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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


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BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

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1 dicembre 2009

Il vertice di Copenhagen dovrà respingere la politica genocida di Londra

"Quando i capi di stato delle nazioni guida del mondo si riuniranno a Copenhagen, in Danimarca, il 7 dicembre, sarà loro compito respingere decisamente la politica di genocidio promossa da decenni dai principali 'ambientalisti' al mondo quale il Principe Filippo d'Edimburgo e i suoi fautori della frode del cambiamento climatico" ha dichiarato Lyndon LaRouche il 24 novembre. "I pianificatori del cosiddetto vertice sull'ambiente hanno già espresso chiaramente l'intento di ridurre la popolazione al fine di ridurre il presunto ruolo dell'uomo nel provocare i cambiamenti climatici, facendo così eco alla politica di spopolamento del World Wilflife Fund del Principe Filippo. Tale intento non solo è genocida, ma viene promosso a sostegno di quella che si è dimostrata, ripetutamente, la frode del riscaldamento globale causato dall'uomo".

"Le recenti rivelazioni sulle manipolazioni e l'insabbiamento dei dati da parte dell'Unità di Ricerca Climatica della University of East Anglia corroborano prove già esistenti del fatto che tutta la campagna sul clima è una frode scientifica fin dall'inizio. Non c'è alcun dubbio sull'accuratezza delle accuse mosse da seri scienziati di portata mondiale sul fatto che sopprimere il progresso tecnologico nel nome della riduzione delle "emissioni di CO2" condurrà al genocidio. Ora questa realtà non potrà più essere nascosta.

"Particolarmente rivelatorio è il modo in cui il World Wildlife Fund stesso, il cui principale sponsor, il Principe Filippo, chiede di essere reincarnato in un virus mortale per risolvere il 'terribile' problema della 'sovrappopolazione', è coinvolto nel formulare le raccomandazioni sui cambiamenti climatici. Il WWF è inoltre tra i promotori della unità climatica della East Anglia, e dunque direttamente coinvolto nelle formulazioni sviluppate dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, che ha assunto il ruolo del dittatore sulla ricerca climatica e sostiene che l'aumento della popolazione umana e dei suoi livelli di vita sia la principale causa dell'aumento delle emissioni globali. Sinistramente, il rapporto del Fondo ONU sulle Attività Demografiche del 2009 ha adottato la valutazione dell'IPCC che chiede di ridurre la crescita demografica mondiale in modo che non superi gli 8 miliardi di abitanti entro il 2050.

"Il britannico Lord Christopher Monckton, che si batte contro la frode del clima, ha ragione quando afferma, a proposito delle rivelazioni sulla East Anglia, che la cricca degli scienziati del clima è fatta di imbroglioni e criminali. Ma il crimine peggiore, che intendono perpetrare a Copenhagen, chiedendo la riduzione della popolazione e dello sviluppo scientifico ad alta tecnologia, può ancora essere fermato. Le nazioni agiscano ora per denunciare l'ordine del giorno genocida del Principe Filippo, e bloccarlo sul nascere".

Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarieta tedesco, si è spinta ancora più in là e ha chiesto di annullare il vertice di Copenhagen. Il vertice, ha dichiarato la signora Zepp-LaRouche, "si basa su una gigantesca frode e deve dunque essere immediatamente annullato, quanto meno per risparmiare le spese ingenti di questa conferenza neo-maltusiana il cui vero scopo è imporre di fatto un governo mondiale".

Conseguenze dello scandalo "Climagate"

La signora LaRouche prosegue scrivendo che "le scandalose manipolazioni venute alla luce grazie ad alcuni hackers nello scambio di email tra 'scienziati' dell'Unità di Ricerca Climatica (CRU) della East Anglia University in Gran Bretagna forniscono la prova definitiva della frode del cambiamento climatico".
 

Tuttavia è in corso una controffensiva, che vede diviso lo stesso establishment britannico. Il 23 novembre Lord Nigel Lawson, ex Cancelliere dello Scacchiere, ha chiesto l'apertura di un'inchiesta approfondita sui dati relativi ai cambiamenti climatici "giacché è stata gravemente infangata la reputazione della scienza britannica". Sul Times annuncia inoltre la creazione di un nuovo centro studi chiamato la Global Warming Policy Foundation "per ristabilire l'equilibrio e la fiducia nel dibattito sul clima", ovvero per combattere la frode. Nel consiglio della nuova fondazione compaiono molte personalità politiche ed economiche influenti.

Sempre in Gran Bretagna, Lord Cristopher Monckton così definisce gli "imbroglioni" del clima dopo le rivelazioni sulla East Anglia: "La piccola cricca di scienziati del clima che hanno inventato e ora conducono la frode del 'riscaldamento globale' – perché ora sappiamo che si tratta di una frode – hanno manipolato così assiduamente i dati sulla temperatura che, a quanto ammette uno di loro, la temperatura del terreno dal 1980 sarebbe aumentata il doppio di quella degli oceani. Una delle migliaia di email messe in circolazione da uno spione all'University of East Anglia, dove vengono compilati i dati sulla temperatura globale, rivela che i dati sono stati alterati per non mostrare un recente calo delle temperature". In effetti, accusa "i trend della temperatura globale sono stati semplicemente inventati".

Insieme al Prof. Fred Singer, fondatore del Servizio Meteorologico via Satellite USA, Monckton ha chiesto che il Commissario Britannico sull'Informazione indaghi e persegua tale frode come un reato. "Ma non resterò col fiato sospeso in attesa che lo faccia: nello stato di polizia che la Gran Bretagna è diventata, purtroppo, con i media largamente controllati dal governo, l'establishment tende a pensare al proprio tornaconto".
 

Negli Stati Uniti il Sen. Inhofe (repubblicano) ha dichiarato il 23 novembre che chiederà un'inchiesta sulla frode del riscaldamento globale. Ha dichiarato al Washington Times che intende condurre un'inchiesta "sull'IPCC e… le Nazioni Unite sul modo in cui hanno manipolato la scienza per far sembrare che i dati scientifici fossero corretti mentre non lo erano". Inhofe critica da tempo la "scienza" dietro ai cambiamenti climatici ed ha accusato l'IPCC di "abuso sistematico e documentato del processo scientifico" sulla questione.
 

Il Sen. Inhofe ha anche mandato lettere alle agenzie federali ed agli scienziati esterni avvisandoli di non cancellare le loro email e i documenti relativi alla frode del CRU in quanto potranno essere oggetto di richieste ai sensi della legge sulla libertà d'informazione (FOIA).
 

Anche un altro parlamentare repubblicano, Darrel Issa, ha chiesto un'inchiesta del Congresso sulla frode del riscaldamento globale. Ma per essere efficace, tale inchiesta dovrebbe indagare anche sulla politica di genocidio che si nasconde dietro i falsi dati.

(Tratto da www.movisol.org)

25 novembre 2009

Il tema "ambiente" al centro della politica di genocidio

www.movisol.org - Un attacco di hacker nel server del computer della CRU, l'Unità di Ricerca Climatica dell'University of East Anglia, a cui ha fatto seguito la pubblicazione in internet di circa 1000 mails e 3000 documenti trafugati costituiscono la pistola fumante che prova la frode del riscaldamento globale. La CRU è al centro della cosiddetta ricerca sui cambiamenti climatici ed è finanziata dal WWF, da British Petroleum, Shell, Greenpeace e dal governo britannico.
I messaggi postati dimostrano manipolazione e collusione nell'esagerare i dati del riscaldamento globale, distruzione di informazioni imbarazzanti, resistenza organizzata contro la divulgazione e ammissione privata di errori nelle tesi pubbliche dei sostenitori del riscaldamento.
La scoperta della frode avviene nel momento in cui la spinta verso il genocidio globale si intensifica su più fronti, come testimoniano il rapporto del Fondo ONU sulla Popolazione (vedi "Il Fondo dell'ONU sulla Popolazione: riduzione demografica per salvare il clima") e le pressioni all'interno dell'amministrazione Obama per varare il "modello Blair" di tagli alla sanità.
La reazione di Lyndon LaRouche alla vicenda degli hackers non si è fatta attendere: il tema dell'ambiente è il nocciolo della politica di genocidio. Lo scopo della "green economy" è di uccidere la gente. La politica esplicita del WWF, del Principe Filippo e dell'oligarchia, è ridurre la popolazione mondiale dagli attuali livelli di 6,7 miliardi a meno di 2 miliardi.
Ciò è riflesso nel programma di eutanasia in Gran Bretagna, chiamato NICE e adottato sotto Tony Blair. La politica di Blair è ora di esportare la politica di Hitler negli Stati Uniti, grazie all'amministrazione Obama. Essere "obiettivi" su questo tema, ha detto LaRouche, significa essere complici nella riduzione della popolazione mondiale, una riduzione i cui tempi non sono chiari ma il risultato netto e le intenzioni lo sono.

Il Fondo dell'ONU sulla Popolazione: riduzione demografica per salvare il clima

25 novembre 2009 (MoviSol) - Il modo più efficace per combattere i cambiamenti climatici è ridurre la popolazione, sostiene il rapporto annuale del Fondo ONU sulla Popolazione (UNFPA), pubblicato il 18 novembre. Come da copione, il ministro dello Sviluppo danese ha annunciato che il suo governo intende includere il tema del controllo demografico nell'accordo da sottoscrivere al vertice sul clima di Copenhagen.
L'UNFPA ha sempre perseguito una politica maltusiana, ma è la prima volta che lega la crescita demografica ai cambiamenti climatici. Facendo così, esso segue le prescrizioni degli enti controllati dalla famiglia reale britannica, come l'Optimum Population Trust.
"La crescita demografica è tra i fattori che influenzano le emissioni totali nei paesi industrializzati e in via di sviluppo", afferma il rapporto dell'UNFPA. "Ogni persona, in ogni popolo, consumerà cibo, avrà bisogno di alloggio, e idealmente la maggior parte usufruirà di trasporti che consumano energia, e consumerà combustibile per il riscaldamento ed elettricità". Riducendo la popolazione mondiale si ridurrà l'emissione di gas-serra e aiuterà i paesi – specialmente le nazioni povere, con alta crescita demografica – ad adattarsi all'impatto dei cambiamenti climatici.
Naturalmente, la crescita demografica va giudicata in una luce completamente diversa: ogni individuo è fonte potenziale di ricchezza per tutta la società, grazie ai contributi creativi che egli o ella può arrecare e che ogni governo dovrebbe promuovere. Le vite non possono essere misurate in termini di emissioni di CO2 o di energia consumata, o dei costi della sanità, contrariamente a quanto sostiene la scuola inumana della medicina "evidence-based".
Ma il rapporto dell'ONU sostiene che i cambiamenti climatici possono diventare "ancor più estremi e verosimilmente catastrofici" poiché la crescita demografica "supera la capacità di aggiustamento della terra".
Il principale ricercatore ed estensore del rapporto UNFPA è un certo Robert Engelman, vicepresidente del World Watch Institute il cui fondatore Lester Brown è uno degli alti sacerdoti del movimento della crescita zero.
La proposta di ridurre la popolazione per "salvare il clima" è stata per prima formulata dall'Optimum Population Trust, una fondazione britannica tra i cui direttori figura il consigliere per l'ambiente del Principe Carlo. Come abbiamo scritto in precedenza (cfr. Strategic Alert 39/09), l'OPT aveva commissionato il rapporto alla London School of Economics, e sostiene che impedire la nascita di nuovi inquinatori è un rimedio molto più economico ai cambiamenti climatici che non i mulini a vento o l'energia solare.
Il rapporto dell'OPT fece seguito ad una riunione segreta di "filantropi" miliardari tenutasi il maggio scorso a New York City, i quali giunsero alla conclusione che la migliore attività di beneficenza nel mezzo dell'attuale crollo economico sia promuovere la causa della riduzione demografica (cfr. Strategic Alert 23/09). Quella riunione fu organizzata da Bill Gates, David Rockefeller e Warren Buffett (vedi su questo sito "La strana passione di Bill Gates per le grandi pandemie").

28 aprile 2008

Wwf, Wto, Gore: come bloccare lo sviluppo

Ribaltare la politica dei biocarburanti di Al Gore

Il 14 aprile Lyndon LaRouche ha formulato una serie di proposte politiche per affrontare la grave minaccia della fame nel mondo, dovuta all’iperinflazione dei prezzi e agli ostacoli alla produzione:

* Ogni nazione deve avere il diritto di difendersi dalla fame, contrariamente ai diktat liberisti e genocidi imposti dal FMI e dalla Banca Mondiale. Questo comprende il diritto a stabilire il controllo sulle esportazioni, accordi da stato a stato, e ogni misura di regolazione dei prezzi che risulterà necessaria per garantire il nutrimento adeguato alla popolazione.

* Deve costituirsi un’alleanza di nazioni per adottare misure volte ad aumentare la produzione alimentare e metterla a disposizione delle nazioni più direttamente colpite.

* La politica dei biocarburanti promossa dall’agente britannico Al Gore dev’essere immediatamente ribaltata. E’ una politica che sta letteralmente strappando il pane di bocca a milioni di poveri devolvendo il 12 percento del raccolto mondiale di mais, e un’alta percentuale di quello di grano, alla produzione di biocarburanti che non solo sono inerentemente anti-economici ma anche uno spreco. Una politica del genere, che è solo l’ultima espressione della filosofia liberista nata in seno alla Compagnia delle Indie orientali britannica, produce inevitabilmente stermini di massa.

LaRouche in Messico: combattere il WWF e la WTO

In un discorso a Monterrey lo scorso 18 aprile, l’economista Lyndon LaRouche ha esortato la popolazione messicana ad unirsi alla lotta internazionale contro la scarsità di cibo, che è stata creata dal sistema del liberismo britannico. Ora che la crisi è esplosa, le nazioni stanno già abbandonando l’organizzazione per il commercio mondiale (WTO), il principale veicolo responsabile di questo disastro.

LaRouche ha parlato a diverse centinaia di studenti dell’Istituto per gli Studi Tecnologici Superiori (ITESM), ospite di due associazioni studentesche. Nei due giorni precedenti, LaRouche ha partecipato a due trasmissioni radiofoniche ed ha incontrato una commissione dello stato di Sonora impegnata a promuovere grandi infrastrutture idrauliche per combattere la siccità nella regione, che potrebbe essere trasformata facilmente in un grande polmone agricolo.

Il tema dell’acqua è stato al centro dei numerosi incontri di LaRouche, anche perché è l’unica prospettiva per un rientro ordinato di migliaia di messicani espatriati in cerca di lavoro negli USA.

L’opposizione ai progetti idraulici è guidata dal WWF, che conduce una crociata per "preservare la terra", ad uso e consumo di ambienti oligarchici che se ne arrogano il possesso. Questo comporta non solo il "controllo" dello sviluppo demografico ed economico, ma politiche sostanzialmente miranti a diffondere guerre e carestie.

Cinicamente, il WWF ha lanciato un programma chiamato "adotta un vampiro", nella pagina Gift Center del suo sito. Si tratta di un pipistrello che succhia sangue alle proprie vittime, ed al tempo stesso secerne un anti-coagulante che fa scorrere meglio il sangue che esce. C’è una metafora migliore del liberismo che si avvale dell’ideologia ecologista?

La guerra del WWF contro lo sviluppo

Sul sito www.worldwildlife.org, sotto "Where We Work", c’è una cartina del mondo che riporta le 19 aree prioritarie in cui il WWF si ripromette di ridurre o di escludere in blocco l’attività umana in nome della "conservazione ambientale".

Si legge: "Questi 19 luoghi spettacolari comprendono le foreste tropicali più grandi e intatte, i sistemi più diversi di acqua dolce, le barriere coralline più variegate, i deserti biologicamente più significativi e le zone di pesca più produttive".

Non sorprenderà che queste sono le regioni in cui il movimento di LaRouche propone dei grandi progetti di sviluppo. Un esempio è il bacino dello Yangtze, su cui è sorta la diga delle Tre Gole, che impedisce alluvioni disastrose e porta l’acqua verso nord. Il WWF ammette che il sistema dello Yangtze fornisce l’acqua ad un terzo dei cinesi, ma sostiene comunque di volerlo sotto la sua "tutela".

Tra le altre zone c’è lo stretto di Bering, dove dovrebbe sorgere un tunnel di collegamento intercontinentale. Nel golfo del Messico ci si ripromette di limitare la pesca, in una zona da cui proviene il 60% del pescato messicano. Inoltre si prevede di bloccare il Piano idraulico del Nordovest in Messico, che porta la sigla PLHINO,

che consentirebbe il raddoppio della produzione cerealicola del paese.

Ma il grosso delle "riserve" il WWF se le vuole costruire in Africa: il bacino centrale del Congo, il deserto della Namibia, e la costa orientale con tutto il Madagascar.

In Asia il WWF ha messo gli occhi sul Fiume Amur, sul quale si ripromette di non far costruire nemmeno una diga lungo i 4300 chilometri del suo percorso. Lo stop alle dighe e al trasporto fluviale vale inoltre per tutto il Mekong che dal Tibet arriva fino al Laos, Myanmar, Tailandia, Cambogia e Vietnam.

Abolire la WTO per sfamare il mondo

Tredici anni fa, nel 1995, 10 anni di discussioni sulle riforme dell’agricoltura in chiave liberista, condotte sotto l’egida dei GATT, sfociarono nella creazione della World Trade Organization (WTO). La politica seguita, com’era prevedibile, ha condotto all’attuale gravissima crisi alimentare. La WTO dev’essere abolita. E stata fin dall’inizio un meccanismo perverso, ma i governi mondiali sono stati minacciati, ricattati e corrotti perché l’approvassero, sotto la sapiente regia di ambienti impegnati a sovvertire le nazioni e ad a fomentare la riduzione demografica.

La regola di fondo della WTO è semplice: con il pretesto di favorire "il libero commercio e l’accesso ai mercati mondiali", alle nazioni è proibito mantenere proprie riserve alimentari, garantirsi l’autosufficienza alimentare, garantire l’esistenza alle attività agricole proprie e applicare dazi alle importazioni. La cosa è poi decisamente degenerata nella follia dei biocarburanti inscenata da Al Gore insieme alla campagna per "salvare il pianeta". Il relatore speciale dell’ONU Jean Ziegler ha perfettamente ragione quando afferma che usare il cibo come carburante è un crimine contro l’umanità.

Per comprendere meglio i crimini della WTO basta rifarsi alle epoche e ai luoghi in cui la produzione agro-industriale è stata dirigisticamente promossa: dalle misure contro la depressione negli Stati Uniti degli anni Trenta, alla ripresa agricola europea del dopoguerra, al programma per l’autosufficienza alimentare dell’India, varato non appena il paese ottenne l’indipendenza dall’Impero Britannico.

Nei decenni successivi però si cominciò a perdere il passo riducendo i livelli di prodotti alimentari disponibili. Dall’inizio degli anni Settanta si sono affermati i cartelli dell’oligarchia anglo-olandese che hanno sempre più egemonizzato il settore alimentare. Si susseguirono campagne, e furono create apposite organizzazioni, per imporre l’idea secondo cui la fame nel mondo è qualcosa di inevitabile, proprio in barba ai concreti successi ottenuti nei periodi precedenti. Regioni agricole molto produttive furono ridotte all’abbandono nelle Americhe, in Europa e Australia.

Oggi un settimo della popolazione mondiale non ha il cibo sufficiente per sopravvivere. Da 20 anni la produzione di grani di vari tipi (riso, grano, mais, ecc.) continua a ridursi senza essere compensata da altri alimenti base. In 12 degli ultimi venti anni la produzione è stata inferiore al consumo complessivo. Le riserve continuano a ridursi paurosamente e quest’anno dovrebbero toccare il minimo degli ultimi 25 anni.

Personalità internazionali, tra cui esponenti della FAO e dell’ONU, si rendono conto che l’incapacità di risolvere l’attuale crisi mondiale è un crimine contro l’umanità. Non riescono però ad affrontare il problema dell’influsso che l’apparato liberista britannico esercita a livello sistemico (il tema è approfondito in un servizio della rivista Executive Intelligence Review del 25 aprile, pubblicato in anteprima qui http://www.larouchepac.com/news/2008/04/12/british-genocidal-food-policy.html).

L’EIR propone un "Maglev lombardo" per Milano Expo

Il 18 aprile Andrew Spannaus dell’EIR è stato invitato a presentare un’analisi delle prospettive politiche ed economiche degli Stati Uniti nel prossimo periodo all’assemblea annuale del Consorzio Brescia Export. Il Consorzio, di cui è presidente il Dott. Sandro Bonomi, raggruppa piccole e media imprese di vari settori, dalla meccanica e la mettalurgia al settore alimentare. Spannaus aveva già parlato allo stesso Consorzio nell’aprile 2000, quando la bolla della cosiddetta New Economy aveva raggiunto il suo picco. In quell’occasione il rappresentante dell’EIR aveva avvertito che la bolla sarebbe scoppiata, e che serviva la Nuova Bretton Woods proposta da Lyndon LaRouche. Questa volta, Spannaus ha salutato la fine della bolla successiva, quella dei mutui subprime, spiegando che siamo alla fine del processo che ha generato queste bolle, e urge più che mai prendere misure rooseveltiane per salvare l’economia. Questo è il vero punto centrale della campagna elettorale americana, dove le beghe sulle gaffe verbali e altri aspetti secondari vengono alimentate dai mass media per offuscare la discussione più importante: come una prossima amministrazione democratica dovrà intervenire per porre fine alla politica di globalizzazione finanziaria degli ultimi decenni, e instaurare un nuovo processo di cooperazione tra le principali potenziali mondiali.

Concludendo il suo intervento, Spannaus ha proposto un nuovo grande progetto che potrebbe iniziare una rivoluzione infrastrutturale in Lombardia, per poi essere estesa al resto d’Italia: la costruzione di una linea veloce utilizzando il treno a levitazione magnetica (Maglev) che collegherebbe l’aeroporto di Malpensa con Milano, Bergamo e Brescia. L’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano rappresenta l’occasione perfetta per coalizzarsi intorno ad un progetto che potrebbe marcare un cambiamento dell’attuale trend che vede scomparire l’industria a favore dei servizi e delle attività commerciali. Milano, piuttosto che accelerare la sua trasformazione verso la meta della città ‘post-industriale’ con i progetti edilizi a favore della moda e del design, potrebbe diventare la punta dell’alta tecnologia in Europa, un continente in cui nessuno ha avuto il coraggio di costruire una tecnologia che i cinesi utilizzano già a Shangai. Il tratto Malpensa-Bergamo-Brescia potrebbe essere la testa di ponte di una linea Maglev che, in un futuro prossimo, potrebbe estendersi a Torino e Venezia e lungo tutto il corridoio 5 Lisbona-Kiev.

L’agenda del nuovo governo italiano

La maggioranza uscita dalle urne ha un’occasione unica per mettere in moto delle riforme, ma non quelle invocate dal Financial Times e dalle sue grancasse italiane, bensì quelle conformi alla ricetta "larouchiana": credito pubblico per infrastrutture, congelamento dei mutui, innalzamento di una "muraglia" tra le banche e gli

hedge funds, protezione dell’industria e iniziativa internazionale per una Nuova Bretton Woods. Questa ricetta corrisponde grosso modo alle intenzioni espresse da Giulio Tremonti nella campagna elettorale, anche se sulla "muraglia" il ministro dell’Economia in pectore non si è ancora espresso. I primi cento giorni, come si sa, sono cruciali per lo stato di grazia tra il governo e l’elettorato. Nel passato, tutti i governi, indistintamente, hanno sprecato questa opportunità dedicandosi generalmente a propiziare i "poteri forti", stringendo compromessi che inevitabilmente ne castravano la potenzialità di agire per il bene comune. Stavolta, si può contare sul vasto sostegno riscosso da Tremonti per le sue idee anti-mercatiste nella campagna elettorale, per rompere con la tradizione. Roosevelt varò i principali decreti del New Deal durante i primi cento giorni, e capovolse la situazione economica. O il governo italiano farà lo stesso, o sarà l’Italia a capovolgersi.

L’esordio post-elettorale di Tremonti a Parigi, ad un convegno dell’Aspen Institute Italia intitolato "Europa, USA, disordine globale e nuova Bretton Woods", è promettente ma non sufficiente. Tremonti ha stracciato il piano del Global Financial Stability Forum, definendolo "un’aspirina per un malato grave", e ha chiesto di stabilire se i salvataggi delle banche e gli interventi delle banche centrali che acquistano la "monnezza" dando in cambio buoni del tesoro siano "aiuti di stato". Tremonti ha rilanciato la sua idea di "eurobonds" per finanziare le grandi infrastrutture. Un’idea interessante, che si basa sul principio del credito pubblico hamiltoniano, ma che non funzionerà perché un governo europeo e un bilancio europeo non esistono. Se però Tremonti sta costruendo delle sponde per rilanciare la nuova Bretton Woods, allora l’iniziativa può avere una sua utilità.

Resistenza africana contro la ricolonizzazione britannica

In Africa si sta formando una resistenza contro la manovra britannica per ricolonizzare il continente, in particolare prendendo di mira i presidenti del Sud Africa Thabo Mbeki e dello Zimbabwe Robert Mugabe. Per gli inglesi sopraffare lo Zimbabwe rappresenta una prova di forza: tutte le nazioni africane dovrebbero a quel punto capire che è inutile resistere alla richieste di deregolamentare le proprie economie. Se ci provano finiranno sotto lo schiacciasassi degli attacchi politici a cui vedono ora sottoposti Mugabe e Mbeki.

I 14 paesi della Comunità di sviluppo sudafricana (SADC), nonostante le pressioni politiche ed economiche a cui li ha sottoposti il premier britannico Gordon Brown, si sono rifiutati di esprimere una denuncia contro lo Zimbabwe e il presidente Mbeki, che la SADC ha designato come mediatore tra il governo dello Zimbabwe e l’opposizione.

Il 16 aprile a New York Mbeki ha snobbato il primo ministro britannico cancellando un incontro in programma proprio prima del vertice del Consiglio di Sicurezza dell’ONU presieduto dallo stesso Mbeki. Al vertice, Mbeki ha rincarato la dose, cancellando la questione dello Zimbabwe dall’ordine del giorno, costringendo di conseguenza Brown ad un intervento estemporaneo per esprimere il livore britannico contro Mugabe, accusato di aver "rubato" le elezioni.

In questo stesso incontro il presidente della Tanzania Jakaya Kikwete, presidente di turno dell’Unione Africana, ha respinto le esplicite pressioni di Brown che aveva appena incontrato privatamente, elogiando gli sforzi della Comunità di sviluppo sudafricana "per garantire il rispetto della volontà del popolo dello Zimbabwe", come ha riferito la Reuters il 16 aprile. A seguito di queste due batoste Brown ha deciso di cancellare la sua conferenza stampa.

Il 18 aprile 15 mila persone hanno celebrato l’indipendenza ad Harare ed il presidente Mugabe ha preso di petto la questione britannica dichiarando: "Oggi sentiamo dire dagli inglesi che qui non c’è democrazia ... Siamo noi, e non gli inglesi, ad aver fondato la democrazia sulla base del principio una persona, un voto ... Attenzione. Occorre vigilare di fronte alle subdole macchinazioni dell’Inghilterra e dei suoi alleati. Ieri comandavano con la forza bruta. Oggi hanno perfezionato le tattiche diventando più sottili, usano il denaro per comprare letteralmente la gente da mettere contro il proprio governo. Qui ci stanno comprando come se fossimo vitelli ... Lo Zimbabwe fu in passato usurpato dagli imperialisti che lo assalirono come rapinatori, ma noi ce lo siamo ripreso e siamo fieri di essere Zimbabwesi e non Rhodesiani, Africani non Britannici. Siamo stati imprigionati e siamo morti per il paese durante la guerra di liberazione ... Non dobbiamo abbandonare i nostri figli abbassando la guardia contro l’imperialismo, l’imperialismo britannico, che sta tramando furtivamente nella nostra società, cercando di dividerci".

Alla storia della politica britannica per un cambio di regime ha fatto riferimento l’ambasciatore dello Zimbabwe negli USA Machivenyika Mapuranga, che il 12 aprile ha partecipato ad una puntata della trasmissione radiofonica LaRouche Show. Egli ha spiegato come Tony Blair, non appena arrivato al potere nel 1997, sospese i finanziamenti alla riforma agraria che era parte dell’accordo di Lancaster House del dicembre 1979 che sancì l’indipendenza del paese dopo 14 anni di lotta per la liberazione. Al governo non restò che provvedere ad una propria politica di riforma agraria. Blair allora parlò apertamente di "cambio di regime", come politica britannica e, attraverso la Westminster Foundation, provvide al finanziamento ed al controllo dell’opposizione, il Movimento per il Cambiamento Democratico. Un’ampia intervista al dott. Mapuranga è pubblicata dalla rivista EIR.

La HBPA di LaRouche

La proposta di una legge speciale per difendere sia i mutuatari che le banche insieme vittime della crisi immobiliare USA, la HBPA, ha racconto il sostegno di altre due amministrazioni municipali: East St. Louis, nell’Illinois, e Birmingham nell’Alabama. A metà aprile salgono così a 85 le amministrazioni comunali che hanno approvato la proposta.

East St. Louis è un distretto di St. Louis duramente colpito dalla povertà, tanto che la sua popolazione è oggi ridotta a 31.500 abitanti dagli 80 mila degli anni Cinquanta.

Birmingham, con 242 mila residenti, è la principale città dell’Alabama. Una famiglia ogni 38 sta perdendo la casa. In passato Birmingham contava 40 mila addetti nell’industria dell’acciaio, ma oggi sono stati licenziati quasi tutti. La contea della città è stata inoltre colpita da una speculazione sui derivati della banca JP Morgan che

ha finito per addossare un fardello di diversi miliardi di dollari di debito sulla schiena delle amministrazioni locali, che ora rischiano il fallimento.

Un articolo dello Scotsman su Hillary

Il 13 aprile, in vista delle decisive primarie democratiche in Pennsylvania del 22 aprile, il Sunday Scotsman ha pubblicato un articolo di Chris Steven in cui si descrive una presunta congiura dei big del partito democratico per eliminare Hillary Clinton dalla corsa alla Casa Bianca.

Lyndon LaRouche ha chiesto immediatamente agli interessati di ammettere o di negare le proprie responsabilità.

Lo Scotsman riferisce che "l’ex presidente Jimmy Carter e Al Gore hanno già avuto incontri ad alto livello per decidere di farle capire di farsi di da parte per il bene dei democratici", e che essi prenderanno iniziative "in sequenza oppure insieme" a sostegno della candidatura di Obama. Inoltre, l’articolo fa capire che "negli alti ranghi dei democratici" si sta considerando una visita di Carter e Gore alla Clinton, sotto "il coordinamento del Congresso", dove la speaker Nancy Pelosi e il capogruppo al Senato Harry Reid hanno fatto appello ai superdelegati di "tenere un congresso informale all’inizio di giugno per nominare un vincitore".

In una prima risposta ad alcune domande che l’organismo politico di LaRouche LPAC ha rivolto all’ex vice presidente Al Gore, la portavoce di questi, Kalee Kreider, ha scritto che è "semplicemente tutto falso". In una e-mail successiva, la Kreider ha aggiunto che Al Gore ha chiesto al quotidiano scozzese di ritrattare l’articolo ed inoltre ha risposto a tutte e sette le domande del LPAC, riferendo che Al Gore e Jimmy Carter non avrebbero discusso una richiesta di farsi da parte alla Clinton. Sul suo sito lo Scotsman riporta: "Il contenuto di questo articolo è contestato dall’ex vicepresidente Al Gore".

Il portavoce di Carter non ha commentato e quello di Harry Reid ha semplicemente detto che il giornalista non sa di che cosa parla, ma poi ha aggiunto: "La proposta del sen. Reid ai superdelegati di prendere una decisione prima possibile dopo il 1 giugno è ufficiale". Nessun commento anche dagli uffici della Pelosi e di Obama.

Un altro cortocircuito per Obama

Il 13 aprile il testimone Stuart Levine ha dichiarato che Obama e sua moglie effettivamente parteciparono, il 3 aprile 2004, al party che l’immobiliarista poi incriminato Rezko aveva offerto a casa sua in onore del miliardario inglese-iracheno Nadhmi Auchi. Obama però ha sempre detto di non ricordare di un incontro diretto con questo losco personaggio, che secondo documenti del Pentagono si sarebbe macchiato di corruzione nei contratti in Iraq successivi all’invasione, ed al quale è stato negato il permesso di entrare negli USA.

Lo scorso gennaio è stato reso noto che il "businessman" che aveva prestato 3,5 milioni di dollari a Rezko era proprio Auchi e di conseguenza Rezko è dovuto tornare dietro le sbarre. Auchi aveva dato un altro credito di 3,5 milioni a Rezko solo tre settimane prima che Obama e signora acquistassero a prezzi stracciati una villa, proprio nello stesso momento in cui la moglie di Rezko acquistava anche lei un terreno adiacente alla loro villa, una parte del quale lei rivendette successivamente al senatore. Ci si chiede di conseguenza se i soldi di Auchi servirono per gli acquisti immobiliari, dato che i Rezko sostengono che a quell’epoca non disponevano di capitali.

Inoltre, la festa in onore di Auchi si tenne in una residenza distante, per cui Obama non può dire di esserci capitato per motivi di "buon vicinato". A proposito dei vuoti di memoria di Obama, il Chicago Sun Times riferiva il 15 aprile che molti giornalisti cominciano ad avere dubbi sulla sua attendibilità "Che cos’è, un problema di Pinocchio? ... o ha una memoria difettosa?".

Da Londra il Sunday Times del 13 aprile tornava sui collegamenti di Obama con Bill Ayers, terrorista dei Weatherman: "Collegamento terroristico espone Obama al tiro". Il Times cita Ayers, che non si pente delle bombe dei Weatherman negli anni Sessanta e Settanta, ma anzi sostiene: "non facemmo abbastanza".

Il controllo del gruppo londinese WPP sulla convention democratica USA

Questa newsletter ha già riferito come le elezioni USA siano orchestrate dal monopolio dell’informazione britannico WPP Group. Adesso il presidente del Partito Democratico Howard Dean ha anche deciso di affidare al WPP Group il sito web del partito democratico durante la Convention che si terrà a Denver per decidere il candidato presidenziale del partito. In questa operazione il WPP opera attraverso la sussidiaria Dewey Square Group, presieduta e fondata da Michael Whouley, lobbista di interessi speculativi privati per i quali ha promosso i trattati liberisti NAFTA e GATT. Nel 2006 il suo gruppo è stato rilevato dal WPP, e da allora Whouley è uno dei principali promotori dei dogmi liberisti di Londra nel Partito Democratico USA.

Inoltre Mark Penn, licenziato il 7 aprile dal vertice dell’organizzazione elettorale della Clinton, è dirigente di Burson-Marsteller, sussidiaria del WPP Group. Attualmente è impegnato in una campagna dietro le quinte a favore della manovra di Microsoft per acquisire Google. Tra i clienti di Penn/Burson spiccano l’impresa di mercenari Blackwater e Countrywide, la finanziaria dei mutui che con le sue condizioni esose ha provocato gran parte dell’ondata di fallimenti privati. La WPP sta consolidando un monopolio sull’informazione in ambedue gli schieramenti elettorali contrapposti.

Anno 17, N. 17 – 24 aprile 2008 EIR Strategic Alert. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale.

1 ottobre 2007

Il programma politico di Grillo è stato “dettato” dal principe Filippo d’Edimburgo

Il programma politico del simpatizzante nazista Filippo d’Edimburgo[1] è il programma del reverendo anglicano Thomas Malthus, di Bertrand Russell, di Henry Kissinger e di George Soros[2]. Grillo, che ne sia cosciente o meno, lo ha prodotto (scopiazzato?) dimostrando la più completa inconsistenza di fondo dal punto di vista epistemologico.

Le 22 pagine di quel programma presentano fin da subito tutte le lacune tipiche dell’odierna classe dirigente, abbagliata dal dettaglio, incapace di vedere l’interconnessione complessa tra le varie singolarità.

Un programma come quello di Grillo, che ha la pretesa di segnare un punto di svolta nella storia politica italiana, trascura completamente questioni fondamentali in materia di politica economica e di politica estera. In esso non si parla di economia produttiva – perché Grillo è seguace delle teorie genocide sulla decrescita del Latouche – né di lotta a quei fenomeni speculativi che rappresentano il vero cancro del mondo. Ed in esso non si parla neanche dell’idea della cooperazione tra Stati sovrani, come manifestazione prima in campo politico della concezione dell’uomo in termini di homo homini fratres da cui si è venuto scostando il diritto internazionale – per la gioia di Bush, Blair, Padoa Schioppa[3] - ad esplicita onta del Trattato di Westfalia del 1648.

Parte integrante del programma politico di Grillo è infine il contenuto di una lettera che Marco Pannella[4] gli ha mandato. In essa si parla di riduzione della popolazione mondiale di almeno della metà rispetto ai quasi 7 miliardi di persone.

Non è la prima volta che mi imbatto in un’ambientalista la cui soluzione di fondo sfocia nel malthusianesimo[5]. Il principe Filippo d’Edimburgo, da un punto di vista strategico il più noto ambientalista del mondo, nonché fondatore del Wwf, è altresì noto per affermazioni del tipo: “Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione[6].

Marco Pannella nella lettera che Beppe Grillo fa propria, riportandola per intero nel suo programma, afferma:“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista …”.

Questa è la filosofia dei ricchi codardi abituati a credere di essere i padroni del mondo. Senza alcuna base scientifica – nella migliore delle ipotesi ogni dato a cui hanno provato a dare una parvenza di scientificità è stato contraddetto dall’intrinseca capacità umana di aumentare la propria capacità relazionale con l’universo – sciorinano cifre, impongono limiti, ma sempre agli altri, sempre ai più deboli (i posteri che non potranno esserci, i paesi del terzo mondo che non possono progredire perché altrimenti ci fregano la possibilità di mantenere il nostro tenore di vita).

Tutto è riconducibile alla tradizione malthusiana che con il National Security Study Memorandum 200[7] prodotto dell’ufficio di Henry Kissinger (il documento segreto, datato 1974, viene declassificato nei primi anni ’90) diviene strategia politica ufficiale dell’Impero britannico[8], prima che degli Stati Uniti. Al paragrafo 29 di questo studio, infatti, si parla di “programmi demografici” che portino al raggiungimento dell’obiettivo dei “3 miliardi [di persone] in meno nel 2050”.

Beppe Grillo entra in gioco mentre un po’ tutta la sinarchia ha deciso di staccarsi di dosso il peso della politica. Questa, infatti, esegue troppo lentamente i disegni che l’oligarchia vorrebbe attuare, e che sempre più velocemente si impongono visto l’accelerarsi della crisi finanziaria in corso.

Infatti, il contesto di fondo in cui l’incompetente classe politica è stata messa nel mezzo è il seguente: trasmissioni di satira che hanno funzionato da apripista per il lancio di inchieste che denunciano la “cattiveria” dei politici (peccato che non ci svelino mai per quali interessi agiscano); l’establishment economico (Montezemolo, ndr) che dal pulpito sferra attacchi alla classe politica; la Lega Nord considerata ancora dai propri aderenti una forza popolare, invoca la discesa nelle piazze. Queste, sono tutte forze che fanno nominalmente capo alla destra italiana. Ed a sinistra? Ecco che arriva Grillo. Ora anche il popolo di sinistra – dopo i fallimenti di Moretti e degli altermondialisti – ha il suo capo popolo per distruggere la “cattiva” classe politica.

Proprio come nel Don Giovanni di Mozart, i villani scambieranno il lacchè di turno, Leporello, per il ben più pericoloso Don Giovanni. Fare fuori Leporello (la classe politica) non servirà a niente se Don Giovanni (l’oligarchia finanziaria) resterà in piedi. E pensare che a consentire un fraintendimento di questo tipo, nell’opera di Mozart fu un villano offeso, il buon Masetto (Beppe Grillo)!

Nel dettaglio, il programma di Grillo propone inevitabilmente qualche soluzione meritevole di essere presa in considerazione, ma a queste affianca altre proposte totalmente inconsistenti. Grillo suggerisce l’incentivo di mezzi di trasporto pubblici, ma a ciò affianca l’“incentivazione alla produzione di automezzi con motori alimentati da biocombustibili”.

Il movimento di LaRouche denunciò circa due anni fa in tutto il mondo come la scelta dei biocombustibili, in particolare l’etanolo, fosse una scelta sciagurata sia perché scientificamente incompetente (visto che il processo produttivo fa sì che si bruci più petrolio rispetto al combustibile prodotto), sia perché da un punto di vista strategico – ciò che più conta – questa nuova moda dell’ambientalismo avrebbe ridotto le scorte alimentari mondiali comportando fenomeni speculativi a danni delle popolazioni più deboli[9]. L’aumento dei prezzi dei prodotti cerealicoli di questi giorni è tutto lì a dimostrare l’esattezza di quella previsione.

Il programma di Grillo critica meritoriamente l’approccio aziendalista alla sanità, ma non crede alla possibilità di una sanità completamente gratuita (“ticket per integrare il finanziamento pubblico”). Non crede a ciò perché di fatto in ambito economico aderisce anche alle teorie monetariste. Crede, proprio come un po’ tutto l’establishment politico-economico, che l’economia sia imperniata sul denaro e sui bilanci e non sul credito nazionale e l’economia fisica (per lui essa andrebbe ridotta).

In ambito economico accenna a poche cose, senza toccare la questione di fondo, quella del credito, quella che è elemento discriminante tra il modo di intendere il ruolo dello Stato nell’economia nella prima fase post-bellica e quella odierna tutta centrata sulle banche centrali e dunque sulle banche private.

Suggerisce tout court di vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale – senza distinguere dunque tra finanziamento delle attività produttive e finanziamento delle attività speculative – e in ambito economico-fisico dice aprioristicamente no all’economia delle grandi opere e dei trasporti su scala mondiale. Grillo dovrebbe riflettere sul fatto che i popoli si sono uniti proprio passando per la creazione di vie di comunicazione comuni che unissero tra di loro i vari principati, le varie signorie, le varie terre. La vicinanza, la facilità di raggiungimento consentita da vie di comunicazione su scala translocale, ha agevolato il dialogo tra i popoli e la loro successiva unità. Tutto ciò non è mai piaciuto all’impero britannico.

Grillo parla poi di allineare le tariffe energetiche a quelle degli altri paesi europei. Come è fattibile ciò se non tagliando il costo del lavoro, e dunque incidendo sui tenori di vita reale dei lavoratori? Grillo sa che l’Italia è un paese senza materie prime? Sa che l’unica produzione energetica con densità di flusso tale da reggere una moderna economia, di cui ogni paese del mondo può dotarsi, è il nucleare? Ha riflettuto sul concetto di free energy, cioè energia libera dall’impiego per usi civili e produttivi, da destinare invece alla sperimentazione ed alla ricerca?

Sull’indipendenza, evidentemente anticostituzionale, di authority e Banca d’Italia, anche qui nessun accenno. Anzi, alle prime suggerisce di riconoscere ancor più potere.

La riduzione del debito poi, per Grillo, deriverebbe dal taglio degli sprechi. Niente di nuovo sotto il sole. La solita solfa rigorista alla Padoa-Schioppa. Con Hamilton, Lincoln, Roosevelt è bene dire che l’unico modo per ridurre costantemente il debito di una nazione è aumentare la sua produttività grazie all’evoluzione tecnologico-scientifica. Dopo un ventennio di tagli alla spesa pubblica, da tagliare restano solo briciole (il debito pubblico italiano è qualcosa di più rispetto alle briciole!).

Ma in merito al sistema a cambi fluttuanti, filo-speculativo e di fatto condizionante la sovranità economico-politica dei popoli, su cui è imperniato l’intero sistema monetario internazionale, non dice niente. In merito all’idrovora speculativa degli hedge funds di cui è divenuta schiava tutta l’economia produttiva mondiale (a parte la Russia) non dice niente.

Grillo non va dunque al centro della questione, ma naviga su un livello di superficie così come tutta la classe politica da lui criticata.

Come accennato all’inizio, la degna conclusione di questo evanescente programma è la lettera di Pannella. Il problema di fondo per Grillo sarebbe che siamo in troppi. Pannella e Grillo sanno quali siano le politiche di “rientro dolce” della popolazione perché si riduca dai quasi 7 miliardi ai 3 miliardi richiesti (non si sa su che base scientifica)?

Grillo e Pannella ben capiranno che se le risorse naturali tendono ad esaurirsi – ma in realtà la natura è caratterizzata da processi viventi che sono tutt’altro che entropici – il problema della relazione tra l’uomo e la natura – che non è solo relativo alla produzione di energia – tornerà a porsi. A quel punto ci riduciamo ad un miliardo e mezzo?

In ogni caso, per serietà politica, Grillo e Pannella devono avere il coraggio di dire quali siano questi metodi di “rientro dolce”. Forse la sterilizzazione coatta, i disincentivi fiscali a chi procrea “troppo”, oppure la guerra batteriologica come suggerito da Bertrand Russell ne L’impatto della scienza sulla società.

Negli anni ’60, tanto era il valore della vita umana, gli approcci di un Kennedy o di un La Pira erano diametralmente opposti: una grande alleanza planetaria per rendere vivibili gli altri pianeti dello spazio.

La visione di un Grillo o di un Pannella è viziata da una concezione pessimistica, hobbesiana, della natura umana; quella di un Kennedy o di un La Pira era invece illuminata da una concezione ottimistica della natura umana. L’uomo, se fa l’Uomo, ha tutto il potenziale per opporsi all’entropia del regno inorganico. L’anti-entropia universale è tutta lì pronta ad agevolare il suo compito. Se l’uomo crede di risolvere i propri problemi riducendo la sua capacità d’azione, dunque le sue capacità cognitivo-creative, non ha compreso nella gerarchia universale quale sia il proprio ruolo. Ridurre la presenza umana così come la produzione energetica vuol dire condannare l’umanità alla progressiva distruzione. La visione epistemologica di Grillo ci riporterebbe dritti dritti al medioevo: persone ridotte alla sussistenza, inconsapevoli del fatto di essere chiamate a dialogare con l’universo e non a subirne l’arbitrio. Il Rinascimento che seguì l’epoca buia medioevale ebbe il merito di far riscoprire all’uomo questa sua missione; è in quel momento che la scienza e l’arte divengono strumento per manifestare la capacità ontologica dell’uomo: un progressivo cammino di conoscenza di sé stesso e di ciò che ha intorno a sé.

Rivolgo dunque questo appello a Grillo: Grillo abbandona Latouche (e Filippo) e scopri LaRouche, darai un’autentica via d’uscita all’umanità!

Claudio Giudici



[1] http://www.movisol.org/znews063.htm, 27 settembre 2007. Forse le simpatie nazistoidi del principino Harry non devono essere viste come semplici marachelle di gioventù!

[2] Col suo Quantum Fund Soros gestiva anche i capitali della Corona inglese.

[3] Il Mulino, 1/2006, numero 423, pag, 199.

[4] Pannella accusa anche il nazismo di essere un’ideologia rea di contribuire allo “tsunami natalista”. Pannella dimentica forse che l’intento di Hitler era di ridurre le popolazioni non germaniche per fare posto a quella germanica. La fallace radice epistemologica era dunque la stessa che lui propugna: “Abbiamo bisogno di spazio e per crearcene dobbiamo eliminare l’altro che ce lo occupa, non cercarne di nuovo!”. Dunque per Hitler come per Pannella, la lungimiranza è resa cieca dal fallace primus epistemologico: credere che l’uomo sia essere meramente confinato allo spazio terrestre e della cui vita si possa disporre alla stessa stregua di qualsiasi altro elemento della biosfera.

[5] Nel marzo 2006 assistetti ad un incontro di scienza organizzato dal Comune di Scandicci, dal titolo “Il Benevolo disordine della vita” in cui relatore era il prof. Marcello Buiatti dell’università di Firenze. L’interesse a partecipare a quell’incontro mi fu suscitato dal presentimento che l’oggetto trattato, solo in apparenza ristretto al campo scientifico, avrebbe avuto delle inevitabili ripercussioni in campo socio-politico. Così fu: il prof. Buiatti dopo aver debuttato con l’elogio di Darwin, concludeva con l’apologia maltusiana della riduzione della popolazione mondiale. Da tale incontro ne scaturì una riflessione che inviai al prof. Buiatti – senza riceverne riscontro – il cui titolo era “Critica "benevola" a Il Benevolo Disordine della Vita ovvero il falso problema della sovrappopolazione”. Il testo della lettera è riportato al link http://claudiogiudici.ilcannocchiale.it/?YY=2007&mm=9&dd=26, 26 settembre 2007.

[6] Deutche Presse Agentur”, agosto 1988. Altre affermazioni in tal senso sono rintracciabili al link http://www.movisol.org/genocidi.htm, 24 settembre 2007.

[7] http://www.movisol.org/nuc1.htm, 24 settembre 2007. Per ulteriore materiale una velocissima ricerca sul web soddisferà le esigenze dei più interessati all’argomento.

[8] Kissinger stesso si è autodefinito agente della Corona inglese.

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