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"Tassisti ignoranti, brutti e cattivi!"... Ma Cusano pensava a loro quando scrisse La Docta Ignorantia?
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Mi rifiuto di accettare l'idea che il modo in cui "si è" ci renda moralmente incapaci di diventare "ciò che dovremmo essere". (Martin Luther King)

  RIFLESSIONI, ARTICOLI, INTERVENTI di Claudio Giudici: 

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
(Mahatma Gandhi)

 

 

AMERICAN REVOLUTION


Coloro che professano di volere la libertà, ma deprecano l'azione politica, sono come gli uomini che vogliono il raccolto senza seminare, o la pioggia senza lampi e tuoni. Vogliono l'oceano senza il terribile brusio delle sue possenti acque. (Frederick Douglass)

SCIENZA

"Il selvaggio disprezza l'arte e riconosce la natura come sua assoluta sovrana; il barbaro deride e disonora la natura, ma, più spregevole del selvaggio, molto spesso continua ad essere schiavo del suo schiavo. L'uomo colto si fa amica la natura e ne rispetta la libertà, semplicemente frenandone l'arbitrio."
(Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, n. 4)
 
 

 

Dal libro della Sapienza (6)
Chi cerca la sapienza la trova
[12]La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.
[13]Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
[14]Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.
[15]Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
[16]Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
[17]Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;
[18]l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
[19]e l'immortalità fa stare vicino a Dio.
[20]Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
[21]Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

"Quid Veritas?" chiede Ponzio Pilato a Gesù Cristo.
"What is love?" chiede il principe Carlo d'Inghilterra al giornalista che chiedeva a lui e Diana se si amavano.
Verità ed Amore, così come la Libertà, la Giustizia, il Bene, il Bello, sono il Cerchio che al nostro occhio pare di avere tracciato. Credete veramente di essere in grado di tracciare un Cerchio? Sì, mi riferisco a quell'inesistente complesso di punti tutti equidistanti dal medesimo fuoco. Credete veramente di averlo tracciato col vostro bicchiere, col vostro compasso, con la vostra macchina ad altissima precisione? No, non lo avete tracciato. Al vostro occhio così appare, ma quello che siete riusciti a fare è solo un'approssimazione di ciò. Bene, se così è, se è impossibile creare il cerchio perfetto, è tuttavia inutile provarci? Se sì, la ruota - che abbiamo detto non potrà essere perfettamente circolare - non è una conquista per l'Uomo, che lo aiuta nella sua relazione con l'Universo? Certo che lo è. Trasferiamo ora tutto questo ragionamento attorno alle Idee di Verità, Amore, Giustizia, Bellezza, Libertà, Bontà.
"Così in terra come è in Cielo".



 

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Ponte di Sviluppo infrastrutturale globale 
di Lyndon LaRouche


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25 dicembre 2009

Un Sereno Natale

Firenze, Natale 2009.

L'invito alla riflessione che ci porta il giorno del Natale, è sempre quello della sfida che Gesù Cristo ha rivolto al mondo con l'interezza della Sua vita. Gesù nasce sotto un impero, e la Sua denuncia e la Sua azione sono volte a colpire ciò che invece si equivocava come corrispondente al giusto.

Ciò emerge in modo chiaro nella parabola delle guarigioni durante il sacro giorno del sabato. La cura dei malati (ritenuta un lavoro) durante la giornata di festa, era considerata opera condannabile da parte della cultura farisaica, perchè in violazione della sacralità del giorno del sabato. Gesù invita a guardare alla sostanza della relativa prescrizione piuttosto che alla sua letteralità: “Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato!”.

Così Gesù sfida un modo di guardare le cose, un modo di pensare, un sistema culturale, per un fraintendimento – in ultima analisi – su ciò che è bene e ciò che è male. Questo ci ricorda l'insegnamento di Socrate per cui il male non sarebbe altro che non conoscenza.

Con tutto ciò ritroviamo delle analogie nel nostro tempo, dove nonostante la mole infinita di informazioni, il fraintendimento, la non comprensione, la mistificazione, portano alla formazione di una calotta d'ignoranza che poi consequenzialmente ispira una serie di azioni che non possono portare al perseguimento del bene.

Nella sua ultima enciclica Benedetto XVI centra tutto il suo discorso intorno al collegamento che deve esservi tra amore (caritas) e verità. Non sarebbe possibile perseguire il primo senza un'azione orientata dalla verità. Molte persone, dall'uomo della strada allo statista, giustificano la loro azione ricorrendo alla “buona fede”: “D'altra parte ho agito in buona fede”. Se ciò può rappresentare la giustificazione che ognuno di noi può dare al prossimo, nel momento in cui essa, nella relazione tra la nostra coscienza e la nostra condotta, diventa regola di vita, si tramuta in quel nichilismo che anche nell'omelia alla messa natalizia in Santa Maria del Fiore, Mons. Betori ha denunciato come alla base di una società dell'apparenza piuttosto che della sostanza (ed ecco così riaffacciarsi la cultura farisaica condannata da Gesù).

Allora, ingenuamente incuranti della Verità o anche soltanto di ciò che in coscienza riteniamo corrisponderle, optiamo per la comoda strada di ciò che in quel momento apparentemente conviene. Ma a prescindere dai metodi che ognuno di noi può autonomamente sviluppare per ricercare la verità, il dato più preoccupante della nostra società è che essa disconosce la verità, e centra tutto sull'opinione. Una babele di opinioni, l'una parificata all'altra, portano così, invece che alla agognata libertà, alla dittatura dell'opinione del più forte, di colui che ha più mezzi per diffonderla, per urlarla, per imporla. Nella piatta parità delle opinioni, nel relativismo delle opinioni che diventa nichilismo, si crea così ugualmente una verità (non importa se autentica o fasulla), importa che sia diffusa, riconosciuta dai più come tale.

In questo preciso momento storico in cui si inserisce questa giornata di Natale, questi temi si legano all'importante vertice sul clima appena conclusosi a Copenhagen e fortunatamente fallito. Questo vertice che ha concentrato le attenzioni del mondo per diversi giorni, è servito a distrarre l'umanità dalla primaria questione della riformulazione dell'attuale sistema monetario e finanziario, lasciato ai diktat del “libero” mercato, ovvero dell'oligarchia finanziaria, a tutto danno della popolazione mondiale.

Nella discussione prodottasi in questo vertice, Benedetto XVI si è voluto inserire dando un suo importante contributo con il discorso “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”, per la Giornata mondiale della Pace 2010.

Differentemente dall'accento posto dal complesso culturale al discorso di Benedetto XVI – quasi ne fosse stata letta soltanto la prima parte (di analisi) – , il Santo Padre offre tutta un'altra prospettiva rispetto alle soluzioni malthusiane (di riduzione della popolazione mondiale) che l'impero britannico mirava subdolamente a far adottare a tutti gli Stati nazionali del pianeta con quel vertice. Questa prospettiva si trova ancora una volta in accordo con le concezioni antropologiche (laiche) di Lyndon LaRouche (si ricordi l'intervento di Padre Bonifacio Honings a Rüsselsheim nel febbraio scorso).

Il Santo Padre non entra ovviamente nel merito dello scandalo del “Climagate”, di cui così poco hanno parlato i media. Quindi tralasciando la frode che si cela dietro al “riscaldamento globale antropogenico” – come denunciata da LaRouche da decenni – così come emersa con lo scandalo delle e-mail dell'East Anglia University, è importante soffermare l'attenzione sul messaggio del Santo Padre.

Benedetto XVI, riprendendo Giovanni Paolo II, avvalora l'importanza di una “coscienza ecologica” che “non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi, trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete”.

Ma quali debbono essere le linee guida per procedere verso questa direzione?

Si pensi a come i movimenti ambientalisti si pongono di fronte alla questione dell'ambiente; essi hanno richiesto con uno schematico documento la riduzione dei gas serra. Sui metodi per ottenerla, non viene detto niente. Tra le altre cose, richiedono che si riducano i gas serra del 40% dai massimi del 1990; se ciò vorrà dire insostenibilità di molte attività economiche, perdita di posti di lavoro, tutto ciò sarà secondario rispetto all'imminente countdown che rischia il pianeta.

E Benedetto XVI invece ammonisce: “La crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell'uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato.” Ed aggiunge: “Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell’economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell’uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo.” Egli ci parla del “senso dell'economia e dei suoi fini”.


 

Ed il discorso di Benedetto XVI entra progressivamente sempre più nel concreto di ciò che dobbiamo fare: “Per guidare l’umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell’ambiente e delle risorse del pianeta, l’uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell’applicazione delle scoperte che da questa derivano.

Ecco che qui l'uomo diventa la soluzione ai problemi di gestione delle risorse, al rapporto relazionale tra esso ed il creato. L'uomo non è dunque il problema, ma la soluzione, se fa ricorso alla sua capacità di ragione cognitivo-creativa. Come dice LaRouche, è la valorizzazione di questa dimensione dell'uomo esprimente la sua somiglianza con Dio, che l'organizzazione politica deve individuare come suo ultimo fine.

Ed il distacco e la critica ai movimenti ambientalisti, si fa più accentuato quando il Santo Padre dice: “La questione ecologica non va affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila all’orizzonte; a motivarla deve essere soprattutto la ricerca di un’autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune. D’altronde, come ho già avuto modo di ricordare, «la tecnica non è mai solo tecnica. Essa manifesta l’uomo e le sue aspirazioni allo sviluppo; esprime la tensione dell’animo umano al graduale superamento di certi condizionamenti materiali. La tecnica, pertanto, si inserisce nel mandato di «coltivare e custodire la terra» (cfr Gen 2,15), che Dio ha affidato all’uomo, e va orientata a rafforzare quell’alleanza tra essere umano e ambiente che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio».


 

Ma il diverso approccio, filosofico, antropologico, epistemologico, con la cultura “neopagana” dei movimenti ambientalisti, diventa inequivocabile quando Benedetto XVI scrive: “D’altra parte, una corretta concezione del rapporto dell’uomo con l’ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell’ambiente ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’identità e il ruolo superiore dell’uomo, favorendo una visione egualitaristica della «dignità» di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l’uomo. La Chiesa invita, invece, ad impostare la questione in modo equilibrato, nel rispetto della «grammatica» che il Creatore ha inscritto nella sua opera, affidando all’uomo il ruolo di custode e amministratore responsabile del creato, ruolo di cui non deve certo abusare, ma da cui non può nemmeno abdicare. Infatti, anche la posizione contraria di assolutizzazione della tecnica e del potere umano, finisce per essere un grave attentato non solo alla natura, ma anche alla stessa dignità umana”.


 

Claudio Giudici


 


 

4 dicembre 2009

Liberalizzazione dell'acqua: i liberisti approfittano della debolezza di Tremonti. Se Berlusconi lo abbandona, è finito!

Il processo di liberalizzazione-privatizzazione previsto dalla fase 2 dell'“Operazione Britannia” ha ripreso il largo. Il Governo dopo aver resistito durante la sua prima fase ai continui assalti da parte delle forze liberiste, ha ceduto con la grave approvazione del dl Ronchi. Avevamo ammonito in merito al fatto che gli attacchi a Berlusconi sul fronte personale erano in realtà attacchi ad un Governo filo-tremontiano. Risultati spuntati questi attacchi, si è puntato direttamente sulle politiche economiche di Tremonti: Draghi, Napolitano, le istituzioni europee hanno più volte messo sotto accusa la politica economica italiana. Questo, nonostante che i risultati registrati sul fronte dell'economia reale e della finanza pubblica siano tra i meno neri d'Europa.

A questo proposito, ciò che conta valutare è che in realtà all'interno della cinghia di forza del sistema dell'Euro, le politiche di Tremonti (dagli omonimi bonds alla Banca del Sud) possono produrre risultati molto ridotti, seppur migliori rispetto a quelli nefasti delle politiche liberiste.

Gli attacchi a Tremonti sono passati poi attraverso forze intestine alla stessa maggioranza di Governo, di fatto rispondenti all'agenda del Partito Britannico.

L'ultimo colpo sferrato contro Tremonti è arrivato dal ministro Renato Brunetta. Brunetta qualche settimana fa aveva lanciato un duro attacco verbale contro i “signori del Britannia”, ma immediatamente intuimmo che non comprendeva completamente la portata strategica di ciò che diceva. Con le accuse rivolte alle politiche economiche tremontiane, Brunetta ha confermato i nostri sospetti.

A titolo di cronaca, è bene ricordare che mentre Brunetta nei mesi antecedenti lo scoppio della crisi finanziaria parlava di un aggancio – nel giro di sei mesi – dell'economia italiana alla crescita economica statunitense (sic!), Tremonti, unico statista in Europa, ammoniva durante tutta la campagna elettorale dai pericoli che l'economia mondiale correva, ed auspicava la creazione di una Nuova Bretton Woods. Tremonti ha ribadito in ogni sede nazionale ed internazionale la necessità imprescindibile per un'autentica ripartenza dell'economia mondiale, di riformare il sistema monetario e finanziario. Così, mentre Brunetta faceva il pugno duro con i dipendenti del servizio pubblico, Tremonti lo faceva con l'oligarchia bancaria!

Dunque il Brunetta economista non ha capito la crisi; il Tremonti giurista sì!

Ma perchè Giulio Tremonti, da deus ex machina del Governo Berlusconi, si è ritrovato tutto d'un tratto isolato da parte di una buona fetta dei colleghi ministri? Perchè Berlusconi stesso è entrato in lite con lui?

Se una certa incidenza la hanno avuta questioni di carattere contingente come la necessità di fonti finanziarie – che Tremonti ha sistematicamente centellinato – da parte dei vari ministri a ridosso delle elezioni regionali, oppure l'incontro tenuto all'Aspen Institute con oggetto la formazione di una futura classe dirigente – cosa che secondo Il Giornale avrebbe particolarmente indispettito Berlusconi – , il repentino cambio di agenda è stato provocato dai G20 di Londra e Pittsburgh dove Obama, sotto le pressioni di Gordon Brown, ha definitivamente virato la rotta della nave verso il mantenimento dell'attuale sistema finanziario (fallito) ed il suo rifinanziamento a danno dei contribuenti. Infatti alla fine del G20 di Londra, Tremonti denunciò che avevano fatto tutto i capi di governo, i quali “si applaudivano anche da soli”.

Obama ha tra i propri consiglieri economici sia quel Larry Summers che promosse nel 1999 il venir meno del Glass-Steagall Act (il corrispondente italiano venne meno con la Legge Draghi), sia quel Paul Volcker che ne sostiene la reintroduzione. Lo standard Glass-Steagall fu introdotto sotto Franklin Delano Roosevelt nel 1933 ed ispirò le riforme bancarie degli anni '30 dopo la crisi del 1929-32. Con esso si distinguevano in modo netto le banche commerciali da quelle d'investimento, impedendo alle prime di partecipare direttamente nell'economia reale, e soprattutto di speculare con i soldi dei depositanti. Obama ha purtroppo deciso di seguire la linea Summers invece di quella Volcker. Tuttavia, seppur migliore, la stessa linea Volcker non è quella decisiva per uscire dal sistema finanziario speculativo odierno. Il fondamentale vizio della proposta Volcker, infatti, è quello di restare intrappolato nel sistema monetarista delle banche centrali dipendenti dalle banche private, invece che puntare alla creazione di un sistema creditizio di banche nazionali dipendenti dai Governi eletti, che ridia autentica sovranità finanziaria ed economica ai popoli nazionali attraverso gli Stati.

Parallelamente, come oramai avviene da circa quarant'anni, la continuazione delle politiche speculative è stata rafforzata con le enunciazioni contro il fantomatico “global warming antropogenico” su cui si è grandemente concentrato Pittsburgh, distraendo così l'attenzione dalla riforma del sistema finanziario.

Tutto ciò ha fatto piombare Obama ai minimi di consenso, con uno storico crollo degli stessi. Conseguentemente questo ha prodotto ovvie ripercussioni sul resto del mondo. L'attuale ascesa del prezzo dell'oro, del petrolio e delle materie prime, ed il corrispondente crollo del dollaro, non sono che il più diretto risultato della decisione di Obama di continuare con le medesime politiche filo-speculative che dal 1968-73 caratterizzano la politica finanziaria mondiale.

Ecco che il sogno di Tremonti e di tutti coloro che riconoscono l'autorevolezza delle denunce e delle proposte di Lyndon LaRouche, per rifondare il sistema monetario e finanziario internazionale, sono morte sul nascere. L'ingannevole ripresa dei mercati finanziari sta nuovamente regalando al mondo la diabolica illusione di un'economia tornata a crescere, mentre in realtà è soltanto la bolla speculativa ed i profitti dei grossi gruppi bancari che sono tornati a crescere. L'economia reale globale si indebolisce ogni giorno che passa: le imprese chiudono, la disoccupazione cresce, gli Stati nazionali sono sempre più indebitati, i sistemi di welfare vengono contratti in modo accelerato. Nel frattempo però i principali colossi bancari del mondo arrivano a triplicare i loro utili (Goldman Sachs per esempio). Una riforma del sistema finanziario avrebbe dato la possibilità al Governo italiano ed a tutti gli altri, di poter rifinanziare l'economia reale senza procedere a tagli draconiani della spesa pubblica o barcamenarsi per reperire liquidità.

Ed è qui allora che entra in gioco il decreto legge Ronchi. La necessità di liquidità da parte del settore pubblico obbliga gli Stati o a riconoscersi falliti oppure a svendere quel poco di patrimonio che resta loro. I servizi pubblici locali rappresentano l'ultimo tesoretto di cui ancora gli stati nazionali possono disporre per reperire fondi sul mercato. Diventa allora ipocrita il lamento verso l'approvazione del dl Ronchi da parte di coloro che non mettono in discussione l'attuale sistema finanziario internazionale. Nell'impossibilità di riappropriarsi di una sovranità monetaria e creditizia per il rilancio di politiche di sviluppo economico, gli Stati si trovano così costretti a svendere ciò che hanno.

In verità, Tremonti sta tentando per altre vie di rafforzare la finanza pubblica. Se i Tremonti bonds e la Banca per il Sud avrebbero lo scopo di rimettere in moto l'economia produttiva, con la conseguente creazione di entrate fiscali per l'erario, le politiche fiscali tremontiane (dalla messa al bando dei paradisi fiscali, all'inversione dell'onere della prova in merito alla liceità del trasferimento dei capitali all'estero, allo “scudo” fiscale) mirano a rimpinguare le casse dello Stato senza cedere ai privati il sistema economico di base. Ma è evidente, soprattutto dopo l'uscita del Ministro di qualche settimana fa contro il “libero mercato”, le privatizzazioni1 delle banche d'interesse nazionale, di Telecom, di Enel, di Autostrade, che con l'approvazione del dl Ronchi si è deciso di dare un'altra direzione al Governo.

Con quello approvato, si può dire che la fase 2 dell'Operazione Britannia sia di fatto conclusa. Così restando le cose, all'interno di una crisi economica ben lungi dall'esser terminata e di una crisi finanziaria che a breve si riaffaccerà, gli Stati non potranno fare altro che tagliare ancor più le spese per il welfare (tagliare le pensioni, i posti di lavoro nel settore pubblico, il mantenimento delle infrastrutture, ecc.).

Soltanto con la prossima crisi dei mercati finanziari Tremonti riprenderà forza all'interno del Governo. Con essa, forse Obama si deciderà a mettersi intorno ad un tavolo con Russia, Cina ed India per la creazione di un nuovo sistema finanziario ed economico mondiale.

Nel frattempo Berlusconi dovrà dimostrare al popolo italiano se il suo Governo miri ancora a mettere in discussione l'agenda del Partito Britannico oppure se anch'esso si sia definitivamente allineato a quest'ultima. Se cioè l'Italia possa ancora essere l'attaccante di sfondamento per un ritorno a politiche rooseveltiane in campo economico-finanziario, energetico ed infrastrutturale. Una prima risposta a ciò la darebbe un forte sostegno del Governo alla Banca per il Sud, che però dovrà necessariamente essere uno strategico mezzo di finanziamento per infrastrutture ed industria produttiva, una moderna “TVA” rooseveltiana.


Claudio Giudici
Movimento internazionale per i diritti civili – Solidarietà
www.movisol.org

1 dicembre 2009

Il vertice di Copenhagen dovrà respingere la politica genocida di Londra

"Quando i capi di stato delle nazioni guida del mondo si riuniranno a Copenhagen, in Danimarca, il 7 dicembre, sarà loro compito respingere decisamente la politica di genocidio promossa da decenni dai principali 'ambientalisti' al mondo quale il Principe Filippo d'Edimburgo e i suoi fautori della frode del cambiamento climatico" ha dichiarato Lyndon LaRouche il 24 novembre. "I pianificatori del cosiddetto vertice sull'ambiente hanno già espresso chiaramente l'intento di ridurre la popolazione al fine di ridurre il presunto ruolo dell'uomo nel provocare i cambiamenti climatici, facendo così eco alla politica di spopolamento del World Wilflife Fund del Principe Filippo. Tale intento non solo è genocida, ma viene promosso a sostegno di quella che si è dimostrata, ripetutamente, la frode del riscaldamento globale causato dall'uomo".

"Le recenti rivelazioni sulle manipolazioni e l'insabbiamento dei dati da parte dell'Unità di Ricerca Climatica della University of East Anglia corroborano prove già esistenti del fatto che tutta la campagna sul clima è una frode scientifica fin dall'inizio. Non c'è alcun dubbio sull'accuratezza delle accuse mosse da seri scienziati di portata mondiale sul fatto che sopprimere il progresso tecnologico nel nome della riduzione delle "emissioni di CO2" condurrà al genocidio. Ora questa realtà non potrà più essere nascosta.

"Particolarmente rivelatorio è il modo in cui il World Wildlife Fund stesso, il cui principale sponsor, il Principe Filippo, chiede di essere reincarnato in un virus mortale per risolvere il 'terribile' problema della 'sovrappopolazione', è coinvolto nel formulare le raccomandazioni sui cambiamenti climatici. Il WWF è inoltre tra i promotori della unità climatica della East Anglia, e dunque direttamente coinvolto nelle formulazioni sviluppate dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, che ha assunto il ruolo del dittatore sulla ricerca climatica e sostiene che l'aumento della popolazione umana e dei suoi livelli di vita sia la principale causa dell'aumento delle emissioni globali. Sinistramente, il rapporto del Fondo ONU sulle Attività Demografiche del 2009 ha adottato la valutazione dell'IPCC che chiede di ridurre la crescita demografica mondiale in modo che non superi gli 8 miliardi di abitanti entro il 2050.

"Il britannico Lord Christopher Monckton, che si batte contro la frode del clima, ha ragione quando afferma, a proposito delle rivelazioni sulla East Anglia, che la cricca degli scienziati del clima è fatta di imbroglioni e criminali. Ma il crimine peggiore, che intendono perpetrare a Copenhagen, chiedendo la riduzione della popolazione e dello sviluppo scientifico ad alta tecnologia, può ancora essere fermato. Le nazioni agiscano ora per denunciare l'ordine del giorno genocida del Principe Filippo, e bloccarlo sul nascere".

Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarieta tedesco, si è spinta ancora più in là e ha chiesto di annullare il vertice di Copenhagen. Il vertice, ha dichiarato la signora Zepp-LaRouche, "si basa su una gigantesca frode e deve dunque essere immediatamente annullato, quanto meno per risparmiare le spese ingenti di questa conferenza neo-maltusiana il cui vero scopo è imporre di fatto un governo mondiale".

Conseguenze dello scandalo "Climagate"

La signora LaRouche prosegue scrivendo che "le scandalose manipolazioni venute alla luce grazie ad alcuni hackers nello scambio di email tra 'scienziati' dell'Unità di Ricerca Climatica (CRU) della East Anglia University in Gran Bretagna forniscono la prova definitiva della frode del cambiamento climatico".
 

Tuttavia è in corso una controffensiva, che vede diviso lo stesso establishment britannico. Il 23 novembre Lord Nigel Lawson, ex Cancelliere dello Scacchiere, ha chiesto l'apertura di un'inchiesta approfondita sui dati relativi ai cambiamenti climatici "giacché è stata gravemente infangata la reputazione della scienza britannica". Sul Times annuncia inoltre la creazione di un nuovo centro studi chiamato la Global Warming Policy Foundation "per ristabilire l'equilibrio e la fiducia nel dibattito sul clima", ovvero per combattere la frode. Nel consiglio della nuova fondazione compaiono molte personalità politiche ed economiche influenti.

Sempre in Gran Bretagna, Lord Cristopher Monckton così definisce gli "imbroglioni" del clima dopo le rivelazioni sulla East Anglia: "La piccola cricca di scienziati del clima che hanno inventato e ora conducono la frode del 'riscaldamento globale' – perché ora sappiamo che si tratta di una frode – hanno manipolato così assiduamente i dati sulla temperatura che, a quanto ammette uno di loro, la temperatura del terreno dal 1980 sarebbe aumentata il doppio di quella degli oceani. Una delle migliaia di email messe in circolazione da uno spione all'University of East Anglia, dove vengono compilati i dati sulla temperatura globale, rivela che i dati sono stati alterati per non mostrare un recente calo delle temperature". In effetti, accusa "i trend della temperatura globale sono stati semplicemente inventati".

Insieme al Prof. Fred Singer, fondatore del Servizio Meteorologico via Satellite USA, Monckton ha chiesto che il Commissario Britannico sull'Informazione indaghi e persegua tale frode come un reato. "Ma non resterò col fiato sospeso in attesa che lo faccia: nello stato di polizia che la Gran Bretagna è diventata, purtroppo, con i media largamente controllati dal governo, l'establishment tende a pensare al proprio tornaconto".
 

Negli Stati Uniti il Sen. Inhofe (repubblicano) ha dichiarato il 23 novembre che chiederà un'inchiesta sulla frode del riscaldamento globale. Ha dichiarato al Washington Times che intende condurre un'inchiesta "sull'IPCC e… le Nazioni Unite sul modo in cui hanno manipolato la scienza per far sembrare che i dati scientifici fossero corretti mentre non lo erano". Inhofe critica da tempo la "scienza" dietro ai cambiamenti climatici ed ha accusato l'IPCC di "abuso sistematico e documentato del processo scientifico" sulla questione.
 

Il Sen. Inhofe ha anche mandato lettere alle agenzie federali ed agli scienziati esterni avvisandoli di non cancellare le loro email e i documenti relativi alla frode del CRU in quanto potranno essere oggetto di richieste ai sensi della legge sulla libertà d'informazione (FOIA).
 

Anche un altro parlamentare repubblicano, Darrel Issa, ha chiesto un'inchiesta del Congresso sulla frode del riscaldamento globale. Ma per essere efficace, tale inchiesta dovrebbe indagare anche sulla politica di genocidio che si nasconde dietro i falsi dati.

(Tratto da www.movisol.org)

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