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Il tema "ambiente" al centro della politica di genocidio

www.movisol.org - Un attacco di hacker nel server del computer della CRU, l'Unità di Ricerca Climatica dell'University of East Anglia, a cui ha fatto seguito la pubblicazione in internet di circa 1000 mails e 3000 documenti trafugati costituiscono la pistola fumante che prova la frode del riscaldamento globale. La CRU è al centro della cosiddetta ricerca sui cambiamenti climatici ed è finanziata dal WWF, da British Petroleum, Shell, Greenpeace e dal governo britannico.
I messaggi postati dimostrano manipolazione e collusione nell'esagerare i dati del riscaldamento globale, distruzione di informazioni imbarazzanti, resistenza organizzata contro la divulgazione e ammissione privata di errori nelle tesi pubbliche dei sostenitori del riscaldamento.
La scoperta della frode avviene nel momento in cui la spinta verso il genocidio globale si intensifica su più fronti, come testimoniano il rapporto del Fondo ONU sulla Popolazione (vedi "Il Fondo dell'ONU sulla Popolazione: riduzione demografica per salvare il clima") e le pressioni all'interno dell'amministrazione Obama per varare il "modello Blair" di tagli alla sanità.
La reazione di Lyndon LaRouche alla vicenda degli hackers non si è fatta attendere: il tema dell'ambiente è il nocciolo della politica di genocidio. Lo scopo della "green economy" è di uccidere la gente. La politica esplicita del WWF, del Principe Filippo e dell'oligarchia, è ridurre la popolazione mondiale dagli attuali livelli di 6,7 miliardi a meno di 2 miliardi.
Ciò è riflesso nel programma di eutanasia in Gran Bretagna, chiamato NICE e adottato sotto Tony Blair. La politica di Blair è ora di esportare la politica di Hitler negli Stati Uniti, grazie all'amministrazione Obama. Essere "obiettivi" su questo tema, ha detto LaRouche, significa essere complici nella riduzione della popolazione mondiale, una riduzione i cui tempi non sono chiari ma il risultato netto e le intenzioni lo sono.

Il Fondo dell'ONU sulla Popolazione: riduzione demografica per salvare il clima

25 novembre 2009 (MoviSol) - Il modo più efficace per combattere i cambiamenti climatici è ridurre la popolazione, sostiene il rapporto annuale del Fondo ONU sulla Popolazione (UNFPA), pubblicato il 18 novembre. Come da copione, il ministro dello Sviluppo danese ha annunciato che il suo governo intende includere il tema del controllo demografico nell'accordo da sottoscrivere al vertice sul clima di Copenhagen.
L'UNFPA ha sempre perseguito una politica maltusiana, ma è la prima volta che lega la crescita demografica ai cambiamenti climatici. Facendo così, esso segue le prescrizioni degli enti controllati dalla famiglia reale britannica, come l'Optimum Population Trust.
"La crescita demografica è tra i fattori che influenzano le emissioni totali nei paesi industrializzati e in via di sviluppo", afferma il rapporto dell'UNFPA. "Ogni persona, in ogni popolo, consumerà cibo, avrà bisogno di alloggio, e idealmente la maggior parte usufruirà di trasporti che consumano energia, e consumerà combustibile per il riscaldamento ed elettricità". Riducendo la popolazione mondiale si ridurrà l'emissione di gas-serra e aiuterà i paesi – specialmente le nazioni povere, con alta crescita demografica – ad adattarsi all'impatto dei cambiamenti climatici.
Naturalmente, la crescita demografica va giudicata in una luce completamente diversa: ogni individuo è fonte potenziale di ricchezza per tutta la società, grazie ai contributi creativi che egli o ella può arrecare e che ogni governo dovrebbe promuovere. Le vite non possono essere misurate in termini di emissioni di CO2 o di energia consumata, o dei costi della sanità, contrariamente a quanto sostiene la scuola inumana della medicina "evidence-based".
Ma il rapporto dell'ONU sostiene che i cambiamenti climatici possono diventare "ancor più estremi e verosimilmente catastrofici" poiché la crescita demografica "supera la capacità di aggiustamento della terra".
Il principale ricercatore ed estensore del rapporto UNFPA è un certo Robert Engelman, vicepresidente del World Watch Institute il cui fondatore Lester Brown è uno degli alti sacerdoti del movimento della crescita zero.
La proposta di ridurre la popolazione per "salvare il clima" è stata per prima formulata dall'Optimum Population Trust, una fondazione britannica tra i cui direttori figura il consigliere per l'ambiente del Principe Carlo. Come abbiamo scritto in precedenza (cfr. Strategic Alert 39/09), l'OPT aveva commissionato il rapporto alla London School of Economics, e sostiene che impedire la nascita di nuovi inquinatori è un rimedio molto più economico ai cambiamenti climatici che non i mulini a vento o l'energia solare.
Il rapporto dell'OPT fece seguito ad una riunione segreta di "filantropi" miliardari tenutasi il maggio scorso a New York City, i quali giunsero alla conclusione che la migliore attività di beneficenza nel mezzo dell'attuale crollo economico sia promuovere la causa della riduzione demografica (cfr. Strategic Alert 23/09). Quella riunione fu organizzata da Bill Gates, David Rockefeller e Warren Buffett (vedi su questo sito "La strana passione di Bill Gates per le grandi pandemie").

Pubblicato il 25/11/2009 alle 14.56 nella rubrica Politica.

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