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Capitolazione dei democratici di fronte a Cheney

A seguito di una serie di pressioni e minacce, il 4 agosto i parlamentari democratici hanno abbassato la testa e approvato la legge che consente la sorveglianza dei cittadini americani, controllandone la posta elettronica e intercettandone le telefonate, senza un preciso mandato del Tribunale. Si tratta evidentemente di una violazione del quarto emendamento della Costituzione USA. Adesso basta stabilire un nesso con una persona “ragionevolmente ritenuta di trovarsi al di fuori degli Stati Uniti” e sostenere che “lo scopo principale dell’intercettazione è ottenere informazioni di intelligence straniero”.

Non non parla di sospetti di collegamenti con terroristi come Osama bin Laden, Al Qaeda, ecc. ma solo di “persone” al di fuori degli USA. La nuova legge di fatto abroga quella precedentemente vigente sull’intelligence straniero, la FISA, che proibiva la sorveglianza degli americani senza un ordine del tribunale competente secondo detta legge. La nuova legge esige che le imprese del settore delle comunicazioni aprano le proprie attrezzature alle operazioni di monitoraggio del governo.

La nuova legge è un vero e proprio colpo di mano da parte della banda di Cheney e Bush che in tal modo hanno risposto alle  pressioni affinché chiarissero le attività di spionaggio interno svolte dal 2001. Cheney in particolare sfruttò lo choc dell’11 settembre per consentire alla National Security Agency (NSA), responsabile di monitorare le informazioni, di acquisire e-mail e registrazioni telefoniche senza regolare mandato FISA. Solo pochi mesi fa un giudice della FISA aveva imposto delle limitazioni alla libertà di manovra della NSA nell’effettuare intercettazioni senza mandato. Per tutta risposta l’amministrazione Bush-Cheney ha contrattaccato con la nuova legge che abroga l’autorità della FISA.

Bush si è personalmente impegnato ad estorcere l’approvazione costringendo il Congresso “a restare in seduta fino a quando non approva una legge che conferisce alla comunità d’intelligence gli strumenti di cui ha bisogno per proteggere gli Stati Uniti”, ed ha anche agitato lo spauracchio: “ci sono killer a sangue freddo che vogliono entrare in questo paese per seminare morte”. Molti democratici hanno avuto paura di essere bollati come “mollaccioni in fatto di anti-terrorismo” e Cheney si è personalmente occupato di fare pressioni su alcuni individui.

Per il Washington Post i democratici sono stati più preoccupati “di coprirsi il didietro che proteggere gli americani”. Titolando “Paura della paura stessa” il New York Times ha commentato che fa paura vedere come i democratici, che hanno la maggioranza parlamentare, abbiano acconsentito ad una nuova espansione dei poteri presidenziali “in violazione dei più elementari diritti costituzionali”. E si chiede: “che cosa ci fanno con la maggioranza al Congresso se hanno così paura delle inserzioni pubblicitarie dei repubblicani, tanto da non usarla nemmeno per proteggere la Costituzione e mettere sotto controllo un presidente scatenato”.

Anche il Los Angeles Times ha titolato “La politica della paura”, riferendosi al timore dei democratici di essere bollati come “morbidi” in fatto di anti-terrorismo e per questo danno a Bush tutto ciò che vuole. “Ma il partito sarà altrettanto danneggiato dall’evidenza che non combatte per ciò in cui crede”.

Tratto da EIR Executive Intelligence Review - Strategic Alert – Edizione italiana - anno 16 n. 33  – 16 agosto 2007

Pubblicato il 15/8/2007 alle 16.10 nella rubrica Politica.

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