrarsi con l’oligarchia finanziaria. Non si arriva al fascismo perché dei lavavetri innervosiscono ab origine gli spensierati cittadini ed a ciò non si dà risposta. Vi si arriva perché il cittadino ridotto allo stremo delle forze da immorali politiche economiche e sociali dei governi (distruzione dei posti di lavoro in seguito a delocalizzazione produttiva, distruzione reale della piccola impresa come prodottasi in seguito al primo decreto Bersani sulle liberalizzazioni d. lgs. 114/98, distruzione del tenore di vita reale conseguente all’inondamento arbitrario di liquidità ed alla riduzione delle produzioni, aumento della imposizione fiscale diretta e venir meno della progressività; trasformazione dei mezzi di formazione culturale latu sensu intesi in mezzi d’intrattenimento sensuale) non ha più niente da perdere.

Il (nuovo) nome della pace è sviluppo! e la continua distruzione dell’economia reale (contesto infrastrutturale, welfare, potere di acquisto reale) prodotta dalle politiche liberiste e finanziariste è un’offesa all’appello che fu di Paolo VI.

In generale tutti i leaders del Pd, continuano a parlare di “riforme” tutte centrate sulla deregulation e dunque sull’arretramento del ruolo dello Stato nell’economia, continuando dunque sulla infame strada dello stravolgimento del dettato costituzionale. Con queste riforme essi garantiscono soltanto un’ulteriore accelerazione della svolta reazionaria (consegna delle attività produttive sotto controllo pubblico alle oligarchie finanziatrici sotto gli accattivanti nomi di privatizzazione, liberalizzazione, riforme a vantaggio del cittadino-consumatore; riduzione delle tutele lavorative; tagli alla sanità, al sistema previdenziale ed a quello dell’istruzione) divenuta forte già durante i primi anni ’90, ma le cui radici prime sono riconducibili al periodo che va dall’omicidio Mattei all’omicidio Moro.

Quel quindicennio, in un’immaginaria dinamica parabolica segna la svolta al ribasso – ribasso tuttora in corso e che si concluderà soltanto con la riscoperta della cultura di governo del periodo 1948-1962 – del ciclo rinascimentale post-bellico caratterizzato dalla riscoperta dei principi umanistici di giustizia, libertà (non gli attuali arbitrio dei pochi e intemperanza dei molti) e solidarietà quali manifestazioni più dirette di una cultura per la verità e per l’altro. Il periodo 1948-1962 rappresenta il periodo della storia politico-economica italiana su cui maggiormente ha inciso l’influsso del sistema americano di economia politica, grazie alla magistrale applicazione che ne diede il Presidente Franklin Delano Roosevelt negli Stati Uniti. FDR ispirato dalla cultura per l’altro, ispirato da gli ultimi saranno i primi, rifondò la sbandata economia americana partendo dal forgotten man. Credito pubblico, infrastrutture pubbliche, sostegno all’impresa privata produttiva ed alla ricerca tecnologico-scientifica, lotta alla speculazione finanziaria – in particolare delle grandi famiglie bancarie – fondarono il rilancio dell’economia reale americana.

Il programma liberista e monetarista, grosso modo sostenuto da tutti gli inconsapevoli candidati alla segreteria del Pd, comporterà invece un ulteriore abbassamento del tenore di vita della popolazione. Già con l’attuale Governo di centro-sinistra, lo scoramento nel ceto medio e basso è divenuto tale da cominciare a renderli simpatizzanti di chi dà risposte decisioniste a prescindere. Quando chi si fa portatore delle istanze dei deboli si dimostra un bluff, ecco che per rivalsa si comincia a sostenere chi pare dare risposte immediate e dirette.



Il primo periodo post-bellico pose le basi fondamentali per le conquiste nel campo dei diritti sociali ed in particolare del lavoro, del successivo periodo Mattei-Moro, ma in quello stesso periodo venivano gettati i semi della successiva svolta – oggi definibile come reazionaria – le cui radici culturali però vanno ben oltre il reazionismo. Ribadisco che l’immagine che di quel periodo si deve avere è quella della parte alta, grossomodo orizzontale, di una parabola discendente, come ad essere espressione del contrapporsi di una fase ascendente verticale e di una discendente verticale. Quest’ultima è espressa nel concreto da una cultura edonista-esistenzialista centrata sulla messa in libertà di una sottocultura della voglia che ha prodotto un sistema culturale dove le persone non hanno capacità di opporsi, decidendo, alla progressiva distruzione delle conquiste precedentemente fatte.

La fase che stiamo vivendo, è quella della svolta ribassista dell’immaginaria parabola discendente, entrata in una fase di primaria accelerazione non ancora pienamente manifestatasi. La conclusione di questa fase la si avrà col ritorno di sistemi politici dispotici a cui le porte verranno aperte dall’ulteriore insoddisfazione generata dalle politiche reazionarie che il Pd intende proporre per soddisfare le esigenze dei propri finanziatori.

Ovviamente un processo di tale tipo è visualizzabile solo se si va oltre la facciata di comodo delle generiche dichiarazioni fatte dai leaders.

Coloro che in questo momento si stanno facendo portatori delle istanze di difesa dello Stato sociale non possono essere definiti conservatori nell’accezione negativa del termine, tuttalpiù “difensori statici” delle conquiste prodottesi grazie al processo di ricostruzione 1948-omicidio Moro.

Queste forze di difesa dello Stato sociale se hanno compreso che il tentativo iperliberista, in campo economico e più in generale a livello culturale, del Pd, abbasserà ancor più i tenori di vita della maggioranza della popolazione italiana a solo vantaggio di una sempre più ristretta oligarchia finanziaria (nazionale e soprattutto internazionale), non hanno però compreso quali siano le politiche che impediscono tale scenario.

Abbiamo bisogno di una “difesa dinamica” invece che statica del welfare.

Il presidente Prodi ha parlato di agganciamento alla ripresa dell’economia. Ma a cosa si riferisce? A quella drogata delle borse o a quella dell’economia reale americana ed europea prossime ad implodere? Il presidente Prodi ha avuto anche l’ardire di affermare che ora il problema della quarta settimana non esiste più. Grazie a cosa, all’aumento di 30 euro delle pensioni più basse, oppure allo scoppio autunnale dell’inflazione sui generi alimentari e di prima necessità generato dalle politiche pro-speculative ed anti-produttive di Bce e Fmi?

I leaders del Pd parlano di “crescita” ma si mantengono sui binari della cultura economica che sino a qui ci ha portato nell’ultimo trentennio: liberismo finanziarizzato, nel senso di finanza che domina l’economia ed economia che domina la politica.

Si impone invece un’autentica svolta culturale, politica ed economica che ribalti completamente questo sovversivo ordine degli strumenti a disposizione.

Se non si rimetteranno a fuoco i concetti di verità, di bene comune e di economia fisica la parabola ribassista determinatasi non potrà svoltare al rialzo.

Ecco che allora il sistema culturale deve tornare a radicarsi sul vero e non sul comodo. A questo proposito la corretta utilizzazione dei mass media, ed il coraggio della politica di dire il vero, sono nodali.

Il sistema politico deve tornare ad essere repubblicano e non oligarchico, strumento per il bene comune e non per la soddisfazione dell’interesse di chi finanzia le campagne elettorali. Dunque il vero sovrano deve tornare ad essere il bene del Popolo e non i potenti amici che sostengono la propria carriera politica.

Il sistema economico deve tornare ad essere strumento di emancipazione generalizzata degli uomini dal fare bassamente specializzato ed espressione delle più alte capacità cognitivo-creative che solo l’uomo è in grado di manifestare nell’universo.

In merito a quest’ultimo punto, tale obiettivo può essere raggiunto aumentando la capacità produttiva procapite e per chilometro quadrato, grazie allo sviluppo tecnologico-scientifico, sia nel settore dei generi alimentari che di altro consumo (strumentali e di consumo). Per raggiungere un obiettivo di questo genere non ci si può affidare, alla Sarkozy, “alla maturità ed al senso di responsabilità” di chi può investire, piuttosto ci si deve rimettere allo Stato sovrano che altro non è se non il principale strumento di uomini tra loro coalizzati per migliorare le proprie condizioni economiche e morali. Col ritorno al credito pubblico da destinare ad una costante infrastrutturazione tecnologicamente sempre più avanzata, disponibile a tutti, e alla ricerca tecnologico-scientifica, si hanno tutti gli strumenti per riscoprire ciò che già nel dopoguerra anche in Italia si fece, migliorando le condizioni di vita della maggioranza dei cittadini.

Il nemico da combattere è il liberismo-monetarista; il modello a cui rifarsi è Franklin Delano Roosevelt e l’odierna applicazione che ne dà il leader americano Lyndon LaRouche. Non è dunque un problema di destra o sinistra, ma di politiche filo-oligarchiche e di politiche repubblicane. I germi del liberismo (o mercatismo, per dirla con Tremonti) e del monetarismo sono presenti in entrambi gli schieramenti dell’arco parlamentare, così come in entrambi gli schieramenti sono presenti gli anticorpi per la svolta. Grazie a LaRouche ed al Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà qui in Italia, le radici per questa svolta sono seminate e passano per il dialogo avviatosi tra il sottosegretario Gianni (Rifondazione comunista), il sottosegretario Lettieri (Margherita) e l’on. Tremonti (Forza Italia).

Claudio Giudici

rappresentante del Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà www.movisol.org



[1] In realtà, uno degli esponenti primari del centro-destra, l’ex ministro Giulio Tremonti, aveva provato a muoversi all’interno delle maglie del monetarismo impostoci dalla normativa comunitaria. Gli espedienti erano stati vari, ma catalogati sotto la definizione sprezzante di “finanza creativa”. In effetti la forma delle iniziative prese dall’on. Tremonti poteva anche essere nominata come “creativa”, ma, se si riesce a comprendere la effettiva e nefasta portata del monetarismo e del liberismo, la direzione sostanziale che con quelle si andava a prendere era sicuramente anti-oligarchica e filo-repubblicana.

[2] Uso non a caso la dizione “ex nihilo” in quanto utilizzata dal premio Nobel per l’economia Maurice Allais riferendosi all’attuale sistema monetario internazionale come fondato, formalmente dal 15 agosto 1971, sull’emissione arbitraria e dal niente di denaro da parte di quei consorzi di banche private che sono le banche centrali. I salvataggi degli istituti di credito operati nei giorni scorsi con l’imperversare dei fallimenti e dei crolli di borsa detonati dalla crisi dei mutui sub-prime, è tutta lì a dimostrare l’affermazione di Allais.

In riferimento al credito pubblico, l’uso della dizione “ex nihilo” è rinvenibile negli scritti della rivista Cronache sociali facente capo al gruppo dei dossettiani alla fine degli anni ’40.

25 giugno 2007

Veltroni e la Nuova Bretton Woods

In una delle sue ultime apparizioni televisive ad una trasmissione di Giovanni Minoli, Walter Veltroni ha dichiarato che una volta terminata la sua esperienza come Sindaco di Roma, si sarebbe dedicato all’Africa.

La passione per l’Africa e per il destino a cui è costretta dall’attuale sistema monetario e finanziario internazionale, come più volte denunciato anche dal Santo Padre Benedetto XVI, nonché da Giovanni Paolo II, è uno degli aspetti che più caratterizza il sentimento politico di Veltroni.

Un altro dato che caratterizza la figura politica di Veltroni è la sua ammirazione per Robert Kennedy.

Questi due tratti caratterizzanti, d’altra parte già di per sé legati l’uno all’altro, potrebbero rappresentare il perno per una svolta paradigmatica nel modo di intendere e gestire la politica.

L’attuale modello, infatti, esprime una classe politica dirigente amministratrice di interessi oligarchici, con l’unico zelo di non farsene accorgere dalla popolazione (le questioni liberalizzazioni, Tfr, pensioni, sono la dimostrazione più palese di tale tecnica).

Un modello invece centrato sul doppio pilastro ideale e di azione politica Africa-Kennedy, rappresenterebbe un ritorno al vero ruolo della politica: amministrazione di tutte le risorse materiali e spirituali a disposizione per il progressivo perseguimento del bene comune.

L’attuale campagna contro la pena di morte, sicuramente meritoria per il messaggio che fa passare, l’intangibilità della vita umana, rischia di essere inefficace o addirittura ridicola a fronte di una politica internazionale sempre meno centrata sul dialogo e sempre più centrata sullo scontro bellico. Da un punto di vista quantitativo poi, l’eliminazione dell’esecuzione capitale, che colpisce circa 5500 uomini l’anno (fonte Nessuno tocchi Caino), appare una battaglia puramente formale quando a causa di fame, sete, guerre e malattie muore un bambino al di sotto dei 5 anni ogni 7 secondi (fonte United Nations Conference on Trade and Development) ossia oltre 4,5 milioni di bambini all’anno.

La motivazione di tale invisibile genocidio, di cui mass media e politica non parlano, risiede nell’iniquità dell’attuale sistema monetario e finanziario internazionale che costringe tutti i paesi del mondo, con danni di tale tipo per i paesi più poveri, alla riduzione della spesa pubblica, allo smantellamento e non ampliamento delle infrastrutture energetiche, idriche, ferro-stradali, ospedaliere, in rispetto delle scadenze debitorie in favore delle banche private finanziatrici.

Se Veltroni non vuol essere l’ennesimo Leporello complice della cupidigia del suo Don Giovanni, ha di fronte a sé una missione già scritta e facilitata da un importantissimo passo che in Italia è già stato compiuto verso questa direzione.

Il 6 aprile 2005, a maggioranza trasversale, è stata approvata alla Camera dei Deputati una risoluzione di indirizzo parlamentare per una riforma del sistema monetario e finanziario internazionale, più nota come Nuova Bretton Woods, che impegna il Governo italiano a farsi promotore nelle opportune sedi internazionali di tale compito. Tale progetto di riforma dell’attuale sistema è stato ideato dal politico democratico americano Lyndon LaRouche, ed è oggetto di un appello internazionale che il suo movimento sta presentando da diversi anni in tutto il mondo, trovando anche i sostegni di eminenti personalità politiche come Bill Clinton e Michel Rocard.

L’Unione, purtroppo, dopo essere stata promotrice della mozione (tramite l’attuale sottosegretario all’Economia, Mario Lettieri) che ha portato all’adozione della risoluzione parlamentare, ha messo da parte la questione, parlando nel suo programma della sola Tobin tax.

Tale questione, se affrontata secondo gli approcci culturali umanistici ed i metodi economici propri del Sistema americano di economia politica, sulle orme lasciate da Franklin Delano Roosevelt e tentate ed in parte attuate da John Fitzgerald Kennedy, potrà essere propulsiva per il rilancio non solo dell’economia italiana, ma di tutto il pianeta.

Se Walter Veltroni avrà il coraggio di affrontare da politico, piuttosto che da amministratore delegato, il compito che lo aspetta, potrà dirsi degno seguace di Robert Kennedy, e riuscire a conciliare l’attività politica con la passione per l’Africa; in caso contrario avremo l’ennesima rinfrescata di vernice di una costruzione le cui basi sono destinate a crollare da qui a breve.

sfoglia
settembre        novembre