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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


Progetti ferroviari in Africa


Progetto ferroviario nei Balcani


Progetti ferroviari ed energetici nel Medio-Oriente




 

 

 

 

BREVE STORIA DELL'ECONOMIA MONDIALE DAL 1945 AL 2008


 

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25 aprile 2007

Intervista rilasciata a "La Stampa"

Nella sezione "quadrata" in basso a destra della pagina de La Stampa, l'intervista che ho rilasciato al giornale di Torino, durante il congresso Ds a Firenze, mentre facevo attivismo con i miei amici del Movimento Solidarietà, per un Partito Democratico antioligarchico e filo-rooseveltiano.
Gli hanno dato il titolo (sic! per "il pessimista): Il pessimista: "Meno liberismo"




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25 aprile 2007


 

  

Movisol ai congressi DS e Margherita: Roosevelt e LaRouche siano i modelli del PD!

24 aprile 2007 – Un gruppo di attivisti del Movimento Solidarietà è intervenuto ai congressi dei Democratici di Sinistra a Firenze (19 aprile) e della Margherita a Roma (21 aprile), suggerendo ai delegati che il nascendo Partito Democratico si orienti a Roosevelt e LaRouche piuttosto che Al Gore e altri “democratici per il fallimento”. L'intervento di Movisol ha avuto un impatto diretto, con centinaia di Solidarietà e Progresso distribuiti ai delegati, ed una certa eco sui mass media.
L'inviato di La Stampa al congresso DS ha intervistato Claudio Giudici, rappresentante di Movisol a Firenze, e ha pubblicato l'intervista il 20 aprile. Giudici, che viene presentato come portavoce dell'opinione “critica” nei confronti del Partito Democratico, afferma: “Ho votato per i DS e nel passato ho provato con la Margherita, ma sono ancora troppo poco 'Democratici', almeno per quello che intendo io. Assieme ad un gruppo di amici abbiamo cominciato a studiare l'esperienza del Partito Democratico USA, ma la sua ala rooseveltiana, quella che fa capo all'economista Lyndon LaRouche, che non vorrebbe buttar via la grande tradizione del dirigismo”.
“Chi l'ha detto - prosegue Giudici - che il Partito Democratico deve essere superliberista in economia? Sia Prodi che D'Alema, a parole, l'hanno riconosciuto. Però, nei fatti, la direzione presa mi pare quella. Invece io vorrei un maggior dialogo anche con quella sinistra-sinistra più moderna, ad esempio Gennaro Migliore che ci ha invitato a discuterne in Parlamento. Questo PD che nasce è solo quello dei Soros o quello oligarchico alla Felix Rohatyn?”, chiede polemicamente Giudici.
Benchè l'intervista abbia semplificato alcune affermazioni del rappresentante di Movisol, purtuttavia essa ha fornito grande visibilità ed è sicuramente stata letta da numerosi delegati.
A Roma, al congresso della Margherita, Giudici è stato poi intervistato dal canale satellitare di Sky, che dovrebbe mandare in onda l'intervista nel corso di un programma sul congresso la settimana del 23-29 aprile sulla frequenza 890.
Gli attivisti di Movisol hanno distribuito direttamente ad almeno un terzo dei delegati dei due congressi il giornale Solidarietà e Progresso e un documento sul Partito Democratico e il vero “Sistema Americano” di economia politica, suscitando numerosi capannelli e discussioni.

Tratto da http://www.movisol.org/07news063.htm




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25 aprile 2007


Sergei Ivanov: investire nei grandi progetti e nell’industria

Elevato all’incarico di primo vice primo ministro della Russia a febbraio, Sergei Ivanov ha presentato i suoi propositi per la nuova responsabilità in una intervista apparsa il 12 aprile sul Financial Times, che nella versione stampata si è premurato di omettere molti importanti concetti economici presentati dall’intervistato, a cui accenniamo di seguito. Chiamato ad occuparsi del “settore reale dell’economia, meno l’energia” (ma compreso il nucleare) Ivanov ha spiegato nella prima parte della conversazione come lo stato deve promuovere gli interessi nazionali operando attraverso delle grandi holding industriali create sotto la sua supervisione.

Ivanov ha contestato l’idea secondo cui la Russia è contenta del rialzo in corso dei prezzi energetici. In realtà, ha spiegato, “i prezzi petroliferi alti sono uno svantaggio più che un vantaggio per la nostra economia” perché rimandano “passi decisivi verso l’innovazione e un’economia di conoscenze”. Sviluppando un tema su cui insiste molto il presidente Putin, Ivanov ha detto che il suo compito è principalmente “lo sviluppo di un’economia più diversificata”, con infrastrutture dei trasporti (aerei, marittimi, ferroviari, stradali), energia nucleare, spazio, telecomunicazioni e uso commerciale del Glonass (il sistema di posizionamento satellitare russo). In alcuni di questi settori, come quello nucleare e spaziale, la Russia può essere competitiva sui mercati mondiali. Ha anche citato positivamente le joint venture che la Russia ha con la Boeing e con la Finmeccanica.

Italia e Germania sono i parter con cui la Russia riesce meglio a collaborare, ha spiegato Ivanov, ed “in parte” questo vale anche per la Francia, mentre ha sottolineato la maggiore chiusura di Stati Uniti ed Inghilterra. Ha spiegato l’importanza dell’intervento statale nell’economia, “non perché – ha detto - vogliamo che lo stato controlli tutto”, ma perché vi sono settori, come il nucleare, che sono inseparabili dall’industria militare e altri, come quelli ferroviario e cantieristico, in cui “per definizione” lo stato ha una partecipazione del 75 per cento.

“Molti rimproverano alla Russia di creare holding enormi nei settori aerospaziale, cantieristico, nucleare, spaziale — dei supermostri monopolistici che opprimono il mercato. Ma il settore privato non interviene in questi mercati ... va nella telefonia mobile. E quando c’è bisogno di grandi risorse e crediti agevolati a lungo termine, perché occorrono quattro o cinque anni per costruire una nave moderna e perché un tale investimento comincerà a fruttare, allora capisci. Gli investitori privati semplicemente non investono in queste cose ed è quindi necessario creare queste holdings.”

Allo stato compete lo sviluppo di infrastrutture per lo sviluppo di regioni sottopopolate. Su due terzi della Russia ci sono solo 20 milioni di persone su 142. Occorre incoraggiare l’immigrazione in tali aree creando le necessarie infrastrutture, ha spiegato Ivanov.

Tratto da EIR Executive Intelligence Review Strategic Alert – Edizione italiana
  anno 16 n. 17  – 26 aprile 2007




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25 aprile 2007


I videogiochi killer dietro il messacro della Virginia

Il fiume dei commenti sulla strage avvenuta nel campus Virginia Tech apparsi sui mezzi d’informazione stampati ed elettronici statunitensi pare concepito per nascondere la sostanza dell’accaduto. Questa non riguarda i dettagli cruenti dell’episodio ma piuttosto le responsabilità dei videogiochi killer di case produttrici, come Microsoft, che finiscono per trasformare dei ragazzi in gelidi killer. In tale operazione ad esempio si è distinto il Washington Post, come riferito di seguito.

Secondo Lyndon LaRouche questi videogiochi agiscono sulla mente come una droga, capace di trasformare gente normale in killer programmati, ed occorre quindi toglierli dal commercio. Nei commenti si è evitato accuratamente l’argomento essenziale: tanta gente è morta perché qualcuno ha libertà di fare soldi vendendo sistemi che trasformano i giovani in killer.

Riferendosi ai suoi numerosi interventi precedenti su questo argomento, in particolare tra il 1999 e il 2000,  LaRouche è tornato a spiegare la necessità di affrontare questa minaccia con uno scritto disponibile sul sito www.larouchepac.com.

 

L’insabbiamento della stampa

Il 17 aprile il Washington Post ha postato e ritirato dopo pochi minuti la notizia secondo cui Cho Seung Hui, il giovane killer di Blacksburg, era un appassionato del videogioco Counterstrike della Microsoft, come riferisce un avvocato della Florida che aveva già rappresentato le vittime della sparatoria avvenuta in un campus di Paducah, Kentucky, nel 1998. Successivamente il Post ha anche commentato che un fatto del genere “non è importante a sufficienza”.

Il Post ha deciso e il resto del mondo dell’informazione si è adeguato: di Counterstrike non ne ha più parlato nessuno. Non si tratta solo dei soldi della Microsoft, ma anche della complicità di ambienti di governo nello sviluppo dei metodi di addestramento virtuale per soldati e poliziotti. Dopo aver sviluppato questi software per addestrare ad uccidere istintivamente e senza riflettere, come automi, al governo c’è chi ha deciso di gettare il prodotto sul mercato, farci i soldi e rovinare la gioventù.

Cho Seung Hui risulta inoltre iscritto nella sua università ad un corso di film e letteratura contemporanea sull’orrore che è stato offerto per la prima volta ad autunno.

L’avvocato Kack Thompson ha letto sul sito del Washington Post, il giorno dopo la strage:

“Diversi giovani coreani che conoscevano Cho Seung Hui dalle scuole superiori riferiscono che era un fanatico dei videgiochi violenti, in particolare di Counterstrike, popolarissimo gioco online della Microsoft in cui i giocatori entrano in formazioni terroristiche o antiterroristiche e si sparano l’un l’altro con armi di tutti i tipi”.

Ma pochi minuti dopo, l’articolo era sparito, e l’avvocato che chiedeva spiegazioni si è sentito rispondere che sull’argomento c’erano articoli più nuovi. Thompson ha chiesto a Microsoft di sospendere le vendite di Counterstrike.

“Il vostro videogioco, un simulatore per killer, secondo una notizia apparsa sul Washington Post, lo ha addestrato per godere nell’uccidere e insegnandogli come si fa” dice Thompson nella lettera personalmente indirizzata a Bill Gates. “Voi sapevate cinque anni fa che si parlò del vostro videogioco online Counterstrike già in occasione del massacro della scuola di Erfurt, tanto che la cosa all’epoca influenzò persino la corsa alla Cancelleria tedesca!

“E invece eccovi lì, a cinque anni dall’episodio di Erfurt, a vendere Counterstrike, senza aver fatto niente per eliminare questo simulatore di sterminio di massa dai vostri server, e sembra proprio che ‘Virginia Tech’ ne sia la conseguenza ...

“Mr. Gate, ritiri Counterstrike subito - o c’è bisogno di altri morti per convincerla? Il Virginia Tech è stato l’11 settembre delle sparatorie scolastiche e pare che Microsoft vi sia dentro fino al collo, in modi diversi”.

Tratto da: EIR Executive Intelligence Review Strategic Alert – Edizione italiana
  anno 16 n. 17  – 26 aprile 2007




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18 aprile 2007


Generale russo: il crac finanziario alimenta le spinte guerrafondaie

Riecheggiando le analisi (ma non le soluzioni) di Lyndon LaRouche, il generale russo in congedo Leonid Ivashov ha lanciato l’allarme: la spinta dell’amministrazione Bush per un attacco nucleare contro l’Iran è la risposta inevitabile “al crac del sistema finanziario globale”. Attualmente vice presidente dell’Accademia Russa per gli Affari Geopolitici, Ivashov ha in diverse occasioni denunciato i piani dell’amministrazione Bush, elaborati in combutta con Israele, per lanciare un’aggressione nucleare dell’Iran.

In un articolo apparso su Global Research il 9 aprile, Ivashov afferma: “Per quale motivo reale gli USA vogliono scatenare questo conflitto militare? Iniziative che hanno conseguenze globali possono essere concepite solo per affrontare un problema globale. Questo problema non è affatto segreto, è la possibilità di un crac del sistema finanziario globale fondato sul dollaro USA. Attualmente la massa monetaria USA supera il valore totale degli assets statunitensi di un fattore superiore a dieci. Tutto ciò che c’è negli USA — industria, edifici, high-tech, ecc. — è stato ipotecato per più di dieci volte nel resto del mondo. Un debito di tali proporzioni non può più essere ripagato, può essere soltanto annullato.

“Le cifre in dollari sui conti di individui, organizzazioni e casse statali sono una realtà virtuale. A questi numeri scritti non corrispondono prodotti, valori o qualsiasi altra cosa effettivamente esistente nella realtà.

“La cancellazione di questo indebitamento degli USA nei confronti del resto del mondo trasformerebbe la maggioranza della popolazione in risparmiatori imbrogliati. Sarebbe la fine della ben collaudata regola del vitello d’oro. Il significato degli eventi a venire è davvero epico. È per questo che l’aggressore ignora le conseguenze catastrofiche globali della sua offensiva. La bancarotta dei ‘banchieri globali’ ha bisogno di eventi di forza maggiore di proporzioni globali per sottrarsi a questa situazione.

“La soluzione è già pianificata. Gli USA non hanno nulla da offrire al resto del mondo per evitare il declino del dollaro oltre ad operazioni militari come quelle in Jugoslavia, in Afghanistan e in Iraq. Ma anche questi conflitti locali offrono soltanto effetti a breve termine. Occorre qualcosa di dimensioni ben più grandi e anche molto urgentemente. Si sta avvicinando il momento in cui la crisi finanziaria indurrà il mondo a rendersi conto che tutti gli assets statunitensi: tutte le sue industrie, la sua tecnologia, e altri potenziali non appartengono di diritto al paese. Allora bisognerà confiscarli per compensare le vittime, ed il diritto di proprietà di tutto ciò che è stato acquistato con i dollari in tutto il mondo — tutto ciò che è stato estratto dalla ricchezza di diverse nazioni — dovrà essere riconsiderato”.

Tratto da: EIR Executive Intelligence Review Strategic Alert – Edizione italiana anno 16 n. 16  – 19 aprile 2007 (www.movisol.org)




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2 aprile 2007

Il razzista Al Gore

Lyndon LaRouche ha lanciato negli USA una campagna di denuncia del razzismo che anima l'intera carriera di Al Gore, primo responsabile delle ripetute sconfitte elettorali e politiche dei democratici. La rivista EIR ha già pubblicato e continuerà a pubblicare dossier e documentazioni su questi temi:

* Al Gore iniziò la sua carriera politica come pennivendolo dell'FBI nella famosa "Operation Fruehmenschen" (ovvero operazione uomo primitivo, come caratterizzazione dispregiativa dei neri) con la quale la FBI gestì una vasta serie di trappole per incastrare e rovinare i politici e altri leader di colore. Nel 1974 Gore partecipò alla trappola tesa contro Morris Haddox, un leader dei neri di Nashville impegnato ad impedire che la propria comunità fosse disgregata dalla diffusione di droga e dalla prostituzione, controllate dalla locale polizia. A quell'epoca una convention dei neri condannò all'unanimità la condotta di Gore e del suo datore di lavoro al giornale Tennessean di Nashville.

* La carriera politica di Al Gore è stata finanziata dai settori del partito democratico controllati in passato da Averell Harriman e oggi da Felix Rohatyn. Si tratta di ambienti che, come è stato documentato dall'EIR e da altri, hanno promosso il razzismo con l'eugenetica e con il “controllo demografico”, che, come noto, è soprattutto indirizzato a colpire le “popolazioni povere”.

* Tra gli aspetti recentemente messi in luce da queste ricerche spicca il ruolo del Middlebury College, nel Vermont, dove Rohatyn ha un suo centro di influenza, che da almeno un secolo è il centro della campagna di eugenetica, mirante soprattutto allo sterminio dei pellerossa e dei franco-canadesi, tanto che Rohatyn si è meritato il soprannome di “Mostro di Middlebury”. Dagli anni Sessanta il Middlebury College guida gli studi ambientalisti ed oggi è all'avanguardia sul tema della riduzione delle emissioni. Ad esempio, Jonathan Isham, luminare ecologista della scuola, appartiene sia al Centro di Rohatyn nell'università che al Climate Project di Gore. Prima di darsi all'ecologia però questo Isham studiò antropologia, compreso uno studio per la Banca Mondiale sulle dinamiche sociali in Africa e in Asia in rapporto agli investimenti, in particolare per l'acqua.

* Al Gore si adoperò in prima persona per impedire il trattamento dei malati di AIDS in Sud Africa con medicinali generici all'epoca in cui presiedette la Commissione USA-Sud Africa sull'AIDS. Egli infatti minacciò rappresaglie economiche contro una nazione messa in ginocchio dalla piaga dell'AIDS, cosa per cui fu giustamente criticato dagli attivisti contro l'AIDS come un tentativo di genocidio contro l'Africa Nera. Dopo essersi riempito la bocca di tanti buoni sentimenti verso le vittime dell'AIDS Gore si schierò con gli interessi dei monopoli farmaceutici avallando di fatto il genocidio.

* Dalla fine degli anni Ottanta Al Gore promuove l'embargo della tecnologia moderna verso il Terzo Mondo, con la scusa che si tratta di “tecnologia duale”, ovvero utilizzabile sia per scopi civili sia militari. In queste tecnologie duali rientrano persino i mezzi di trasporto pesanti e i composti chimici primari per la produzione di fertilizzanti, per non parlare del nucleare. A proposito dell'Iraq Gore ebbe a dire: “Il mondo non ha bisogno del contributo iracheno alla scienza spaziale o dei risultati dell'Iraq nella fisica nucleare - pratica o applicata”. Questo apartheid tecnologico contro il Terzo Mondo colpisce in particolare le popolazioni “colorate”.

* Il presunto programma ambientalista di Al Gore, ripreso letteralmente da quello dell'erede al trono d'Inghilterra principe Carlo, in pratica è un attacco rivolto alle popolazioni del Terzo Mondo, soprattutto quelle africane, in quanto tende a privarle di ogni opportunità di sviluppo industriale da cui dipende la possibilità di queste popolazioni di sottrarsi al genocidio imposto con il sottosviluppo.

La logica di questa truffa ambientalista è stata criticata persino dall'ottantenne Fidel Castro secondo il quale la conversione del mais in etanolo - come esige il programma ambientalista - condurrebbe necessariamente alla morte prematura di tre miliardi di persone in tutto il mondo.

Questo articolo e quello sotto sono tratti da Executive Intelligence Review - Strategic Alert – Edizione italiana anno 16 n. 14-15 – 5 aprile 2007




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2 aprile 2007

Bild sulla frode del riscaldamento globale

Quando in Germania un argomento finisce sul quotidiano ad altissima diffusione Bild significa che al proposito le forze politiche hanno raggiunto il consenso ed agiscono di conseguenza. Il 30 marzo, sia l’edizione cartacea che quella internet del Bild hanno pubblicato una denuncia della presunta catastrofe provocata dalle emissioni di CO2. L’articolo, che giunge a seguito dell’intensa mobilitazione internazionale del movimento di LaRouche, ha questo titolo e occhielli: “Allarme clima o eco-menzogna?”, “Il CO2, stando ai rapporti, non c’entra”, “Allarme clima: il riscaldamento globale non c’entra niente con il CO2”.

L’articolo esordisce: “Che succede? Da mesi i politici e gli scienziati di tutto il mondo proclamano che l’uomo è responsabile del riscaldamento globale. La massa di CO2 che egli produce riscalda il pianeta. Il prestigioso Frankfurter Allgemeine Zeitung adesso riferisce però l’esatto contrario. La terra si riscalderebbe e poi si raffredderebbe principalmente a motivo delle oscillazioni naturali. L’influsso dell’uomo e delle sue automobili è decisamente minimo!”

L’articolo passa quindi a presentare tre tesi principali che contraddicono l’isteria da clima. La prima dice che i periodi di caldo e di freddo si alternano da sempre, a prescindere dalla concentrazione di CO2 nell’atmosfera, come accade dall’8000 a.C. ad oggi. La seconda tesi dice che gli inverni caldi (come quello 2006-2007) non costituiscono la prova di un reale cambiamento climatico. Sono esistiti sempre, come l’estate del 1904, quando l’Europa fu investita da un caldo tropicale, tanto che il grande fiume Elba rimase quasi a secco. L’inverno del 1907 fu così mite che le piante cominciarono a fiorire in dicembre, come in primavera. Il motivo, spiega Bild, è l’aumento delle radiazioni solari e gli scienziati danesi hanno dimostrato che il sole alla fine del 20mo secolo ha emesso radiazioni tanto intense come non è mai accaduto negli ultimi mille anni. La terza tesi afferma che il quantitativo di CO2 nell’atmosfera non dipende quasi affatto dalle automobili, ma che l’attività umana contribuisce solo dall’1 al 4 per cento delle emissioni mondiali. La respirazione degli esseri umani produce 2,5 milioni di tonnellate di C02 e le macchine ne producono 6,7 milioni. Il grosso del CO2 viene dalla respirazione animale e dagli oceani.

Se si tenessero spente tutte le automobili non si influirebbe in alcun modo sul clima, ed infine, “il contributo umano alla produzione di CO2 non dev’essere né esagerato né negato. Ma non giustifica l’isteria sul clima. E soprattutto non basta a prevedere il clima con 100 anni di anticipo, giacché è già difficile prevedere quale sarà il clima nei prossimi tre giorni”. In conclusione, chiede il Bild, “Che cosa dobbiamo credere adesso?”

Tra gli altri organi di stampa che hanno preso posizione contro la truffa delle emissioni ricordiamo il Rheinische Post e la rivista Stern, in Germania; il Telegraaf in Olanda e il De Morgen in Belgio. Si tratta di articoli identici o sulla falsariga di quello del Bild.

Ricordiamo che questa ondata si verifica a conclusione del viaggio propagandistico di Al Gore in Europa. Il 29 marzo l’ex vice presidente USA è stato salutato a Stoccolma da uno striscione del LYM: “Il cambiamento del clima è tanto scientifico quanto l’eugenetica”.

Mentre Gore si vanta del fatto che tutti gli scienziati accreditati concordano con la sua teoria, sono almeno 17 mila gli scienziati americani che hanno sottoscritto una petizione contro il protocollo di Kyoto. La petizione, che circola dal 1998, è corredata da articoli specialistici sugli effetti ambientali del CO2 di Sallie L. Laliunas e Willie Soon, astronomi di Harvard, e da una lettera di Frederick Steitz, ex presidente dell’Accademia delle Scienze USA e presidente d’onore della Rockefeller University.




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