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Modello comunicativo per lottare contro l' “APP DI GOLDMAN SACHS”

 Parliamone, ma parliamone in modo efficace!
I taxi del mondo ed i noleggi con conducente, che sanno dell'importanza della sussistenza delle regole nel settore del trasporto persone, sono in subbuglio a causa della spregiudicata società che ha lanciato un'app che consente di chiamare un veicolo per un servizio di trasporto. Niente ...di nuovo in realtà, perché il mondo taxi è pieno di ottime app che consentono di fare la stessa cosa! Questa app fra l'altro offre un servizio scarso perché i tempi medi di arrivo della vettura (10 minuti) non possono competere con quelli medi di un taxi (3 minuti) ed offre costi mediamente maggiori del 60% rispetto al taxi.
Eppure se ne parla tantissimo! Se ne parla perché dietro di sé ha i colossi della finanza mondiale che la stanno pompando sui media; ma se ne parla anche perché i lavoratori del settore taxi ed n.c.c., impauriti da essa, reagiscono nei più svariati modi finendo con farle una grandissima pubblicità. E allora, già il solo nominarne il brand, è un errore comunicativo e commerciale. Tutta pubblicità gratuita!
Ma allora come chiamarla? Essa, non è altro che l'app di Goldman Sachs e di BlackRock, che a sua volta controlla Google; ma chiamarla l' “app di Google” mette in moto nella gente tutta una serie di sensazioni positive, che non aiutano i lavoratori del trasporto persone che da essa vogliono difendersi. Dunque, questa app va chiamata con il nome che racconta ciò che veramente essa è: essa è l' “APP DI GOLDMAN SACHS”!
E visto che questa è una partita che si gioca molto sulla comunicazione, converrà chiamarla appunto l'app di Goldman Sachs, anche perché ad essa, nell'immaginario collettivo, si legano pure i nomi di soggetti che come Mario Monti e Mario Draghi, non hanno fatto molto bene all'Italia.
Circa poi gli argomenti di merito per difendersi da essa, non è efficace dire: “Io ho pagato la licenza!”; e dal punto di vista comunicativo, nel tempo odierno, purtroppo, non è efficace neanche dire: “L'app è illegale!”, perché l'illegalità è costantemente tollerata sotto i nostri occhi. Sono legali la stragrande maggioranza dei centri massaggi cinesi? Oppure di fatto legalizzano forme di prostituzione? Le case da gioco, non erano legali fino a poco tempo fa, ma le hanno rese legali, diventando espressione di una società la cui deriva morale è sempre più palpabile con mano (basti pensare alle tante famiglie rovinate da esse). Diversamente, è molto più efficace puntare sui DANNI CHE ESSA PROCURA ALL'UTENTE. Essa mette nelle mani di una società privata il diritto alla mobilità di un cittadino, in quanto il prezzo del trasporto è variabile a discrezione della società – e non determinato dalla Pubblica Amministrazione a tutela dell'utente – e non presenta obblighi di servizio, sia dal punto di vista della copertura oraria del servizio che della destinazione (la società potrebbe non ritenere conveniente la copertura del servizio nelle fasce orarie notturne o per destinazioni non convenienti).
L'app di Goldman Sachs, dietro il velo della modernità, è di fatto un pretesto per realizzare quel disegno che dal 2006, a più riprese, ambienti confindustriali, ma ancor più la grande finanza speculativa – come l'app di Goldman Sachs appunto dimostra – mirano a perfezionare: entrare nel settore taxi, che è uno dei pochi settori che ancora non controllano! La grande finanza oggi controlla il settore alimentare e quello della sua distribuzione (grazie alle liberalizzazioni del 1998), quello farmaceutico (ma non quello della piccola distribuzione farmaceutica), quello delle stazioni ferroviarie ed in parte quello dei treni (Ntv è controllato per i 2/3 da fondi di diritto lussemburghese), quello degli aeroporti, quello autostradale, sempre più quello idrico, e sempre più quello delle municipalizzate. E sicuramente me ne sfugge qualcuno.
Nel settore taxi la grande finanza non riesce a giocare la propria partita a causa di due divieti di legge: 1) il divieto del cumulo delle licenze (nessuno può avere intestata a sé più di una licenza) e 2) il divieto di intestare a società di capitali una licenza taxi. Questi due divieti sono stati pensati per bloccare alla fonte i fenomeni di ricarico speculativo sopra una tariffa amministrata, pubblicamente determinata, per tutelare l'utenza da facili fenomeni di raggiro, vista la difficoltà per l'utente ad essere immediatamente informato su un servizio che fa dell'immediatezza, della velocità, la sua ragion d'essere. Ma allo stesso tempo la legge, per consentire fenomeni di economia di scala imposti dalla necessità di tenere il settore al passo con le evoluzioni tecnologiche, ha pensato di consentire ai tassisti di associarsi in cooperative, ossia in quell'istituto che la nostra Costituzione promuove e che fa del continuo investimento produttivo la sua missione. Così, le cooperative dei taxi non conoscono fenomeni di ricarico speculativo perché tutto il loro bilancio è incentrato a mantenere e modernizzare il servizio taxi e a dare lavoro a migliaia di famiglie italiane che in queste operano. Il risultato, diversamente dalla vulgata contrabbandata, è quello di aver prodotto uno dei servizi taxi più moderni ed efficienti al mondo, tanto da essere oggetto di studio anche da parte delle nazioni estere.

Pubblicato il 24/6/2014 alle 15.44 nella rubrica Liberalizzazioni-privatizzazioni.

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