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Intervista a radio sulla crisi economica

Ricostruzione dell'intervista avvenuta il 4 marzo 2009 sulle frequenze dell'emittente toscana Radio Studio 54.

Presentatore:
Oggi abbiamo qui con noi un amico, Claudio Giudici, rappresentante del Movimento Solidarietà, che ci parlerà della crisi finanziaria. Senti Claudio, per cominciare io volevo sapere che ruolo sta rivestendo il PD in questa crisi?

Giudici: Buongiorno e grazie per l'ospitalità. Intanto Guido permettimi di presentare il Movimento Solidarietà, il cui nome completo è Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà che è l'associazione che in Italia rappresenta il pensiero dell'economista e politico americano Lyndon LaRouche. LaRouche sviluppò la sua leadership politica in India durante la seconda guerra mondiale e fondò un vero e proprio movimento politico a fine anni '60. Nel tempo, molti attivisti del movimento che fu di Martin Luther King, sono rifluiti nel movimento di LaRouche. Tutta la storia del movimento è caratterizzata dalle numerose previsioni economiche fatte da LaRouche. Oggi LaRouche è riconosciuto come l'unico economista a livello mondiale ad avere previsto la crisi del sistema finanziario ed economico con grande anticipo. Grande estimatore ed attento ascoltatore di LaRouche è il ministro Giulio Tremonti, il quale riconosce di aver ripreso la sua proposta di Nuova Bretton Woods, cioè di riforma del sistema monetario e finanziario, da LaRouche.

Nel febbraio del 1997 LaRouche pose all'attenzione di Bill Clinton il suo progetto di Nuova Bretton Woods per rifondare un sistema monetario e finanziario a cambi fissi, che cioè impedisca all'origine i fenomeni speculativi che oggi dominano l'economia mondiale. Quando nel luglio '97 la finanza mondiale fu investita dalla crisi del sud-est asiatico, Clinton prese in esame il lavoro di LaRouche. Il tutto fu bloccato con perfetto tempismo, dallo scoppio del caso Lewinsky. Così il solito scandaletto sessuale ha regalato altri 11 anni di speculazione alla finanza mondiale! Spetterà all'Italia nei prossimi mesi la presidenza del G8. L'Italia grazie in particolare a Tremonti, riveste un ruolo molto importante nell'attuale fase di crisi, per cui anche la portavoce della Camera dei rappresentanti Usa, la democratica Nancy Pelosi, si è dichiarata molto fiduciosa circa il contributo che l'Italia potrà apportare alla riforma del sistema finanziario globale.

E qui vengo al ruolo del Partito democratico. Come movimento siamo recentemente intervenuti in merito al grande caos che si sta verificando all'interno del Partito democratico italiano. Il PD nasce infatti con una sorta di peccato originale – che denunciammo fin dall'origine – , ossia l'influenza che su di esso sta esercitando il suo principale sponsor finanziario, De Benedetti. De Benedetti ha una visione di ciò che deve essere il nostro sistema repubblicano, non confacente alla Costituzione italiana. Noi riteniamo che intorno al PD sia stato operato un vero e proprio tentativo di destabilizzazione, proveniente dall'interno. Ricorderei che Domenici [il sindaco di Firenze, ndr] si è incatenato ai cancelli di Repubblica e non del Giornale. Le recenti inchieste scoppiate intorno ad esponenti fiorentini, napoletani, abruzzesi, nel nord, del PD, in realtà vanno a colpire una precisa ala del PD (quella dalemiana ed ex-morotea) e non tutto il PD. La cosa è stata denunciata pure da Licio Gelli quando ha parlato di una potente massoneria dietro l'inchiesta scoppiata a Firenze. Questa massoneria in realtà va inquadrata come oligarchia finanziaria.

L'inchiesta molto forzata di Castello finiva con l'assolvere un'unica funzione: eliminare Graziano Cioni dalla corsa a Palazzo Vecchio e spianare la strada a Pistelli. Nei confronti di Pistelli si è avuto una sorta di “mobbing al contrario”, dove molti degli attori in causa, lui compreso, non è dato sapere se fossero consapevoli della cosa, ma che, in ogni caso, per l'eco indotto alla fonte, da un preciso atto cospiratorio, erano utili alla realizzazione del disegno. In tutto ciò ha svolto un preciso ruolo Repubblica (e dunque ritorniamo a De Benedetti). A livello locale, lo scopo che questi ambienti si prefiggono è quello di attuare l'ultima fase del processo liberista avviato nel 1992: la liberalizzazioni dei servizi locali. Liberalizzare serve per privatizzare in poche mani. Privatizzare serve a finanziarizzare e dunque portare nuova linfa alla bolla speculativa globale. Siamo dunque di fronte a dei tentativi degli ambienti finanziari di indebolire il ruolo dell'Italia all'interno del processo di riforma del sistema finanziario globale. Con lo scoppio della crisi, gli interessi finanziari hanno il grosso timore che all'attuale situazione di far west, di lacune normative, di assoluta libertà del mercato dei capitali, possa sostituirsi un più restrittivo sistema di regole che violi l'arbitrio che a quegli interessi è concesso, e sia invece a tutela del bene delle popolazioni. In Italia, si stava avviando un proficuo dialogo tra D'Alema, firmatario, insieme ad altri leader socialdemocratici europei, di una lettera scritta a Barroso per la riforma del sistema finanziario globale. In pratica un qualcosa di molto convergente con la Nuova Bretton Woods di LaRouche di cui parla Tremonti. L'Italia sta avendo, grazie a Tremonti, un ruolo centrale in ciò, ed un buon modo per indebolire la sua posizione è creare un dissenso interno. Ecco perché è importante per gli ambienti finanziari che il PD non converga con Tremonti intorno alla cruciale della riforma del sistema finanziario secondo il disegno di LaRouche.

Noi per esempio abbiamo contribuito alle mozioni approvate la scorsa settimana al Senato a rafforzare il ruolo che l'Italia avrà in questo processo.

Presentatore: E per quanto riguarda i Tremonti Bond?

Giudici: L'obiettivo principale di Tremonti è quello di impedire di dare i soldi alle banche e poi vederle fare delle pure operazioni speculative. Ha spiegato che la difficoltà per cui finora non si era operato su questo fronte, proveniva dall'Europa. Tremonti infatti ha vincolato queste concessioni di prestito al controllo delle autorità, di modo da essere sicuri che quel denaro finirà nell'economia reale.

Si tenga presente che anche dopo lo scoppio della crisi nel luglio 2007, le banche hanno utilizzato la liquidità che le autorità finanziarie immettevano nel sistema, per speculare invece che per finanziare l'economia reale. Un'indagine del Congresso Usa, ha rivelato per esempio che circa l'80% del rialzo del petrolio nei mesi scorsi fosse frutto di operazioni speculative invece che di normali dinamiche di mercato. Il problema della speculazione è stato denunciato pure da Benedetto XVI e LaRouche lo denuncia dagli anni '70.

I Tremonti Bond finiranno nel conto capitale delle banche di modo da potersi avere un effetto leva che di fatto renderà più consistente l'importo finale del prestito, e che d'altra parte consentirà di abbassare il tasso nominale del 7/8%.

Presentatore: Come vedi la situazione che ci aspetta? Cosa devono aspettarsi i cittadini?

Giudici: Finora non è stato fatto niente di determinante per uscire dalla crisi. Il sistema è morto e non è recuperabile secondo LaRouche. Anzi il sistema era già morto nel '94. Quello che dobbiamo fare lo sappiamo cos'è, poiché lo fece Franklin Roosevelt durante gli anni '30 e '40 negli Stati Uniti ed a lui si ispirarono tutte le economie nel dopo guerra. LaRouche propone quattro passi per risolvere l'attuale crisi:

  1. La riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario globale
  2. Un nuovo sistema monetario e finanziario
  3. Il lancio di progetti infrastrutturali a livello globale
  4. La costituzione di commissioni d'inchiesta a livello nazionale per far emergere le vere responsabilità del crollo in corso.

Il tutto dovrà essere gestito in particolare dalle 4 potenze dotate di sovranità reale: Stati Uniti, Cina, Russia, ed India.

Il primo punto, quello della riorganizzazione fallimentare consiste nell'attuazione di una vera e propria procedura fallimentare. Un qualcosa che in Italia conosciamo bene se pensiamo al caso Parmalat. A proposito di questo caso ci tengo a precisare che circa 6 anni fa scrissi personalmente a Lapo Pistelli, invitandolo ad attivarsi affinché il rischio di crack globale fosse evitato, poiché in realtà Parmalat non era la pecora nera di un sistema sano, ma rappresentava come funziona il sistema. Oggi, il fatto che le principale banche ed aziende del mondo stiano vedendo crollare il proprio valore di borsa ci dice che quello che sostenevamo era vero. Si pensi a Citygroup che da 50 dollari oggi vale circa 1,2 dollari.

Ciò di cui abbiamo bisogno affinché i redditi reali delle persone possano ricominciare a crescere, è eliminare tutti i titoli tossici che rappresentano la cinghia di forza della speculazione sull'economia reale, e cestinarli. I titoli invece rappresentativi dell'economia reale, quelli dovrebbero essere utilizzati per rifondare il sistema.

Il secondo passo consisterebbe nel ricreare un nuovo sistema monetario a cambi fissi invece che fluttuanti (com'è dall'agosto del '71) di modo da rendere difficili fin dall'origine le speculazioni. Questi cambi andrebbero ancorati ad un paniere delle principali monete che rappresenterebbero la base reale per il rilancio dell'economia reale. E' questa la proposta di Nuova Bretton Woods di cui parlò ripetutamente il ministro Tremonti fin dalla campagna elettorale per le politiche del 2008. A questo proposito è interessante notare come altri due degli artefici della disintegrazione progressiva del PD, l'ex ministro Bersani ed il prof. Giavazzi, si prendevano gioco delle affermazioni di Tremonti, in quanto consideravano la speculazione un non problema. Tutto ciò ha fatto sì – tanto non era un problema! - che oltre 40 paesi tra Africa ed Asia scendessero in piazza per denunciare il caro alimenti. A dire il vero anche Berlusconi aveva sottovalutato e di fatto criticato Tremonti perché parlava di un nuovo '29.

L'ultimo passo da compiere, affinché il tutto sia credibile, è a questo punto aprire una commissione d'inchiesta come fu negli anni '30 sotto Franklin Roosevelt, che porti a fare luce in merito alle vere responsabilità delle crisi in corso. Su movisol.org trovate l'appello da firmare che stiamo presentando oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Germania e in Francia.

Presentatore: Ma da quello che ci stai dicendo, cosa andiamo a lavorare a fare se la situazione è così nera? Un sms che ci arriva, suggerisce che non dobbiamo essere pessimisti.

Giudici: Dobbiamo essere molto ottimisti perché sappiamo cosa dobbiamo fare e la soluzione si chiama Franklin Roosevelt. Tuttavia io sto dicendo che la neve è bianca, ma se vogliamo dire che la neve è nera … Facendo i passi di cui parla LaRouche – ed a farli dovranno essere gli Stati Uniti, la Cina, la Russia e l'India, mentre l'Europa, sia come Unione che come singoli stati nazionali, presenta forme di sovranità limitata – metteremo le basi per compiere il terzo passo che noi suggeriamo, ossia un grande progetto globale d'infrastrutturazione. Il deficit infrastrutturale non è solo nel mondo occidentale - qui a Firenze per esempio - ma soprattutto nel Terzo Mondo.

Presentatore: Senti Claudio, per quanto riguarda Firenze, cosa pensi di un candidato come Matteo Renzi che ha sprecato molti soldi dei cittadini per finanziare i boy scout, le sfilate di Coveri e Ferragamo.

Giudici: Io ho sentito Guido Sensi [consigliere provinciale fiorentino di AN-PdL, ndr] render conto di tali spese. Personalmente ritengo che sia difficile comprendere la motivazione di certe spese dalla freddezza dei dati riportati da un bilancio. Ritengo però che a Firenze si correrà una bella gara elettorale poiché Matteo Renzi ha voglia di cambiare la città, e Giovanni Galli mi è sempre sembrata una persona molto seria e, mi dicono, avrà intorno a sé un ottimo gruppo di lavoro, di cui al momento non mi sembra il caso di fare i nomi.

Presentatore: Ma secondo te la massoneria sosterrà Renzi o Galli?

Giudici: Tu Guido mi vuoi far parlare male di Renzi, ma ricorda che io sono pure un rappresentante di una categoria di lavoratori fiorentini! [Risata]. La massoneria sosterrà chi si farà portatore dei suoi interessi. Ma a questo proposito, in qualità di membro di un movimento autenticamente umanista, mi permetto di rivolgere ai candidati l'appello di anteporre sempre il bene comune al resto; questo non vuol dire bastonare banche ed imprese, ma indirizzare l'attività economica e creditizia, come richiesto dalla nostra Costituzione, alla funzione sociale.

[…].

Pubblicato il 11/3/2009 alle 10.15 nella rubrica Politica.

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