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Il vero motivo degli attacchi al Governo Berlusconi è che non è abbastanza anti-progresso

In seguito all'analisi prodotta dal Segretario Generale di Movisol, Andrew Spannaus, In arrivo il governo dei banchieri?, e l'enorme diffusione che la stessa ha avuto su centinaia di siti web, il tema è divenuto oggetto di dibattito sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani, dopo che lo stesso Governo italiano ha denunciato l'esistenza di manovre internazionali contro l'Italia.

Intorno a questo tema si alternano tesi che concordano con la sostanza dell'analisi di Movisol, e tesi che invece sono in completo disaccordo. Tuttavia, le une e le altre, sono legate dalla ricerca delle ragioni per cui l'attuale Governo dovrebbe essere inviso all'oligarchia finanziaria internazionale.


 

Il problema principale del Governo Berlusconi è di tipo culturale: esso – come ha spiegato Spannaus – non radicalizza quanto serve le politiche anti-progresso dell'agenda liberista: tagli al welfare (riforma del sistema pensionistico), privatizzazione delle municipalizzate, liberalizzazione di ogni settore produttivo. Nel complesso, l'azione di questo Governo rallenta quell'agenda internazionale che ha spinto e porterà il pianeta nel baratro, come dimostra la crisi economico-finanziaria in atto. Infatti, la crisi finanziaria si è diffusa maggiormente proprio in quelle economie dove l'agenda liberista filo-speculativa ed anti-progresso è stata attuata, e la finanza ha finito col far da padrona su ogni processo produttivo: Irlanda, Gran Bretagna, Spagna e gli stessi Stati Uniti.

A conferma del fatto che l'approccio Berlusconi-Tremonti è troppo soft nell'applicare l'agenda liberista, sarà utile soffermare l'attenzione sulla dichiarazione d'intenti dei finiani: “Una destra liberale e liberista”, e su un'intervista che rilasciò l'Ing. De Benedetti al Corriere della Sera1, dove criticava il Governo Berlusconi, ma anche tutti quegli amministratori di centro-sinistra titubanti sull'opzione liberista: “ … una riforma delle pensioni inadeguata fino a un provvedimento sul Tfr a futura memoria. Il fatto è che le vere riforme costano, anche in termini di consenso … Sul mercato del lavoro c'è un' elasticità insufficiente. Treu ha iniziato, la legge Biagi ha incrementato ma bisogna fare di più, molto di più. Per riuscire bisogna intervenire pesantemente sugli ammortizzatori sociali”. Fra l'altro tutte cose recentemente riprese da Luca Cordero di Montezemolo e dal suo socio ferroviario Diego Della Valle2.


 

Le politiche del Fondo Monetario Internazionale, quelle dell'Eurosistema e del Wto, rappresentano il braccio operativo di quell'ideologia che chiamiamo globalizzazione finanziaria, dove monetarismo e liberismo rappresentano il trait d'union.

Oggi progresso vuol dire: moderne infrastrutture, energia nucleare, protezione dell'impresa produttiva; niente a che fare con le energie alternative e con il liberismo economico.

Tutto questo viene a poggiare su un terreno non fertile, se non viene riorganizzato il sistema delle regole finanziarie e fiscali a livello globale. Ecco perchè della necessità di una Nuova Bretton Woods e della messa al bando dei paradisi fiscali, invocate più volte dal Ministro Tremonti. Tutto ciò rappresenta un mix funzionale ad aumentare la produttività pro-capite e per chilometro quadrato dell'economia italiana e mondiale, e dunque la densità demografica relativa potenziale. Diversamente, il modello culturale dominante è quello che mira alla riduzione della popolazione mondiale, perchè vittima delle concezioni entropiche e di una concezione pessimistica della natura umana. Se gli assiomi di fondo sono questi, non può meravigliare che i sedicenti filantropi, vedano nella crescita della popolazione ed in tutte quelle forme di sviluppo tecnologico-scientifico funzionali a produrla, qualcosa di pericoloso ed irresponsabile. D'altra parte, la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite su Popolazione e Sviluppo de Il Cairo del 19943, indirizzava verso una drastica riduzione delle nascite tutte le nazioni del pianeta. Essa suscitò le preoccupazioni di Giovanni Paolo II, che si riferì al progetto di documento finale, con i termini di “dolorosa sorpresa”, e di Lyndon LaRouche che aveva lanciato l'appello: “Questa conferenza non deve avere luogo!”. Queste concezioni favorevoli alla riduzione della popolazione mondiale sono oggetto costante degli spasimi della Corona inglese4, padrona di casa degli incontri dell'ente privato che ospita tutta l'élite finanziaria di Londra e che ha per scopo la promozione della City, il British Invisibles (BI). Oggi il problema principale del BI è rappresentato dal Gruppo Inter-Alpha5 per l'esposizione che le sue banche hanno in Irlanda, Spagna e Portogallo e per la reazione a catena che innescherebbe il suo fallimento con le banche americane.

Le concezioni pseudo-scientifiche dei fautori della riduzione della popolazione mondiale sono l'altra faccia della medaglia della speculazione finanziaria. Se quest'ultima consente di controllare interi imperi – l'impero romano e quello bizantino sono stati tali grazie al controllo della moneta circolante su tutto il territorio imperiale – , il controllo dello sviluppo della tecnica e della scienza, sono strumenti fondamentali per impedire lo sviluppo della popolazione, molto più della diffusione della cultura abortista, dell'uso degli anti-concezionali e dei fenomeni di sterilizzazione. In tutto ciò, determinante, è allora il livello energetico: l'elevata densità del flusso energetico dell'energia nucleare si presta ad un aumento della popolazione; diversamente, quella bassissima delle cosiddette energie alternative, è funzionale a ridurre in modo drastico la popolazione mondiale, perchè appena capace di sostenere economie agricole pre-industriali.


 

Siamo di fronte dunque ad una partita tra il progresso e la speculazione, tra la vita e la morte. Siamo oggi allo show down dello scontro in atto; siamo arrivati ad un punto di non ritorno per l'attuale sistema, a causa delle depravate politiche di austerità – non sostenibili da una società civilizzata – che il declassamento del debito del Gruppo Inter-Alpha richiederà, come ha spiegato LaRouche. O vi sarà il pieno coraggio da parte dei leaders mondiali (politici, religiosi o di altra natura) di denunciare e mettere sotto ghiaccio la speculazione finanziaria, di modo da avviare il New Deal del 21esimo secolo, la Nuova Alleanza per il progresso e la pace, oppure entreremo in una fase di tensioni e guerre orchestrate, possibili soltanto laddove la legge della giungla dei mercati prevalga su un'autorità politica forte e repubblicana.


 

Claudio Giudici
 

1http://archiviostorico.corriere.it/2005/dicembre/02/Prodi_amministratore_straordinario_futuro_Rutelli_co_9_051202220.shtml .

2http://www.movisol.org/10news078.htm .

3La declassificazione del National Security Study Memorandum 200 (NSSM 200), intitolato “Implicazioni della crescita demografica mondiale per la sicurezza degli USA e dei suoi interessi d'oltremare”, ha rivelato che già nel 1974, gli Stati Uniti, tramite la supervisione di Henry Kissinger (sempre definitosi un agente britannico), fossero concretamente attivi sotto l'influsso delle teorie malthusiane, e convinti di sradicare “la pia illusione di poter risolvere i problemi con lo sviluppo economico”, perchè invece i problemi sarebbero dovuti all'eccessiva crescita demografica. Tale tradizione, che comincia con Thomas Malthus, e passa per Charles Darwin, trovò forte sostegno in Bertrand Russell che fu deluso dalle capacità di riduzione della popolazione mondiale da parte della seconda guerra mondiale (come si rileva nel suo L'impatto della scienza sulla società).

4Si veda: http://www.movisol.org/08news177.htm. In questa raccolta (http://www.movisol.org/genocidi.htm)di citazioni famose, a sostegno della riduzione della popolazione mondiale, il Principe Filippo d'Edimburgo afferma anche: “Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione”.

5Il Gruppo Inter-Alpha fu fondato nel 1971 (proprio quando vennero abbattuti gli accordi di Bretton Woods) ed oggi ne fanno parte: AIB Group (Irlanda), Banco Espirito Santo SA (Portogallo), Santander (Spagna), Société Générale (Francia), ING Bank (Paesi Bassi), Intesa Sanpaolo (Italia), KBC Bank (Belgio), Nordea (Paesi Scandinavi), National Bank of Greece (Grecia), Commerzbank (Germania), The Royal Bank of Scotland Group, (Regno Unito).

Pubblicato il 9/12/2010 alle 7.0 nella rubrica Economia.

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