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Il pericoloso spot inflazionistico del G20

Eir Strategic Alert n. 15 - 9 aprile 2009

Un finto giro di vite sui paradisi fiscali e il segreto bancario

Come concessione al Presidente francese Sarkozy ed altri leader che avevano chiesto misure per regolamentare il sistema finanziario, nel comunicato finale del G20 sono state incluse alcune proposte esaltate dai media come un giro di vite sui paradisi fiscali e perfino sugli hedge funds in grado di mettere fine alla speculazione finanziaria. Non è affatto così.

E’ stato deciso di stilare una “lista nera” di paradisi fiscali, e il comunicato parla di estendere “la regolamentazione e la supervisione a tutti gli istituti, strumenti e mercati finanziari sistemicamente importanti. Questo includerà, per la prima volta, gli hedge funds sistemicamente importanti”. Il comunicato annuncia trionfalmente: “È finita l’era del segreto bancario”.

Tuttavia questa dichiarazione viene fatta a pezzi dal giudice francese Jean de Maillard, specialista in reati finanziari, su Liberation del 3 aprile. Il giudice rileva che invece di mettere fuori legge i paradisi fiscali, o almeno annunciare l’intenzione di chiudere questo business, “il G20 si limita a parlare di sanzioni contro quelli che non sono cooperativi”. Indubbiamente, dice de Maillard, “lo stato del Delaware o la City di Londra non verranno mai considerati non cooperativi, mentre in realtà (…) la City è uno dei mercati finanziari più importanti e opachi al mondo”.

Quanto alla “lista nera” delle “entità non cooperative” stilata dall’OCSE, e adottata dal G20, essa elenca solo quattro paesi: Costa Rica, Malesia, Filippine e Uruguay. Ciascuno di questi paesi, tuttavia, è uno stato di diritto. Anche se costituiscono dei paradisi fiscali, la crisi attuale non è stata certo provocata dall’evasione fiscale. E infatti, l’OCSE è stato costretto a togliere dalla lista l’Uruguay il giorno dopo.

Il vero problema sono i centri offshore, che non sono soggetti ad alcuna legge, e dove è stata creata la bolla dei derivati che supera i 62.000 miliardi di dollari. Il paradiso legale più grande resta la City di Londra. Alcuni di questi centri, come le Isole Cayman e Vergini, Lussemburgo e Montecarlo, sono sulla lista grigia, dove troviamo anche nazioni quali il Cile, l’Austria o il Belgio. Sulla lista bianca, guarda caso, troviamo il Regno Unito (la City di Londra), Guernsey, Malta, Mauritius, Cipro, l’Irlanda e le Barbados.

Le decisioni del G20 entreranno nella storia come un atto di follia collettiva. Nell’annunciare una dose ancor più massiccia della stessa medicina che ha fatto a pezzi il sistema i leader del G20 non fanno altro che avviare un’altra fase del collasso. E’ ora di mettere fine a questa farsa, sospendere il rifinanziamento del sistema in bancarotta, ed aprire un’inchiesta sulle cause ed i responsabili come quella condotta negli anni Trenta dalla Commissione Pecora.

Il disastro del G20 ed il fallimento di Obama

Commentando il comunicato finale del G20, l’economista e leader democratico USA Lyndon LaRouche ha dichiarato il 3 aprile: “ciò che viene proposto equivale a raccomandare l’uso del cianuro per curare il mal di testa. E’ una cura permanente”.

Invece di riconoscere il fatto che il sistema finanziario è insolvente e che l’unica soluzione è una riorganizzazione fallimentare, il G20 ha annunciato l’intenzione di “intraprendere un’espansione fiscale concertata senza precedenti…. Che entro la fine dell’anno prossimo arriverà a 5.000 miliardi di dollari, per ottenere un aumento del PIL del 4% ed accelerare la transizione verso un’economia verde”.

LaRouche ha definito questa dichiarazione “confessioni di un’assemblea di folli”, paragonando la situazione attuale al fascismo negli anni Trenta “nella sua forma britannica, quella di Oswald Mosley”. Ha aggiunto che spera “che ci saranno abbastanza uomini e donne patriottici al Congresso USA per impedire l’adozione di questo accordo. Sarebbe la fine degli Stati Uniti e di molto altro ancora. Deve essere fermato, e deve essere fermato adesso”.

Il movimento di LaRouche (LPAC) sta intervenendo con forza a Washington per far sì che il Congresso respinga l’accordo e soprattutto la truffa che dà pieni poteri al Fondo Monetario. Non c’è alcun dubbio che le decisioni del G20 provocheranno un’esplosione iperinflazionistica dell’economia mondiale.

Già ora le risorse disponibili secondo il sistema attuale sono insufficienti a sostentare una popolazione di 6,5 miliardi di persone, e questo condannerà a morte molti di loro. Nella politica dei governi non è prevista alcuna misure per impedire che ciò accada.

Quanto al Presidente Obama, LaRouche ha commentato che è personalmente responsabile di aver “peggiorato sensibilmente” la situazione “con le sue azioni corrotte e stupide a Londra”. Si sta “comportando in modo assurdo. Non credo che Obama sia una vittima. Credo che sia un perpetratore a causa di un carattere tragico, del suo ego che ha prevalso e su cui hanno fatto leva tutti quelli che lo conoscono, facendo sì che non desse ascolto ai buoni consiglieri”. Il comportamento di Obama a Londra è stato un “ego-trip potenzialmente psicotico” che “mette in pericolo non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero” ha aggiunto LaRouche. Che non dia ascolto ai buoni consiglieri è dimostrato dal fatto che non ha dato retta a Paul Volcker, che suggeriva di ripristinare la Legge Glass-Steagall che vieta alle banche commerciali di trattare titoli speculativi, e ha dato ascolto invece a Larry Summers.

Pubblicato il 8/4/2009 alle 23.50 nella rubrica Economia.

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